in CINE Forum

Recensione a cura della tirocinante Selena Formichetti

 

Alcune volte basta un fugace sguardo ad accendere la scintilla di un irresistibile richiamo tra due persone, un’attrazione che, nonostante non abbia nulla a che vedere con il nostro cuore, e la nostra testa ci dica con tutta se stessa di non ascoltare, non si riuscirà a non seguire: nell’esatto momento in cui è sorta è risultata essere già fatale. Ed è proprio questo quello che succede tra Alex, grintosa donna con un importante carriera, e Dan, avvocato di successo, sposato e padre di famiglia, che dopo essersi conosciuti per caso ad una festa e casualmente rincontrati per questioni di lavoro, non potranno fare a meno di dare ascolto al desiderio cedendo ad un weekend di passione…che darà inizio ad un vero e proprio incubo che entrambi vivranno da quel momento in poi. Perché se per Dan quanto vissuto è semplicemente una piccola avventura, per Alex, donna che all’apparenza sembra così forte ed indipendente tanto quanto in verità è bisognosa d’affetto e fragile, il pensiero di non poter avere Dan tutto per sé è un qualcosa di così insopportabile ed il rifiuto di lui a costruire insieme una storia così tanto inaccettabile da spingerla a mettere in atto tutta quella serie di comportamenti persecutori che sono conosciuti tecnicamente con il nome di Stalking.

Derivato etimologicamente dal verbo inglese “to stalk”, che significa letteralmente “appostare, seguire, tampinare”, lo Stalking rappresenta tutta quella serie di comportamenti persecutori che un individuo può cominciare a mettere in atto nei riguardi di un’altra persona irrompendo in maniera sempre più ripetitiva, indesiderata, e distruttiva nella sua vita privata causandole in tal maniera non solo gravi conseguenze fisiche e psicologiche ma anche la compromissione della sua quotidianità. Conosciuta anche con il nome di “sindrome del molestatore assillante”, questa forma d’aggressione è pertanto costituita dalla presenza di un individuo persecutore, che può essere tanto uomo quanto donna, e da una vittima che si ritroverà suo malgrado a subire comportamenti inizialmente oppressivi e minacciosi, e poi via via sempre più aggressivi e violenti in grado di generare intenso stato di paura, ansia ed agitazione.

Nella maggior parte dei casi, lo Stalker è una persona conosciuta dalla vittima e ancor più comunemente è un ex partner che, non riuscendo ad accettare la fine di una relazione, si prefigge con i suoi comportamenti o di riavvicinarsi alla persona che ci si rifiuta/ non si riesce ad abbandonare, oppure di vendicarsi di torti (veri o presunti) che ritiene di aver subito immeritatamente. Tuttavia è bene precisare che lo Stalker può essere anche un semplice conoscente o addirittura un estraneo che desidera stabilire con la vittima un qualche tipo di rapporto di natura affettiva o sessuale.

I comportamenti tenuti dallo stalker si rifanno, in genere, a due grandi tipologie di azioni, cioè le comunicazioni (messaggi, telefonate, ecc.) e le condotte (inseguimenti, incontri non concordati, minacce verbali) il cui obiettivo è quello di ottenere un confronto diretto con la vittima in uno schema di comportamento che risulta essere non solo volontario, cosciente e mirato, ma anche malevolo e nel tempo ripetuto/prolungato. Tali azioni possono così consistere in comunicazioni intrusive reiterate ed assillanti ( telefonate, posta indesiderata attraverso bigliettini, lettere, messaggi lasciati sulla proprietà o di natura elettronica), invio di doni o cyber-stalking attraverso sistemi informatici, contatti indesiderati che mirano ad ottenere il controllo sulla vittima attuando strategie tanto di natura indiretta (pedinando, sorvegliando e spiando la vittima nella sua quotidianità) quanto di natura diretta ( visite intrusive al domicilio o sul posto di lavoro), fino ad arrivare alla messa in atto di comportamenti di natura sempre più spinta e violenta come ad esempio atti di vandalismo, esposizione di animali morti, violazione di domicilio, minaccia ed aggressione fisica. A lungo andare infatti le intimidazioni dello Stalker possono passare da semplici parole ad azioni concrete e reali che, esattamente come evidenziato all’interno del film, possono coinvolgere e mettere a repentaglio la salute psicofisica e la vita non solo della vittima ma anche di tutte le persone a lei vicine e care.

Essere oggetto di Stalking può quindi comportare gravi danni all’incolumità psicologica e fisica della persona, che oltre a rischiare seriamente attentati alla propria vita, si ritroverà a sperimentare intenso stress psicologico generalmente caratterizzato da pervasivi vissuti di preoccupazione, paura, rabbia e disprezzo per il proprio molestatore, ma anche senso di colpa e vergogna per ciò che sta succedendo e che a loro volta favoriscono l’isolamento, la chiusura e, di conseguenza, la riduzione delle richieste d’aiuto. Da tale condizione possono infine derivare anche reazioni depressive con sensazioni di impotenza e disperazione che possono sfociare nella comparsa di ideazione suicidaria e veri e propri quadri psicopatologici.

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