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recensione a cura del tirocinante Loris Patella

Amici di letto (locandina)Amici di Letto è un film del 2011 diretto da Will Gluck e racconta la storia di Dylan e Jamie, due amici che iniziano una relazione di sesso occasionale con l’intenzione dichiarata di non rimanere legati sentimentalmente.

Dylan si trasferisce da Los Angeles a New York per un nuovo lavoro iniziando ad assaporare il sogno americano che la Grande Mela gli regala, filtrato attraverso gli occhi di Jamie, una cacciatrice di teste. La loro relazione d’amicizia da cui cercheranno di trarre i benefici del sesso occasionale, avrà però vita breve. Quando ciascuno dei due entrerà nella vita privata dell’altro e quando nel rapporto inizieranno ad essere coinvolte le emozioni, il loro castello di difese crollerà. I Friends with benefits (FWB) sono due persone, legate da una relazione amichevole che decidono di fare sesso insieme, senza intrecciare tra loro una vera e propria relazione sentimentale. Ma qual è il confine tra l’essere un po’ più che amici e poco meno di fidanzati? Alcuni dati a riguardo riportano che, in America, il 44% delle donne e il 25% degli uomini sono coinvolti in questo tipo di relazione, mentre nel 2006 ha riportato che il 60% dei soggetti intervistati (più di una persona su due) aveva avuto questo tipo di relazione. Ciò che sembra preoccupare le persone coinvolte in tale circostanza è la possibilità di sviluppare sentimenti non corrisposti o che uno dei due partner richieda un impegno più concreto.

Ma è senso comune che uno dei due, alla fine, è sempre più innamorato. Tale comportamento ha ricevuto e riceva ancora molta attenzione in America soprattutto dai media popolari (Afifi e Faulkner, 2000; Hughes, Morrison e Asada, 2005). Inserendosi a metà strada, tra amicizia e amore, questo tipo di relazione è un surrogato di trasgressione, senso di sicurezza e affetto. L’apparente salubrità e trasparenza di tali rapporti possono presentare anche lati negativi: la gelosia in primis che potrebbe mettere a repentaglio un rapporto d’amicizia duraturo o altri aspetti quali l’incertezza nel definire il rapporto, soprattutto agli occhi degli altri, la difficoltà di parlare del futuro della propria relazione nonché l’imbarazzo nel trattare i sentimenti che potrebbero nascere. Altra caratteristica di questi tipi di rapporti è il livello di passionalità che sembrerebbe essere minore rispetto alle coppie stabili che si definiscono in relazione ‘totale’ (Sternberg, 1988). Quella di una storia di sesso con un solo partner (amico) potrebbe semplicemente essere il modo di gestire le emozioni in un’epoca in cui lo stress quotidiano sembra prevalere anche sui ritmi delle relazioni amorose, smorzando da una parte l’impegno che richiede una relazione stabile e duratura, cercando di attutire anche eventuali delusioni successive.

E’ lecito pensare, dunque, che siamo tutti inguaribili romantici, che devono adattarsi all’ambiente attuale per sopravvivere? Questo tipo di relazioni nonché lo stesso film, infatti, sembrano rimandare proprio questa bi-polarità (ambivalente) tra il volere e sognare una storia amorosa da favola e l’impossibilità di poterla realizzare in questo presente, quasi aspettando qualcosa di migliore, pronto ad arrivare. Diventa quasi impossibile, quindi, godere a pieno delle relazioni attuali, quasi minimizzandole e banalizzandole. Ma l’impegno diventa sana responsabilità del singolo che, forte delle sue certezze, può scegliere di realizzarsi attraverso tali rapporti o di impegnarsi in qualche relazione altra, vista sicuramente come strana oggi, quando è determinata da impegno e responsabilità, ma che potrebbe riflettere un tipo di attaccamento sicuro sviluppato durante l’infanzia con un care-giver sicuro che permette l’esplorazione del mondo e la crescita funzionale dell’individuo (Bowlby, 1969).

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