in CINE Forum

Recensione a cura del tirocinante Daniele Calicchia

 

Elio Perlman, è un diciassettenne che vive con i suoi genitori. La vita gli fa incontrare, per caso, Oliver che è uno studente ventiquattrenne e che sta svolgendo il suo dottorato con il padre di Elio, docente universitario. L’incontro e il rapporto che si instaura sarà l’opportunità di trasformare la sua vita di “ragazzo”.
La nostra cultura occidentale rappresenta, infatti, un contesto che prevede solo due identità sessuali socialmente riconosciute e, fatta eccezione per il fenomeno del transgenderismo e della “Queer- identity”, del resto ancora ben poco studiati, considera l’omosessualità e la bisessualità come stati personali indicativi di un orientamento verso l’oggetto sessuale, piuttosto che di una differente identità, socialmente e psicologicamente riconoscibile come genere. La categoria del genere (gender) è stata introdotta nel dibattito pubblico soltanto in tempi recenti, per designare le configurazioni che il sesso e rispettivamente il desiderio sessuale, assumono grazie alla mediazione della cultura. Infatti, l’identità sessuale è definita almeno da quattro variabili: «il sesso biologico dovuto alle componenti genetiche e somatiche, l’identità di genere, di natura psicologica, relativa all’accettazione o meno del proprio sesso biologico; il ruolo di genere, relativo al comportamento sessuale che una società promuove e si attende dall’individuo; l’orientamento sessuale, definito dall’indirizzo cui è rivolto il desiderio sessuale dell’individuo»

L’identità sessuale è un dato irriducibile, ancorato nel corpo a livello genotipico e marca ogni assetto cromosomico delle cellule somatiche (XX, XY), e si definisce anche in relazione alla generazione. Il sesso biologico non si identifica solo con gli organi esterni, ma si determina dalla struttura genetica che innesta le modificazioni ormonali, gonadiche e fenotipiche. L’identità di genere è la modalità soggettiva con cui viene percepita e vissuta l’identità sessuale e la differenza genitale-sessuale. Si costruisce in connessione con l’identità sessuale, da cui non si può prescindere e nella sua interazione con l’ambiente vitale che la circonda, ovvero con la cultura. L’identità di genere non è solo biologica ma è frutto di un’elaborazione progressiva, in cui giocano sia gli elementi biologici/culturali dell’identità sessuata ma anche quelli educativi, psicologici e sociali. In tal senso si recupera la dimensione storica e culturale della legge morale naturale, presente nella parola nascita, la cui etimologia non è solo natus, ma anche naturus. Non solo ciò che è nato e si è ricevuto in dono, ma anche ciò che nascerà. In ogni caso, l’identità di genere «cioè l’autopercezione di se stessi come maschi o come femmine» è tutto ciò che riguarda il sé in relazione al genere con riferimento alla generazione.

La gender theory persegue invece il progetto di staccare l’identità socialmente costruita (gender) da ogni riferimento univoco al sesso, sostituendo alla differenza la loro uguaglianza o meglio la loro indifferenza con la moltiplicazione delle sessualità, che in ogni caso fanno sempre riferimento al maschile e al femminile. L’identità di genere viene definita dalle agenzie ONU quel vissuto personale «che ogni persona sente nel profondo come esperienza interna e individuale del genere, un genere che può corrispondere o non corrispondere con il sesso assegnato alla nascita, inclusa la percezione personale che si ha del corpo e altre espressioni del genere, come il modo di vestirsi, di parlare, di comportarsi». Perciò l’identità di genere, sganciata dal sesso biologico, viene declinata in base all’orientamento che moltiplica i generi sessuali aggiungendo al maschile e femminile eterosessuali, i generi propri dell’acronimo LGBT: Lesbian, Gay, Bisexual, Transgender. Con la pretesa del significato di Gay: good as you, e la rivendicazione di un diritto all’innocenza, «nel senso etimologico del non nocere (“che male ti fa?”)».

Le persone omosessuali non smettono di considerarsi appartenenti al sesso maschile, anche quando vivono le relazioni sessuali in modo passivo. Dal punto di vista sociologico/culturale l’identità sessuale si deve solo ai ruoli sociali attribuiti agli uni e agli altri da una cultura; essa è solo il costrutto culturale di una società. Noi nasciamo come esseri umani che si costruiscono culturalmente come maschi e come femmine. Se la mascolinità e la femminilità sono un costrutto sociale, esse possono essere de/costruite e ricostruite non solo una volta ma tante volte secondo le stagioni della vita, della cultura e della psiche. In una fluttuazione storica perpetua.

Dal punto di vista psicologico, la filosofia del gender sostiene che ognuno costruisce la propria identità sessuale potendola cambiare nel percorso della parabola esistenziale secondo la fluttuazione delle proprie tendenze, riassunte oggi secondo l’acronimo LGBT. Si dovrebbe riconoscere la plasticità della sessualità umana dovuta alla sua bisessualità iniziale che la società costringe a rimuovere. Avviene una voluta confusione tra l’identità sessuata – uomo o donna che si riceve e si organizza nel gioco dialettico dell’identità corporea e dell’identità sessuale con l’apporto dell’educazione e della cultura – «e l’orientamento che si elabora nello sviluppo affettivo del bambino e dell’adolescente. Nelle migliori delle ipotesi, l’orientamento si articola sull’identità sessuata. Ma quando ciò non avviene, l’orientamento rivela un conflitto e una disfunzione psichica».

Visto l’attualità della “Legge Zan” non possiamo non concludere citando il sessuologo Alfred Kinsey che, con i suoi studi (siamo nel periodo 1948-1953), fu l’apripista alla depatologizzazione dell’omosessualità definendola una variante normale della sessualità. I suoi studi e le sue ricerche rivoluzionare, dimostrano che il comportamento sessuale è un concetto mutevole nel corso della vita. Dobbiamo però giungere all’anno 1987 per vedere rimossa dal DSM e, nel1990 dall’OMS, l’omosessualità dall’averla definita disturbo mentale. Non siamo ancora pronti, dopo oltre mezzo secolo, per accettare questa verità.

 

Sitografia:

  • https://books.openedition.org/mimesis/1013?lang=it#authors
  • “L’Identità Sessuale Profonda come sistema di adattamento” di Marta Olivetti Belardinelli – 2004
  • https://www.researchgate.net/publication/228078982_L’Identita_Sessuale_Profonda_come_sistema_di_adattamento
  • https://nicolanardelli.it/psicologo/identita-e-orientamento-sessuale
  • “Sexual Behavior in the Human Male” di Alfred Kinsey – 1948

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