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E tutto iniziò con Gola Profonda

recensione a cura della tirocinante Viviana Santorum

Deep Throat“Gola profonda”, film pornografico del 1972 diretto da Gerard Damiano, tratta della difficoltà sessuale di Linda, una prostituta, che non riesce a raggiungere l’orgasmo. Decide così di sottoporsi ad un controllo medico ricevendo una diagnosi piuttosto singolare: le viene detto che il suo clitoride non è situato nella zona genitale bensì nella gola.

Questa scoperta implica che la donna può raggiungere il piacere solo con la stimolazione orale, da cui deriva il titolo della pellicola. Linda viene assunta nello studio medico come assistente, rispecchiando il cliché ormai sdoganato dell’infermiera seducente, ed applica con i pazienti il metodo gola profonda cui le sue condizioni fisiche la rendono particolarmente avvezza. La preferenza di Linda per la fellatio, oltre a simboleggiare la fantasia maschile che le donne possano trarre piacere da tale pratica, diventa foriera di uno dei punti cardine del femminismo: ovvero il fatto che esistono per la donna alternative al rapporto vaginale. Nonostante questo richiamo femminista nel film sono presenti stereotipi maschili/maschilisti: ad esempio spesso si fa riferimento alla grandezza dell’organo sessuale maschile come prova di virilità. Il fidanzato della protagonista, Calogero, forse come conseguenza delle scarse doti che gli vengono imputate in tal senso, le propone alcuni giochi erotici in cui cerca di incuterle timore, quasi a voler ripristinare una supremazia scalzata dalla sua supposta carenza. Rispetto all’eco suscitata dal film a livello mediatico: sebbene ai nostri giorni esso può apparire una scontata ripetizione di scenari già visti, all’epoca ebbe un impatto sociale notevole in virtù del contesto storico in cui si manifestava.

Difatti come si può evincere dalle testimonianze raccolte successivamente, in quel periodo, partecipare ad un film del genere significava ribellarsi ai codici morali vigenti e rompere gli schemi. Ciò che oggi si farebbe per denaro o per narcisismo negli anni ’60 e ’70 assumeva un valore di libertà espressiva e di affermazione dei propri diritti. Fu esattamente questo a riempire le sale cinematografiche che trasmettevano “gola profonda”, a cui afferivano anche donne anziane e donne appartenenti al ceto sociale medio-alto. Esse vedevano nel film la realizzazione di un principio di uguaglianza con il sesso maschile e la possibilità di annullare la repressione di un tabù quale il piacere femminile. L’osteggiamento da parte del governo americano (con Nixon in prima fila che tentò di bandire il film arrivando addirittura a condannare il protagonista maschile per oscenità pubbliche) non fece altro che sortire l’effetto opposto accrescendone la notorietà. La stessa Linda, co-protagonista insieme ad Harry Reems, divenne famosa al grande pubblico per la sua interpretazione, sebbene in seguito abbia rinnegato le scelte del passato schierandosi apertamente contro la pornografia. Volendo esaminare la componente peculiare di questa pellicola (ovvero il rapporto orale) è curioso scoprire che la fellatio in passato veniva considerata un crimine, tanto che in alcuni stati americani era inserita nel codice penale tra i crimini contro natura insieme alla sodomia, l’incesto, la necrofilia e la zooerastia. Queste leggi, sebbene applicate raramente, sono rimaste ufficialmente in vigore fino al 2003, anno in cui sono state dichiarate anticostituzionali da una sentenza della Corte Suprema.

Tuttavia Ken Cuccinelli, procuratore generale della Virginia nonché ex candidato al ruolo di governatore, ha provveduto a garantire il colpo di scena cercando di rendere illegali il sesso orale ed anale, proprio appellandosi ai Crime Against Nature Law. La motivazione che adduce è difendere con questo provvedimento i bambini dagli abusi sessuali, anche se molti sospettano sia solo un modo per contrastare le coppie omosessuali. Un simile provvedimento porterebbe all’inevitabile condanna di buona parte dei cittadini del suo stato, con pene detentive variabili da uno a cinque anni. Nonostante ciò lo scettro dell’incoerenza è detenuto dalla Louisiana: qui si è votato per il mantenimento di una legge volta a contrastare i crimini contro natura, includendo tra essi il sesso orale ma non la necrofilia. Dunque, avere rapporti intimi con un cadavere sarebbe più sano e naturale rispetto alle pratiche della fellatio e del cunnilingus…….


recensione a cura della tirocinante Dr.ssa Silvia Matta

Deep Throat (Gola Profonda) è da considerarsi uno dei primi film porno della storia che uscì nelle sale cinematografiche nel giugno del 1972. Narra la vicenda di Linda Lovelace, una donna dalla vita sessuale particolarmente intensa, ma insoddisfatta in quanto pur provando piacere non riesce a raggiungere l’orgasmo. Afflitta, decide di rivolgersi ad un medico (Harry Reem) che le spiegherà che il suo clitoride è posizionato in fondo alla  gola  ma che può ugualmente trarre piacere da questa singolare malformazione attraverso una fellatio profonda. Lo stesso dottore provvederà solerte a farle scoprire il tanto agognato orgasmo.

Prima di Gola Profonda l’industria pornografica era incentrata su riviste e filmini visionati in peepshow e sexy-cabine, chiamati loops, dall’inglese “cappio”, “cerchio”, in quanto vi era un particolare meccanismo che permetteva la proiezione continua del filmino senza doverlo ricaricare di volta in volta. Nel clima della rivoluzione sessuale della fine degli anni Sessanta, la pornografia esplode divenendo un vero e proprio fenomeno sociale e ad oggi possiamo considerare  Deep Throat una vera pietra  miliare della pornografia moderna. Non fu certamente il primo film porno girato, ma ebbe il merito di attirare su di se l’attenzione e la curiosità del mondo in quanto venne coinvolto in numerosi processi legali che ne pretendevano la censura (da cui tra l’altro uscì indenne, tranne il protagonista maschile Reem che finì in carcere), garantendosi  un successo di pubblico senza paragoni.

Prodotto con 25.000dollari ne incassò 600 milioni con proiezioni per 20 ore al giorno rimanendo in programmazione nella sola città di New York fino al 1980. Fu un momento epocale nella storia della sessualità moderna: era la prima volta che uomini e donne appartenenti anche al ceto medio entravano in un cinema porno, in media 1700 persone al giorno facevano la fila davanti al cinema di Time Square in cui veniva proiettato il film (tra questi persino Jacquelin Kennedy!).
Le scene di sesso presenti nel film appaiono degne di un film di pornografia attuale anche se è presente una certa dose d’ironia (specie per ciò che riguarda la figura del dottore) ma questa è una caratteristica prettamente culturale di quegli anni. Infatti la maggior parte della pornografia degli anni 1940-50 fino alla fine degli anni ‘60, utilizzava l’humor per sgravare gli spettatori dal peso della morale e allentare la morsa sui tabù legati alla sessualità e al nudo. È probabilmente sull’ondata dell’umorismo che  gli sceneggiatori di gola profonda decisero di identificare nella gola della protagonista il suo clitoride,oltre che per sottolineare  le incredibili performance orali della Lovelace, che spinsero il regista Gerard Damiano a dare il via al film . Oggi si parlerebbe piuttosto di zona erogena, cioè una parte del corpo diversa dai genitali capace di provocare intense sensazioni.  Ad uno sguardo moderno, Gola Profonda stupisce per aver messo al centro della vicenda l’orgasmo femminile, e in genere il godimento al femminile. La figura degli uomini nel film è subordinato al piacere della donna. Il film stesso si apre con la scena di un cunilingus dove l’uomo non ha nessuna importanza se non per dare piacere all’amica della protagonista.

Oggi fa sorridere che questo film che apparentemente ruota intorno al piacere femminile, per anni e anni fu il capro espiatorio del femminismo anti-porno. Ma questo dipese molto dalla figura fortemente contraddittoria ed emblematica della protagonista. E infatti Gola Profonda  oltre ad aver fatto storia, accese i riflettori sul personaggio della Lovelace. Il suo vero nome era Linda Boreman, era sposata con Chuck Traynor, un uomo molto violento che la introduce nel mondo del porno e le farà da agente. Prima di girare Deep Throat, fu protagonista di alcuni Loop (8 o 9) caratterizzati da una sessualità molto estrema (fisting, pissing e addirittura animal). Della Lovelace uscirono diverse biografie (molto discordanti tra loro) nelle prime due racconta di quanto fosse stato liberatorio girare film pornografici mentre nelle successive racconterà che il marito l’aveva costretta a girare le scene di Deep Throat sotto la minaccia costante di una pistola e sotto ipnosi. A detta del cast e della troup del film invece, pur ammettendo il carattere violento di Traynor, nessuno pare essersi accorto che la Lovelace stesse recitando sotto minaccia, anzi appariva a tutti molto spontanea e serena.

Per di più, dopo che la sua relazione con Traynon finì, la Boreman continuò a girare diversi loop. In seguito al  grande successo di Gola Profonda , gradualmente la figura della Boreman venne accantonata e questa ,in cerca di notorietà diverrà il nuovo simbolo del femminismo anti-porno grazie all’incontro con le stars del femminismo  Andrea Dworkin e Catharine McKinnon che strumentalizzarono la sua immagine e la sua storia personale per demonizzare la pornografia. In una delle dichiarazioni più famose rilasciate da Linda in quel periodo, afferma “ quando guardate Deep Throat mi state guardando mentre mi stuprano. È un crimine che il film sia ancora proiettato”.
Secondo diverse testimonianze, anche alla luce dell’incongruenza delle numerose autobiografie, pare che  la Boreman  fosse solo molto amareggiata col mondo del porno. Non era stata capace di mantenere il successo che le aveva dato Gola Profonda  finendo ben presto in povertà. Come affermerà Eric Edwards, partner di Linda in molti suoi loop, “dopo Deep Throat lei è stata semplicemente superata. Non era particolarmente attraente e non sapeva recitare, se avesse detto la verità nei suoi libri, non si sarebbero venduti tanto bene”.  Essendo disposta a tutto per i soldi e avendo girato le spalle al porno si era votata al femminismo solo per rilanciare la sua immagine. E infatti, spenti i riflettori anche sulla parentesi antiporno, la Boreman,  ormani più che 40enne sarà di nuovo protagonista di alcuni scatti per riviste e video di poco conto. Morì il 22 aprile 2003 dopo un coma di venti giorni causato da un incidente automobilistico.


recensione a cura della tirocinante Raffaele Sarracino

Gola profonda, Deep Throat. Per molti è il nome in codice di Mark Felt, l’informatore di Carl Bernstein e Bob Woodward che sollevò il caso Watergate e portò all’impeachment di Richard Nixon. In realtà, è il titolo del famosissimo film pornografico, il primo legale, diretto da Gerard Damiano, che nel 1972 divenne un caso. Sdoganò il genere hardcore e rese la protagonista, Linda Lovelace, (Linda Susan Boreman ) l’icona dei film a luci rosse. Il film, rinominato poi in Italia “La vera gola profonda”, narra di una donna (l’esordiente Lovelace) che non capendo come mai non riesce a raggiungere un orgasmo e confidandosi con la sua migliore amica, si reca dal “sessuologo”  Freudus – citazione ironica del celebre psicanalista – che le diagnostica un’insolita patologia: Linda ha il clitoride in fondo alla gola e per avere il suo sacrosanto diritto all’orgasmo verrà quasi “costretta” a delle fellatio con diversi personaggi bizzarri e ben dotati…!

Solo venticinquemila dollari e sei giorni di riprese. Seicento milioni di dollari di incasso. Il più fortunato successo commerciale della storia del cinema. Distribuito quando i movimenti per la liberazione sessuale e per l’uguaglianza dei diritti stavano raggiungendo il loro culmine, il film diventa un grimaldello di quella battaglia. Una pellicola dai contenuti espliciti raccolse nelle sale milioni di persone. Divenne un fenomeno culturale scatenando un focolaio imprevedibile.

Il governo lo combatté in tutti i modi finendo per diventarne il veicolo pubblicitario più efficace. L’acquisto di un biglietto al cinema era diventato un atto sovversivo. Le recensioni su Vanity Fair e sul New York Times innescarono il meccanismo a catena. Nelle sale non c’erano persone con l’impermeabile, ma l’alta società. C’era Jaqueline Kennedy e gli intellettuali. Le signore perbene che oggi raccontano: “Volevo solo vedere un film per sporcaccioni, e il governo non poteva impedirmelo”.

golaprofonda1Un documentario, Inside Gola Profonda (per tutti i sessuologi e non, da vedere!!!), prodotto da Brian Grazer e diretto da Fenton Bailey e Randy Barbato, racconta tutto questo, il dietro le quinte, le vicende che interessarono i vari protagonisti, ma soprattutto le vicende della Lovelace: l’incredibile successo del film mise in secondo piano ciò che si nascondeva dietro le scene da lei interpretate. La sua autobiografia (“Gola profonda. Una storia vera”, Castelvecchi, 2012) elenca solo una parte delle sevizie subite prima di “approdare” alla prostituzione, quindi all’industria del porno. La vita breve e sfortunata della Lovelace (è morta in un incidente d’auto a soli 53 anni) si consuma d’un fiato. La violenza psicologica, fisica, quasi sempre gratuita: “L’uomo col quale vivevo (Chuck Traynor) mi aveva puntato una pistola, mi aveva costretta a spogliarmi, mi aveva spedito in una stanza con cinque sconosciuti, mi aveva visto mentre mi stupravano ripetutamente, e ora era arrabbiato perché non ero stata abbastanza eccitante per loro. Buon Dio” scrive la Lovelace, e molto altro si può leggere nel resto del libro.

golaprofonda2Rispetto ad Harry Reems  (il sessuologo…), i giudici federali presero di mira l’attore, accusato di cospirazione per ‘trasporto transfrontaliero di oscenità’. Sia il regista che la Lovelace furono accusati di vari reati, ma patteggiarono e ottennero l’immunità. Nixon, che nel frattempo aveva rassegnato le dimissioni lasciava a Carter lo studio ovale. E quando nel ’76 Reems fu giudicato colpevole (il giudice in tribunale sentenziò: ‘questa gola va tagliata’), molti attivisti scesero in campo in sua difesa. Tra loro anche Jack Nicholson e Warren Beatty. Alla fine la condanna di Reems fu cancellata.

Il documentario narra anche del mistero su dove siano finiti i 600 milioni di dollari d’incasso. E qui si apre la linea narrativa della mafia. Finanziato da persone legate alla criminalità organizzata, il film non venne distribuito attraverso i normali canali. Le bobine venivano portate a mano da oscuri intermediari nelle sale in cui veniva proiettato. Il giorno dopo passavano a ritirare metà dell’incasso.  In conclusione, non resta che concludere con alcune dichiarazioni sul film: “Noi facevamo sesso per ribellarci – ammette il regista Damiano – oggi i giovani lo farebbero per soldi”. “Gola profonda non lo considero un gran film, precisa Fenton Bailey – le immagini sono sfocate, il montaggio e la recitazione non sono un granché. Credo che il concetto di bello e attraente sia molto cambiato con gli anni. Ma la cosa che rende ancora oggi interessante il film – aggiunge Barbato – è che la storia parla di una donna che cerca la sua realizzazione. Oltre a contenere scene di sesso spinto è innanzitutto un film comico sul sesso. Grazie a questo espediente la gente ha cominciato a parlare di rapporti orali e di pratiche sessuali, ed è questo il vero segreto del suo successo”.

Chi scrive crede che, all’epoca, ciò che ci si aspettava dal film è accaduto, cioè parlarne sia nel bene che nel male con l’intento di far girare la “macchina dei soldi”, diventando però un caso cinematografico, politico e giudiziario; crede  nel fatto che Gola Profonda possa essere considerato un classico assoluto del cinema hard e un pioniere della pornografia mondiale; crede che, a differenza delle centinaia di migliaia di prodotti “hardcore” che seguirono questa pellicola, sembra non mostrare del tutto i segni del tempo.

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