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Recensione a cura della tirocinante Enrica De Michele

 

Il film, l’ultimo scritto e diretto da Stanley Kubrick nel 1999, ha rappresentato uno dei più grandi successi nell’ampia e rinomata carriera cinematografica del noto regista statunitense. Tratta liberamente dal romanzo “Doppio sogno” di Arthur Schnitzler, la pellicola vede come protagonisti William Hartford (Tom Cruise), un medico, e sua moglie Alice (Nicole Kidman), gallerista: una giovane coppia benestante e apparentemente felice nella New York degli anni ’90. La sera successiva al party prenatalizio organizzato da un loro amico, il ricco Victor Ziegler, tra i due ha inizio un’accesa discussione, veicolata dai fumi della marijuana, che ha come fulcro il desiderio e l’attrazione erotica provati da Alice per un ufficiale incontrato la precedente estate in vacanza. La rivelazione della donna provoca in William un profondo turbamento, tanto da spingerlo ad uscire di casa e a vagare per le strade della città. Questo aspetto ridondante della pellicola raggiunge l’apice nell’esperienza che l’uomo si trova a vivere in seguito: introdottosi in anonimato in una villa lussuosa egli assiste allo svolgersi di solenni ed inquietanti rituali orgiastici, in cui ogni partecipante nasconde la sua identità attraverso un costume.

Il vortice delle sensazioni, la “caduta della maschera” e lo svelamento della dimensione inconscia aprono lo scenario ad un viaggio semi-onirico costellato da numerose e peculiari fantasie sessuali, una tra tutte quella di matrice orgiastica, che si riverbera appunto anche nei sogni della stessa Alice. Secondo la definizione fornita dalla Treccani, questo termine deriva dal latino orgia, in riferimento ad una “cerimonia rituale, frequente nella tradizione di numerose religioni […], consistente in una manifestazione di carattere tumultuoso, i cui partecipanti, sottraendosi temporaneamente alle norme che regolano il comportamento consueto della comunità, si abbandonano a un’esplosione senza freno della vita fisica e psichica”.

Il motivo dell’orgiasmo caratterizzava solitamente le grandi feste iniziatiche o agricole e le celebrazioni misteriche in onore di divinità, come i “Misteri Dionisiaci” ed il “Culto di Cibele” nell’Antica Grecia, finalizzati al raggiungimento dell’unione estatica con le stesse entità superiori. Queste celebrazioni vivificanti e liberatorie permettevano alle persone di estraniarsi dalle gerarchie e dai consueti ruoli sociali e di regredire a comportamenti più primitivi, associati più tardi all’”Es” freudiano, il tutto concesso nell’ambito di riti specifici, ben circoscritti nel tempo e nello spazio. “O per l’influsso delle bevande narcotiche, cantate da tutti gli uomini e dai popoli primitivi, o per il poderoso avvicinarsi della primavera, che penetra gioiosamente tutta la natura, si destano quegli impulsi dionisiaci, nella cui esaltazione l’elemento soggettivo svanisce in un completo oblio di sé. Anche nel medioevo tedesco schiere sempre più vaste si agitavano sotto lo stesso potere […] cantando e danzando, muovendosi da un luogo a un altro: in quei danzatori di San Giovanni e di San Vito noi riconosciamo le schiere bacchiche dei Greci, con la loro preistoria in Asia Minore, sino a Babilonia e alle Sacee orgiastiche”, così Colli e Montinari hanno scritto nel loro volume del 1972, facendo riferimento all’opera di Friedrich Nietzsche: “La nascita della tragedia” (1872).

Il filosofo tedesco contrappose l’impulso “dionisiaco” all’irrazionalità e al caos, quale naturale forma di inversione e liberazione dall’ordine abituale, all’”apollineo”, in relazione alla moderazione imposta dalla società e dalla religione di Stato. Il “Culto di Dioniso” si diffuse anche a Roma attraverso le colonie greche meridionali e fu limitato severamente dal Senato romano attraverso il “Senatus Consultum de Bacchanalibus”, un decreto che condusse a numerose esecuzioni. Nonostante ciò, il baccanale illecito persistette soprattutto nell’Italia meridionale sotto il nome di “Liberalia”, fino a protrarsi all’era moderna tramite varie forme. Ad oggi la gamma delle pratiche sessuali degli italiani di 18-40 anni è molto articolata e la frontiera della trasgressione si è spostata ulteriormente in avanti. Dai club e cruising bar come il “Juice Berry” di Mestre e lo “011 Sauna Club” di Torino (di stampo tipicamente gay) alla realtà delle orge di lusso, riprodotte nella stessa pellicola Kubrickiana, gli “eventi di live sex” sono sempre più diffusi e spesso gestiti da vere e proprie aziende di settore. Una delle più note e chic nel mercato è “Heaven Circle”, nata nel 2012 e diffusasi in pochi anni in tutto il mondo occidentale, con un numero di iscritti ben superiore ai 20.000 membri.

Tra i maggiori aspetti di matrice sessuologica presenti nel film ed in generale nei contesti orgiastici, c’è quello del voyeurismo (attutato dallo stesso protagonista), una parafilia/disturbo parafilico associato alle Fasi del Corteggiamento (la prima fase nello specifico), tra i comportamenti erotico-sessuali più diffusi nel genere umano. Esso consiste nell’”atto di osservare individui, che non se lo aspettano, mentre sono nudi, si stanno spogliando o sono impegnati in attività erotico-sessuali” (Quattrini, 2015), il tutto svolto in maniera discreta attraverso una “minuziosa costruzione della scena”, con lo scopo di ottenere una forte eccitazione sessuale. Questi rituali di “appostamento” furtivo sono talvolta assenti nel contesto orgiastico, basato di per sé sullo scambio, sul sesso di gruppo e sulla dicotomia voyeurismo/esibizionismo (anch’esso riconducibile alla sfera dei Disturbi delle Fasi del Corteggiamento).
In un quadro così ampio e riccamente intriso di desiderio, promiscuità e fantasie sessuali, si può sottolineare come il “doppio sogno” nel quale i personaggi sono immersi non corrisponda ad altro se non ad un peregrinare tra gli aspetti dell’”Io”, soggetti ai costumi sociali, e quelli dell’”Es”, relativi invece ai desideri più reconditi dell’animo umano ed in costante lotta per poter emergere.
Il tutto è stato rappresentato con impeccabile crudezza e straordinaria maniacalità, solo come il genio di Stanley Kubrick ha da sempre saputo fare.

 

Riferimenti:

-Censis. (2019, maggio 23). Tratto da censis.it: https://www.censis.it/welfare-e-salute/il-sesso-degli-italiani-pi%C3%B9-frequente-pi%C3%B9-vario-con-pi%C3%B9-partner
– Colli, G., & Montinari, M. (2014). La nascita della tragedia. Considerazioni inattuali, I-III. Milano: Adelphi Edizioni.
– La Biennale di Venezia. (2019). Tratto da labiennale.org: https://www.labiennale.org/it/cinema/2019/fuori-concorso/eyes-wide-shut
-La Gatta, W. (2020, maggio 27). Psicolinea. Tratto da psicolinea.it: https://www.psicolinea.it/amore-di-gruppo/#:~:text=Per%20orgia%20si%20intende%20una,pratica%20dell’amore%20di%20gruppo.
– Quattrini, F. (2015). Parafilie e devianza. Psicologia e psicopatologia del comportamento sessuale atipico. Firenze: Giunti Editore.
– Treccani. (s.d.). Tratto da treccani.it: https://www.treccani.it/vocabolario/orgia/
– Uzzo, C. (2016, aprile 11). GQ Italia. Tratto da gqitalia.it: https://www.gqitalia.it/ragazze/eros/2016/04/11/le-regole-non-dette-di-orgia-di-lusso

 

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