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Recensione a cura della tirocinante: Letizia De Panfilis

 

1969-2019: sono passati esattamente 50 anni da quella notte, la famosa notte che ha dato inizio ai “Moti di Stonewell”.

La pellicola, riproposta da Rolland Emerich nel 2015, è un remake del film antecedente del 1995 e risulta essere più attendibile al periodo storico di riferimento.

Il protagonista, interpretato da Jeremy Irvine, è  Daniel “Denny” Winters, che dopo esser stato ripudiato e cacciato di casa dalla famiglia, in quanto omosessuale, è catapultato nell’immensità di New York.

Ed è proprio nella grande mela che Denny impara a cavarsela da solo, affrontando realtà a cui non era abituato, assaporando a tratti la libertà di espressione di genere. Sì, a tratti perché contestualmente l’omosessualità, il transessualismo e tutto ciò che non rientrava nella sfera dell’eterosessualità era considerato patologico e di conseguenza “da curare”.

È possibile racchiudere queste sfumature dell’orientamento sessuale nel macro concetto di Identità Sessuale. Quest’ultima, infatti, si riferisce ad un aspetto squisitamente individuale e soggettivo che delinea una dimensione fondamentale per la comprensione che un individuo ha relativamente a se stesso in quanto essere umano sessuato; inoltre, essendo un concetto altamente dinamico e non statico, e quindi soggetto a ipotetiche modificazioni nel tempo, è il risultato di varie teorie bio-psico-sociali. Essendo un concetto multidimensionale, si suddivide in diverse componenti che interagiscono tra loro:

-Il sesso biologico: può esser definito come l’appartenenza di un determinato individuo al sesso maschile o femminile determinata dal corredo cromosomico sessuale;

-Ruolo di genere: si riferisce ai comportamenti di un determinato individuo e del suo modo di esprimere il proprio genere sessuale in un determinato contesto, fa riferimento quindi al modo di vestire, di usare il proprio corpo e di agire i propri comportamenti;

-Identità di genere: si intende l’identificazione da parte di un individuo di percepirsi consapevolmente come essere umano appartenente al sesso maschile o femminile;

– Orientamento sessuale:  è  relativo al concetto di eccitazione e rappresenta il modo che un determinato individuo ha di esprimersi, sotto un punto di vista erotico-sessuale, nei confronti di un altro partner. Pertanto l’attrazione erotica può essere rivolta verso individui del sesso opposto, dello stesso sesso, o di entrambi i sessi.

Fortunatamente ad oggi, in riferimento all’orientamento sessuale, sono stati fatti  passi da gigante!

Premi virtualmente “rewind” nella mente e fai un salto temporale, planando all’interno del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM). Nella sua seconda edizione (1958) l’omosessualità era considerata una malattia mentale, un disturbo del comportamento e della personalità. La rivoluzione del pensiero non è avvenuta solo in ambito popolare con manifestazioni, rivoluzioni e ribellioni, ma anche in ambito clinico ed accademico. Infatti nel 1987, con l’avvento del DSM III, l’omosessualità è stata derubricata dalla lista delle malattie mentali.

Il film permette di percepire il disagio di ogni singolo individuo che lotta contro un sistema razzista ed omofobo al fine di affermare i propri diritti.

 

Bibliografia:

American Psychiatric Association. (1987). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (3th ed., revision). Washington, D.C: Author.

American Psychiatric Association (2013).  Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (5th ed.).Washington, D.C: Author.

Quattrini, F. Parafilie e Devianza, Psicologia e Psicopatologia del Comportamento Sessuale, Firenze, Giunti, 2015.

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