Il termine Child-On-Child Sexual Abuse (abbreviato COCSA) descrive tutte quelle situazioni in cui un minore perpetra un comportamento sessualmente abusivo nei confronti di un altro minore. Si tratta di una parola usata dai survivors specialmente nell’ambito dei social media, tuttavia, non ancora riconosciuta come termine clinico o legale.
Durante il loro processo di maturazione, i bambini cercano naturalmente informazioni sulla sessualità ed esibiscono un comportamento sessuale esplorativo che, normativamente, si esplica, entro certi limiti, con altri bambini della stessa età e con mutuo “consenso” (anche se non si può parlare di un vero e proprio “consenso informato” nel caso di minori cui non è stata ancora fornita un’adeguata educazione sessuale). L’abuso sessuale è, per definizione, anche in questo caso, perpetrato senza consenso, in mancanza di equità o come risultato della coercizione: la reazione emotiva della vittima è di paura, confusione, disagio, nonché di pressione e segretezza. Un esempio può essere quello di un bambino più grande (ad esempio, di 12 anni) che costringe un altro bambino (7 anni) a compiere o subire contro la sua volontà atti sessuali appresi attraverso contenuti pornografici. I bambini abusati mostrano dei sintomi clinicamente significativi nei domini affettivi, cognitivi, fisici e comportamentali, simili a quelli di bambini abusati da persone adulte. Il quadro sintomatologico più frequente è quello che riguarda il Disturbo Post-Traumatico da Stress (PTSD), come ansia e incubi ricorrenti, nonché un aumento dei comportamenti sessualizzati, come masturbazione eccessiva o pubblica e gioco sessualizzato con le bambole. Altri sintomi includono regressione, ansia, autolesionismo e bassa autostima; a lungo termine, le conseguenze possono includere disordini psichiatrici, comportamento suicidario e dipendenza da sostanze. Nei casi di COCSA, entrambi i bambini necessitano di aiuto: la vittima dell’abuso al fine di elaborare il trauma e ridurre la sintomatologia, impedendo che si cronicizzi; chi ha commesso HSB (harmful sexual behavior) al fine di non ripetere l’abuso e per indagare se si tratti, anche nel loro caso, di vittime di CSA o COCSA. Le metodologie suggerite per l’elaborazione del trauma riguardano, oltre alla denuncia del crimine stesso, la connessione con gruppi di supporto e un percorso terapeutico con un esperto in materia.
Purtroppo però, nonostante gli effetti distruttivi del COCSA, questo tipo di abuso viene spesso minimizzato e normalizzato dagli adulti: la mancanza di educazione sessuoaffettiva, in moltissimi Paesi compresa l’Italia, causa sia assenza di consapevolezza, la quale rende difficile riconoscere gli abusi stessi, sia assenza di strumenti adeguati a chiedere aiuto, tanto che i bambini non sanno né a chi rivolgersi né come farlo. Questa minimizzazione non fa altro che aumentare i rischi ai quali i minori sono esposti: negare la prevenzione, espone maggiormente i bambini al rischio di abusi sessuali, a prescindere da chi li perpetri. Risulta di fondamentale importanza come i primi a necessitare di un’educazione sessuoaffettiva accessibile e completa siano gli adulti stessi: è solo tramite la divulgazione scientifica che si può rendere l’altro veramente consapevole e libero di scegliere, ed è solo tramite la conoscenza e la consapevolezza che l’adulto può porsi come punto di riferimento affidabile, saggio e aperto per la conversazione con il minore. L’unico modo per fare davvero gli interessi dei bambini, e non usarli solo come strumento politico e propagandistico, è quello di educarli al consenso, all’inclusività, al rispetto dei limiti corporei personali, alla sessualità consapevole come strumento di piacere, scoperta e divertimento.
Tirocinante: Beatrice Tomat
Tutor: Maurizio Leuzzi
Bibliografia:
RAINN. (2025, August 28). Get the facts about COCSA: Child-on-child sexual abuse. Retrieved from https://rainn.org/get-the-facts-about-cocsa-child-on-child-sexual-abuse/
Shaw, J. A., Lewis, J. E., Loeb, A., Rosado, J., & Rodriguez, R. A. (2000). Child on child sexual abuse: psychological perspectives. Child Abuse & Neglect, 24(12), 1591–1600. https://doi.org/10.1016/s0145-2134(00)00212-x



