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Recensione a cura del tirocinante Daniele Calicchia

 

Il film narra la vicenda di una una famiglia, quella di Lester e Carolyn, all’apparenza normale, ma nella quale i rapporti si sono completamente deteriorati. Sono stati felici un tempo, ma ora sono terribilmente repressi, incapaci di ricordare i momenti migliori e per questo convinti che il loro riscatto si trovi in un luogo diverso, fra le braccia di un collega opportunista, Buddy o nello sguardo giovane e sensuale di una ragazzina, Angela.
Il film affronta una serie di tematiche, tra le quali spiccano la “facilità” con cui i matrimoni finiscono, per effetto degli stereotipi che la società di oggi ha creato, in cui si punta molto sull’apparenza ed il materialismo, sulla continua desiderabilità sociale al cui raggiungimento, troviamo spesso una profonda infelicità. Si smette di provare piacere di condividere la vita, riducendo spesso la relazione di coppia, magari anche con i figli, a reciproche recriminazioni, per quello che poteva essere e non è stesso, incolpando l’altro/a del fallimento.

Un Report dell’Istat del 2016 ci fa capire l’entità del fenomeno:

Nel solo anno 2015, abbiamo avuto, a fronte di circa 194 mila matrimoni, ben 92 mila circa separazioni e 82 mila circa divorzi. Dovrebbe confortarci il fatto che, in media, la durata del matrimonio è fissata a circa 17 anni. Spesso le cause della fine sono imputabili al perdere di vista se stessi e ciò che si è stati, legando la colpa al partner che, dopo la fase dell’innamoramento che tutto confuta e confonda rendendo tutto bello, mette alla luce le imperfezioni che ognuno di noi a e deve vedere e affrontate nel quotidiano.

Spesso, il disagio di un matrimonio viene sfogato nella prostituzione che, rispetto ad una volta, si è evoluta. Non dobbiamo più leggere dietro questo fenomeno, la “donna da strada” perché oggi la prostituzione avviene nelle case, nelle ville, in centri di benessere mascherati e anche su piattaforme digitali, come l’ultima nata onlyfans, dove è possibile acquistare a pagamento o procedere con un abbonamento mensile, a fruire di video amatoriali prodotti non solo da singole persone ma, spesso, anche da coppie che sfoggiando il loro voyerismo, hanno creato un business redditizio.

Circa la metà degli uomini che fruiscono della prostituzione è composto da uomini sposati. Le motivazioni sono le più disparate tra queste troviamo: per esprimere al massimo la propria potenza di fronte ad un “oggetto sessuale degradato”, per bisogno fisiologico, per cercare conferme alla propria virilità, perché si ha paura del giudizio della donna, per trasgressione, per solitudine psicologica, per trovare modelli “vecchi” e “certi” di donne, per una sorta di rivalsa perché detestano le donne, per sperimentare nuove esperienze, perché altrimenti nessuna donna andrebbe con loro, perché con le prostituite non bisogna impegnarsi. Parliamo di un esercito “invisibile” che conta in Italia almeno 2 milioni e mezzo di clienti, che cercano sesso a pagamento in strada, in luoghi chiusi o su internet.

Assistiamo, sempre nelle coppie moderne, ad un avversione sessuale ovvero, quando l’intimità arriva a scatenare una forte ansia, la donna può sperimentare un rifiuto più o meno netto che può persino sfociare ad un disgusto (Banner, Whipple e Graziottin 2006). Si parla di avversione quando siamo in presenza di una prevalente base fobica, mentre si preferisce il termine evitamento, quando la donna decide di non esporsi all’intimità. L’avversione sessuale non è solo psicologica, ma può avere anche una componente fisica, con i sintomi tipici di un’ansia somatizzata: è il sistema neurovegetativo involontario che, alla sola prospettiva di un contatto sessuale, va in crisi e provoca nausea, sudorazione fredda, vasocostrizione, tachicardia, brusche variazioni di pressione, a volte persino fame d’aria e vomito.

Questo terremoto è provocato da un aumento brusco degli ormoni dell’allarme, l’adrenalina (che causa la sudorazione fredda, l’aumento del battito cardiaco, la nausea) e il cortisolo. In parallelo gli ormoni sessuali, come gli estrogeni e gli androgeni surrenali, si riducono a causa dello stress, e questo spiega da un ulteriore punto di vista l’effetto deprimente che l’attacco fobico esercita sulla motivazione sessuale. In conclusione, è importante ai primi allarmi, consultare un esperto e intraprendere una terapia di coppia, non tralasciando che, spesso, tornare a cercarsi e confrontarsi nel proprio ambiente quotidiano, e l’inizio del miglior viadico verso il ripristino della normalità di coppia.

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