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“Tutte lo vogliono” è una commedia del 2015 diretta da Alessio Maria Federici con protagonisti Enrico Brignano e Vanessa incontrata.
Brignano interpreta Orazio, umile lavoratore di un negozio di animali che cerca in parallelo di sfondare nel mondo di internet tramite video divertenti di animali. Vanessa, invece, interpreta Chiara, una donna benestante che lavora nell’azienda di catering di famiglia.

Nonostante la grandissima differenza nei loro stili di vita, le storie dei due protagonisti s’incrociano quando Orazio, scambiato per un “Generoso Partner Sessuale”, ovvero GPS, si troverà paradossalmente ad aiutare Chiara nel risolvere la sua disfunzione sessuale: l’anorgasmia.

L’anorgasmia, ossia “Disturbo dell’orgasmo femminile” secondo il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5), è definita come una difficoltà nel raggiungere l’orgasmo e/o una marcata riduzione nell’intensità delle sensazioni orgasmiche in tutti, o quasi (75%-100%), i rapporti sessuali.

Ad oggi, l’anorgasmia sembra essere, nella pratica clinica, in continuo crescendo. Tuttavia, conoscere la reale prevalenza di questo disturbo risulta molto difficile in quanto misurare il grado di disfunzione e disagio recato é tutto fuorché semplice. Gli studi fino ad oggi osservati suggeriscono una percentuale di donne anorgasmiche che varia dal 17% al 25% (Laumann et al., 1994). Tuttavia, considerando i criteri diagnostici del DSM-5, sembra che la percentuale sia molto più bassa, 7,4% (Hendrick, Gijs & Enzlin, 2016).

Nel complesso, indipendentemente dalle percentuali, può essere affermato che la difficoltà a raggiungere l’orgasmo costituisce uno dei problemi più comuni delle donne, e forse, il più frequente (Rowland e Kolba, 2016). L’orgasmo femminile, infatti, é una combinazione di esperienze soggettive e mutamenti fisiologici nella vagina e nell’area pelvica che comporta un esperienza di piacere intenso. Tuttavia, questa esperienza, dati i diversi fattori sottostanti al suo raggiungimento, è sicuramente complessa e per questo mai scontata.

La letteratura ci suggerisce, inoltre, che il disturbo dell’orgasmo femminile può essere “permanente” o “acquisito”, a seconda se questo si verifica dall’inizio della vita sessuale, o dopo un periodo di funzionamento sessuale nella norma. Oppure, può essere ulteriormente identificato come “generalizzato” o “situazionale”, nel caso in cui sia limitato o meno a specifici tipi di situazioni e/o partner (Dettore et al., 2018).

Oltre a queste differenziazioni, alcuni autori suggeriscono poi una dicotomia di donne orgasmiche:

  • Donne che sperimentano una fase di plateau prolungata, che però non culmina mai nell’orgasmo e;
  • Donne che sono soggette ad un eccitamento rapido, seguito però da un improvviso decremento della stessa eccitazione.

In termini di eziopatogenesi, attualmente la ricerca suggerisce tre possibili cause per il disturbo dell’orgasmo femminile: fattori biologici, psicologici e relazionali.

Tra le cause biologiche, risulta cruciale il ruolo di steroidi sessuali, androgeni ed estrogeni. La carenza di questi, infatti, rispecchia un’alterazione dell’equilibrio biologico necessario per il raggiungimento dell’orgasmo. Inoltre, la risposta orgasmica  può essere anche soggetta ad alterazioni a causa di problemi come ipotiroidismo, anemia, malattie neurologiche (come la sclerosi multipla) e malattie dismetaboliche (come il diabete) (Dettore et al., 2018).

Per quanto riguarda le cause psicologiche, la ricerca sembra essere in accordo nell’associare il disturbo dell’orgasmo femminile alla presenza di uno stato ansioso durante il rapporto. Più precisamente, le paure sessuali, i traumi (come l’abuso) o anche la paura di perdere il controllo possono sfociare nella donna in una sensazione ansiogena, che si evolve in ansia da prestazione e comporta un effetto inibitorio con una perdita di concentrazione sulle proprie sensazioni.

Rispetto ai fattori relazionali, infine, l’inibizione dell’orgasmo sembra invece dovuta ad una possibile conflittualità tra i partner, o ad un livello di intimità insoddisfacente, oltre a possibili abusi sessuali o fisici. Inoltre, alcuni autori suggeriscono che la concomitanza di una disfunzione sessuale del partner possa contribuire sia all’esordio che al mantenimento del disturbo. Per esempio, in uno studio di Hobbs et al (2008) il 51% di donne con partner aventi un disturbo di eiaculazione precoce presentava anorgasmia.

Nonostante i risultati di queste ricerche, dato il ritardo scientifico nello studio dell’orgasmo femminile, un consenso unanime circa l’eziopatogenesi del disturbo non é ancora stato raggiunto.

Per quanto riguarda il trattamento, il Journal of sexual medicine suggerisce l’utilizzo della terapia cognitiva comportamentale quando il disturbo presenta un importante componente psicologica e possibilmente il coinvolgimento del partner qualora l’anorgasmia fosse acquisita.

All’interno della sfera cognitivo comportamentale, il programma più efficace sembra essere quello di Lopiccolo (Lopiccolo e Lobitz, 1972) che mira a sviluppare un auto-conoscenza delle proprie risposte sessuali tramite 9 passi.

Nel caso di anorgasmie secondarie, oltre al trattamento sopra citato, viene suggerito di analizzare anche le dinamiche di coppia e i possibili conflitti. Inoltre, se l’anorgasmia fosse di tipo situazionale, viene suggerita solitamente una terapia di coppia.

In generale, le tecniche terapeutiche basate sull’autoerotismo sono quelle più comunemente raccomandate per tutti i sottotipi di anorgasmia, così come gli esercizi di Kegel (tipologia di esercizi improntati a rinforzare i muscoli che circondano vagina, uretra e ano), indipendentemente dall’orientamento e prospettiva teorica della terapia psicologica a cui ci si sottopone.

 

Bibliografia:

  • Dèttore, D., Antonelli, P., Giunti, D., & Ristori, J. (2018). Trattato di psicologia e psicopatologia del comportamento sessuale. Giunti.
  • Hendrickx, L., Gijs, L., & Enzlin, P. (2016). Sexual difficulties and associated sexual distress in Flanders (Belgium): A representative population-based survey study. The journal of sexual medicine, 13(4), 650-668.
  • Hobbs, K., Symonds, T., Abraham, L., May, K., & Morris, M. F. (2008). Sexual dysfunction in partners of men with premature ejaculation. International journal of impotence research, 20(5), 512.
  • LoPiccolo, J., & Lobitz, W. C. (1972). The role of masturbation in the treatment of orgasmic dysfunction. Archives of Sexual Behavior, 2(2), 163-171.
  • Michael, R. T., Gagnon, J. H., Laumann, E. O., & Kolata, G. (1994). Sex in America: A definitive survey.
  • Rowland, D. L., & Kolba, T. N. (2016). Understanding orgasmic difficulty in women. The journal of sexual medicine, 13(8), 1246-1254.

 

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