in CINE Forum

recensione a cura della tirocinante Dr.ssa Giulia Guida

Nella disforia di genere  esiste una grave scissione tra l’identità sessuale a cui il soggetto si sente di appartenere e il sesso biologico. Spesso nei film si è affrontato il tema dell’identità di genere , tuttavia non siamo abituati a vedere sul grande schermo casi di disforia di genere da donna a uomo e ancor di più quando i fatti narrati nel film sono tratti da una brutta pagina di cronaca nera americana.

Teena Brandon, invertendo il suo nome in Brandon Teena, vive come un ragazzo. Ha un passato travagliato, problemi con la legge e non è in buoni rapporti con la famiglia di origine. Una sera Brandon incontra in un locale Candace Lambert che lo introduce nel suo gruppo di amicizie nella quale ci sono John Lotter e Tom Nissen due ragazzi dal temperamento violento che sono stati spesso in carcere. Brandon seduce diverse ragazze ma si innamora della bella Lana Tisdale e con lei inizia un’intensa relazione sentimentale. La situazione degenera quando una sera John, Tom, Candance, Lana e Brandon vengono fermati dalla polizia per guida spericolata e in stato d’ebrezza. La Polizia, venendo a conoscenza dei trascorsi di Teena e a causa di un processo in corso al quale non si è presentata, la incarcerano nel braccio femminile. Questo smaschera le bugie di Brandon che per non perdere l’amore di Lana le racconterà di essere un ermafrodito. Tuttavia questa versione non convince Tom e John che lo reputano uno scherzo della natura e una volta scarcerato sotto cauzione, violentano Brandon spogliandolo davanti ad un incredula Lana. Non soddisfatti di quello che hanno fatto, lo portano in una zona isolata e a turno lo violentano senza pietà.

Brandon denuncia alla polizia la violenza subita ma a causa della sua ambiguità sessuale non verrà presa in considerazione.  Si nasconde allora a casa di Candance e progetta con Lana una fuga. Quando lei torna a casa sua per fare le valigie, incontra John e Tom ubriachi e armati e la portano nel nascondiglio di Brandon che avevano scoperto grazie alla madre di Lana anche lei sconcertata e schifata dalla natura sessuale di Brandon. Ceco di rabbia John spara a Brandon e a Candance uccidendoli entrambi. Il film narra una vicenda accaduta in una piccola cittadina del Nebraska nel 1993. Nei panni di Brandon Teena troviamo una spettacolare  Hilary Swank trasfigurata della sua classica bellezza per assomigliare il più possibile ad un ragazzo, tanto da valerle il premio oscar come miglior attrice protagonista nel 2000.  Boys don’t cry è un film crudo violento, difficile da seguire a causa di personaggi poco caratterizzati dal punto di vista psicologico. Quello che traspare è indubbiamente l’ambiente di forte chiusura in cui aleggiano gli avvenimenti, tra un degrado senza via di scampo e una povertà non tanto economica quanto di concetti e di poca volontà a condurre esistenze dignitose. Senza cadere nei soliti pregiudizi, appare scontato che la diversità e l’ambiguità spaventino e che tra droghe, alcol, intolleranza e facile accesso alle armi, la situazione degeneri facilmente dalla violenza sfrenata ad atti estremi come l’omicidio. Purtroppo questi personaggi appena abbozzati ci impediscono di andare oltre le scene (forse troppe) di violenza al quale assistiamo in questo film.

A parte diverse controversie da parte dei veri protagonisti della vicenda, a causa di discrepanze tra la realtà e i fatti narrati, il film è nato grazie alla regista  Kimberly Peirce che si accorse della storia mentre lavorava alla sua tesi di laurea su una donna spia della guerra civile che aveva fatto finta di essere un uomo. Colpita dalla storia di Brandon Teena, la Peirce partì per Falls City per documentarsi sui fatti e per intervistare le persone che erano state in contatto con Brandon tra cui la stessa Lana. Attualmente i due assassini, che  tentarono di fare appello per evitare un’esecuzione capitale, sono tuttora detenuti nel braccio della morte in attesa della sentenza definitiva.

Condividi

Lascia un commento

Scrivi e poi premi Invio per cercare