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CybersexLa diffusione di internet ha determinato notevoli cambiamenti sia a livello individuale che sociale, riscontrabili nel linguaggio di uso comune nei comportamenti e nelle abitudini.

Il mondo di internet e tutto ciò che vi afferisce è pertanto divenuto un luogo in cui discutere ed incontrarsi, quindi un utile canale di ricerca psicologico-sociale. L’interesse nei confronti di questo argomento nasce dal fatto che un numero sempre maggiore di individui instauri relazioni di vario tipo utilizzando l’interazione virtuale. Il presente lavoro vuole essere un contributo allo studio delle dinamiche relazionali messe in atto nella comunicazione on-line seguendo il continum sano-patologico, evidenziando, al momento, solo un’analisi descrittiva del fenomeno e rimandando approfondimenti a successivi studi di tipo qualitativo-quantitativo.

Comunicazione on-line

Considerare la comunicazione cyber come momento di scambio tra individui a vari livelli può apparire difficile da comprendere se rapportata a quella vis à vis. Provando però ad analizzare psicologicamente ciò che avviene in tali esperienze relazionali on-line è possibile individuare immagini particolarmente significative.
Come suggerisce Suler (1999c) gli utenti percepiscono il loro computer come una estensione della loro mente e della loro personalità, uno “spazio” che riflette le loro inclinazioni, attitudini e interessi. Ecco quindi che, in una visione particolarmente psicoanalitica, il computer e di conseguenza il cyberspazio possono essere considerati come un tipo di “spazio transizionale”, quindi una estensione del mondo intrapsichico dell’individuo.

Esso può essere sperimentato come una zona intermedia tra sé e l’altro, che è in parte sé e in parte l’altro. Comunicare on-line, infatti, consente di proiettare sull’interlocutore, che non ha un’immagine ben definita, fantasie e desideri. Si viene quindi a delineare ciò che in psicoanalisi prende il nome di “transfert” ovvero un ritorno -reincarnazione -di una persona importante della propria infanzia, del passato che trasferisce su se stessi sentimenti e reazioni che certamente erano destinati a quel modello (Freud, 1940, trad. it 1979, pag 601-602).
Considerando l’esperienza cyber possiamo affermare che la sensazione di entrare con la propria mente nell’altro, intendendola come possibile fusione, risulta essere una esperienza paragonabile a quella di transfert sopra descritta (Suler, 1996b). Se il concetto di transfert viene identificato dal mondo psicoanalitico come utile e risolutivo delle dinamiche disfunzionale tra paziente ed analista, nel mondo virtuale ciò sembra prendere prospettive differenti.

Infatti se nell’idealizzazione che l’utente mette in atto rispetto all’interlocutore, il legame transferale sembra essere particolarmente significativo, nel momento in cui uno dei due passa da un livello virtuale ad uno reale tali dinamiche perdono di significato e vengono messe in discussione (Booth, Jung, 1996). Ultimamente gli psicologi (Bingham, Piotrowski, 1996; Booth, Jung 1996, Burchiellaro, Masera, 1999, Carnes, 1991; Newman, 1997), si sono interrogati su ciò che può essere definito sano o patologico-perverso rispetto alla comunicazione virtuale. Quelli che lo hanno enfatizzato come aspetto patologico si sono focalizzati sullo studio di comportamenti criminali e devianti mediati dall’uso di internet evidenziandone la dipendenza come modalità patologica. Infatti le persone che avevano qualche forma patologica per esempio alcolisti, tossicodipendenti e giocatori d’azzardo hanno trasferito il loro bisogno di dipendenza sui siti pornografici del net.

Coloro che invece presentano l’uso di internet secondo una modalità più adattiva affermano che quest’ultimo possa offrire nuovi modi per vivere la sessualità non patologica. A nostro avviso in accordo con Leiblum (1997) esiste una terza via d’interpretazione rispetto al concetto sano-perverso della comunicazione on-line. Le interazione on-line possono essere classificabili lungo un continum che va dalla semplice curiosità al coinvolgimento ossessivo. Seguendo la classificazione descritta dalla stessa Autrice è possibile individuare tre categorie di individui che utilizzano il cybersex, quindi la comunicazione on-line: i “ partner” i “solitari”, e i “parafiliaci”. I primi vengono identificati come parte di una coppia dove la curiosità crea il legame di conoscenza dell’altro che non necessariamente può riflettere particolari difficoltà relazionali; per i secondi il mondo virtuale rappresenta un adattamento a specifiche problematiche o a situazioni di vita disagiate, in fine i terzi vengono considerati persone dipendeti dal cybersex poiché trovano stimolante e soddisfacente la possibilità di mettere in atto comportamenti sessuali non convenzionali.

Navigare on-line

Seguendo le linee dei contenuti sopra descritti proponiamo un’analisi descrittiva che rispecchia il cuntinum sano-patologico della comunicazione virtuale, avvalorata dall’utilizzo di alcuni programmi interattivi on line come quelli di chat. Vista la numerosità dei programmi di chat oggi disponibili sul net, abbiamo deciso di focalizzare la nostra attenzione su due di questi: mIRC e Net Meeting. Il motivo della nostra scelta operativa è da vedersi sull’utilizzo di tutti i canali di interazione possibili: digitale, audio e video.
Il programma di chat mIRC consiste nella possibilità di entrare in contatto con altri utenti facenti parte di gruppi precedentemente denominati (ad esempio italia, roma, gayitalia, napoli, funchat, familychat, foto, lesbo, donna, fetish, amore, sesso…), inoltre dà la possibilità di creare canali virtuali sulle più svariate tematiche. Per accedere a questo servizio non è necessario fare iscrizioni o pagamenti, basta essere in possesso del programma. Una volta connessi alla rete è indispensabile crearsi una identità virtuale il nick-name, in questo modo è possibile avere diverse alternative: essere se stessi, solitamente poco utilizzata, assumere una identità immaginaria o esprimere solo alcune parti della vera identità. In questo modo l’utente si permette di spaziare liberamente con le proprie fantasie, ad esempio è facilissimo incontrare persone che manifestano una identità sessuale di un genere opposto a quello biologico. Una volta entrati nel canale si ha la possibilità di chiamare un utente come di essere chiamati.

La conversazione comincia solitamente con una semplice presentazione tipo età, luogo di provenienza, occupazione, stato civile. Successivamente è facile che la conversazione prenda un andamento con una connotazione più di carattere sessuale, è inevitabile che la maggior parte degli utenti della rete siano interessati esclusivamente al cyber sex. Una caratteristica degna di nota riguarda l’impossibilità di verificare la vera identità di genere, questo permetterebbe agli utenti di spaziare liberamente fingendosi maschi o femmine. Se un uomo decide di identificarsi in un ruolo femminile, ad esempio, se abile, potrà instaurare una relazione virtuale all’insegna dell’inganno. Questo potrebbe far nascere delle perplessità relazionali; ma chi chatta su questo tipo di programma sembrerebbe non esserne particolarmente preoccupato. Nella nostra esperienza di ricerca sul net abbiamo riscontrato, in alcuni utenti, la possibilità di verificare la vera identità di colui/colei che si ha di fronte chiedendo esplicitamente la visione di una fotografia spedita sempre tramite internet, questo potrebbe essere l’unico modo per interrompere la relazione virtuale che si stava instaurando, ma è possibile che l’utente, prevedendo tale richiesta, si munisca di fotografie credibili che verifichino la falsa identità, quindi la conversazione potrà continuare senza dare adito a dubbi.

Vedendo questo tipo di interazione virtuale ci siamo chiesti quanto questa modalità relazionale e sessuale possa essere considerata perversa. In accordo con Leiblum (1997) abbiamo ipotizzato che ad un livello così estremamente virtuale, interazione digitale tastiera/schermo, è possibile avvicinarsi ad uno stile espressivo più patologico. Questo soprattutto se l’utente sente la necessità di raggiungere il piacere sessuale solo ed esclusivamente attraverso una tale modalità relazionale. Cambiando lo stile e i livelli di interazione è possibile approdare all’altro programma di comunicazione virtuale: Net Meeting. Anche questo tipo di programma non necessita di iscrizioni e quote associative; viene solitamente dato di corredo al pacchetto software internet. Una caratteristica singolare di questo programma è proprio legata all’abbassamento del livello virtuale, infatti appena si avvia il programma compare sullo schermo del pc un riquadro apposito per la ricezione video e i livelli per quella audio.

La possibilità di scambiarsi anche solo frasi scritte è superflua, ma possibile. I canali in cui si può spaziare per interagire con i tantissimi utenti della rete sono già prestabiliti, qua non è possibile costruirsi un luogo personale come avevamo già osservato nel programma di mIRC, spesso, infatti, vengono a crearsi dei veri e propri intasamenti sulle linee di comunicazione mandando in tilt il sistema operativo. La procedura di chiamata è la stessa del programma precedentemente descritto. La differenza principale riguarda il fatto che gli utenti possono accettare o rifiutare la chiamata decidendo liberamente in base al nickname scelto e spesso dai commenti associati. La schermata di riferimento comprende: il cognome, il nome, l’indirizzo e-m@il, la località e i commenti.

Per rendere più chiaro ciò che abbiamo sopra menzionato riportiamo qui di seguito alcuni esempi:

COGNOME NOME LOCALITA’ COMMENTI
INCANTEVOLE VIRTUALMENTE MOLTO CURIOSO ODIO LE BANALITA’
INTERESSANTE UOMO43ANNI ROMA ———
NINFO ROMINA WET FOR U LET’S TAKE ME
SOLA OGGI NATALIA MILANO SOLI
MXM MBISEXBA BARI NO CAM 4 NOW
E’ TORNATO LO STALLONE LONDON GIRL AND COUPLE

In questo tipo di programma di chat solitamente gli utenti evitano di relazionarsi tramite la semplice tastiera, infatti alla risposta di una eventuale chiamata viene attivata subito la cam e se non vi è corrispondenza tra gli utenti è facile che la conversazione si interrompa senza particolari spiegazioni. Spesso è possibile ovviare all’utilizzo della cam intervenendo tempestivamente con l’audio. Come è facile notare questa modalità interattiva ha un basso livello virtuale. Sembrerebbe che gli utenti che usufruiscono di questo tipo di canale comunicativo abbiano il desiderio di giocare rendendo l’interazione più vera fino ad arrivare addirittura all’incontro.
Sono persone che utilizzano internet come se fosse un pozzo da cui attingere eventuali e possibili incontri per relazionarsi. Considerando la modalità interattiva è quasi impossibile fingere la propria identità di genere, infatti rispetto all’altro programma l’abbassamento del livello virtuale consente di essere, almeno per quello che riguarda l’identità, se stessi. Utilizzando questo tipo di programma possiamo ipotizzare che le modalità di interazione, usate dagli utenti, possono variare su differenti livelli espressivi che vanno dall’incontro (reale), ad una interazione tramite cam, fino ad arrivare all’isolamento inteso come piacere egoistico sessuale utilizzando l’altro come oggetto.

Questi tre livelli si snodano sul continum sano-patologico, infatti gli scambi permettono di focalizzarsi su interessi e valori comuni promuovendo una maggiore intimità emozionale. Secondo Levine (1998) internet è il luogo in cui ci si può sentire “normali” dal momento che una persona trova siti dove è possibile dialogare con persone che hanno gli stessi interessi, gli stessi problemi e desideri simili. A volte però le attività sessuali on-line possono far parte di una costellazione di problemi collegati all’isolamento sociale e al funzionamento deficitario di molte aree della vita per le quali il cybersesso rappresenta un adattamento a specifiche problematiche o a situazioni di vita disagiate. Queste persone possono addirittura divenire dipendenti dal cybersex poiché fornisce loro una fonte di stimolazione e di soddisfazione per predilezioni e comportamenti sessuali non convenzionali.

Conclusioni

Lo scopo del presente lavoro è stato quello di fare una panoramica sulle relazioni mediate dal computer, con una particolare attenzione alla modalità sano-patologica/perversa della comunicazione on-line. Attraverso l’esperienza sul campo relativa ai due programmi di chat mIRC e Net Meeting abbiamo constatato che vi sono differenti livelli e gradi di interazione virtuali. Sembra che gli utenti di internet accedano a siti sessuali per ragioni e propositi differenti. A nostro avviso affermare che tutti coloro i quali cercano l’amore on-line o frequentano siti porno stiano esprimendo aspetti patologici è un errore. Riferendosi alla definizione di perversione riportata dal DSM IV (1994), si può ipotizzare che solo nel caso in cui questa modalità si manifesti come unica possibilità per il raggiungimento del piacere, questa può essere considerata “perversa”. Un atteggiamento più aperto, positivo che consideri il comportamento sessuale on-line oscillante lungo un continum che va dall’espressione “sana” a quella “problematica” aumenta la probabilità di meglio comprendere questo tipo di comportamento. Risultano pertanto necessarie ulteriori e più approfondite indagini scientifiche volte ad indagare le reali implicazioni della comunicazione mediata dal computer per evitare una stigmatizzazione banale di questo comportamento.

Bibliografia

American Psychiatry Association, 1994, DSM IV, Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Washinton, tr. It. Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, 1996, Milano, Masson.
Bingham, J. E., Piotrowski, C., 1996, “On-line sexual addiction: a contemporany enigma”, Psychological Reports, LXXIX: 257-258.
Booth, R., Jung, M., 1996, Romancing the net: a “tell-all” guide to love on-line, Rockline, Ca, Prima Publishing.
Burchiellaro, D., Masera, A., 1999, “L’amore, l’amicizia ai tempi del e-mail. Arriva la cyber-rivoluzionedei sentimenti”, Panorama, 19.
Carmes, P. J., 1991, Don’t call it love: recovery from sexual addiction, New York, Bantam Books.
Freud, S., 1940, Abriss der psychoanalyse, trad. it. Compendio di Psicoanalisi in Opere, cit. vol. XI, Torino, Boringhieri, 1979.
Leiblum, S. R., 1997, “Sex and the net: clinical implication”, Journal of Sex Education and Therapy, XXII: 21-28.
Levine, D., 1998, The joy of cybersex: a guide for creative lovers, New York, Ballantine Books.
Newman, B., 1997, “The use of on line services to encourage exploration of ego-dystonic sexual interests”, Journal of Sex Education and Therapy, XXII: 45-48.
Suler, J., 1996, “Transference among people on line”, The psychology of cyber space, (on-line).
Suler, J., 1999, “Cyberspace as psychological space”, The psychology of cyber space, (on-line).
Velena, H., 1994, Erotica, Bologna Pendragon.
Velena, H., 1995, Dal Cybersex al Transgender, Roma, Castelvecchi.
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