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Recensione a cura della tirocinante Roberta Botondini

 

“Luna di fiele” è un film del 1992 diretto da Roman Polansky. Racconta la storia di due giovani coniugi Nigel e Fiona che, per tentare di arginare una crisi matrimoniale, si concedono una romantica crociera. Durante la crociera conoscono una coppia formata da Oscar e Mimì, lui è un famoso e maturo scrittore americano costretto a muoversi su di una sedia a rotelle per un incidente avuto qualche anno prima. Mimì, è una donna giovane e molto affascinante di origine francese che si fa notare per la sua bellezza e per le sue capacità seduttive.

Nigel viene presto calamitato dal fascino di Mimì e inizia ad avere verso di lei un’attrazione molto forte. Oscar, consapevole dell’attrazione dell’uomo verso la compagna, inizia a narrargli la storia della loro intricata relazione segnata da eccessi e da dinamiche sadiche che hanno visto per oggetto Mimì per lungo tempo. Fino al momento dell’incidente Oscar ha mantenuto un ruolo di supremazia all’interno della coppia soggiogando il volere della giovane compagna dal punto di vista sessuale e in ogni altro ambito della quotidianità. La donna si è consegnata ad Oscar come una sorta di agnello sacrificale, ma tutto cambia nel momento in cui dopo essere stata allontanata dall’uomo Mimì viene a sapere che questo ha avuto un incidente ed è ricoverato all’ospedale. Mentre fa visita ad Oscar, Mimì in preda all’ira gli provoca volontariamente una caduta che causa una grave lesione midollare che lo condannerà per il resto della sua vita su una sedia a rotelle.

Da quel momento in poi la dinamica di potere all’interno della coppia verrà completamente sovvertita, Mimì diventa la carnefice nella vita di Oscar e lo sottopone ad ogni tipo di vessazione fisica e psicologica: una sorta di tentativo di pareggiare i conti per quanto subito fino a quel momento.
Il sadismo e il masochismo all’interno della coppia possono declinarsi sotto molteplici punti di vista, normalmente pensiamo che si riverberi solamente come forma di perversione nell’ambito della sessualità, ma in generale il sadismo corrisponde comunque ad una predisposizione di tipo caratteriale che può ripercuotersi nel comportamento dell’individuo sotto ogni punto di vista. Secondo il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5, APA 2013), il sadismo sessuale è una forma di parafilia sessuale in cui i comportamenti sadici si accentuano fino a diventare dannosi. Nel sadismo è evidente la volontà di dominare l’altro dal punto di vista sessuale, decisionale, relazionale e economico riducendolo ad un essere oggettificato privato di sentimenti e volontà. Gabbard individua all’interno del sadismo tre componenti, le famose tre “D”: Dread (paura), Dependancy (dipendenza) e Degradation (degradazione). Queste tre componenti spiegherebbero il bisogno del sadico di infliggere all’altro paura, perché ne è eccitato sessualmente, la dipendenza che la vittima deve sentire nei suoi confronti la degradazione fisica e psicologica che deve costantemente essere presente all’interno della coppia. Questo allo scopo di mantenere costantemente uno squilibrio di potere all’interno della coppia, perché il sadico non è capace di instaurare relazioni alla pari basate sulla reciprocità.

Il masochista che si consegna al suo carnefice sembra utilizzare la modalità della sottomissione e del completo annullamento di sé come via per poter raggiungere l’altro ed essere in qualche modo visto. A volte l’incastro che si instaura in una coppia sadomasochista può avere dei cambi nell’equilibrio di potere, ad esempio, ci può essere uno scambio all’interno della sessualità di un ruolo più attivo o più passivo si può agire o subire la violenza come unico registro per poter entrare in contatto con l’altro.

Alla base di personalità tendenzialmente sadiche e masochiste possiamo individuare distorsioni nei processi di sviluppo dell’attaccamento primario, perché un attaccamento di tipo insicuro o disorganizzato potrà condurre ad una modalità di attaccamento dell’adulto basata su dinamiche disfunzionali.
Tendenzialmente, anche se non è una regola generale, è l’uomo a rivestire un ruolo più sadico e la donna quello masochista probabilmente per il retaggio di stereotipi e credenze che vedono la fragilità femminile come qualcosa che deve essere sempre esaltato a fronte di una virilità maschile che deve essere sempre celebrata. Alcune persone vivono la dinamica della coppia cercando di suscitare compassione nell’altro per evitare l’attacco dall’esterno: ci si mostra deboli per non essere attaccati.

In alcuni casi la dipendenza dall’altro e basata sul bisogno di vicinanza, una sorta di retaggio infantile, come quando il bambino ha un bisogno vitale della presenza del genitore. In una coppia tendenzialmente sado-masochista, il soggetto debole tenterà di adeguarsi ad ogni bisogno del partner dominante per quanto disfunzionale possa essere, pur di non perderlo a costo di vivere sofferenze psichiche e fisiche. Paradossalmente il carnefice viene idealizzato dal masochista che si sente protetto dai modi coercitivi del partner. Pur di non scalfire l’idealizzazione che hanno sviluppato verso l’altro, le persone tendenzialmente masochiste sono pronte a svilirsi per non essere allontanate. Così come un bambino vittima di un abuso parentale continua a cercare la vicinanza dei genitori perché idealizzati nonostante i loro comportamenti, allo stesso modo un partner abusato e maltrattato spesso non è disposto a ricevere aiuto perché teme di perdere le attenzioni del suo carnefice.

In realtà può essere molto interessante osservare il masochismo con una nuova chiave di lettura: ovvero interpretandolo come una forma in fieri di sadismo per cui il soggetto agisce annullandosi di fronte all’altro per farlo sentire in colpa e renderlo quindi oggetto di una sofferenza in maniera indiretta. In tal caso viene apparentemente mascherato il proprio desiderio di vendetta sull’altro, oppure ci si mostra sofferenti per poter poi essere legittimati ad agire la rabbia senza vivere il senso di colpa. In tali forme di masochismo ci possono essere livelli di manipolazione dell’altro assolutamente insospettabili.

Bibliografia:
-American Psychiatric Association (2013), Manua- le diagnostico e statistico dei disturbi Mentali,. Quinta edizione (DSM-5), trad. it. Raffaello
-Gabbard, g., o., et al.(2015), Psichiatria psicodinamica, Raffaello Cortina Editore

Sitografia:
-Chester, D., DeWall, C. N., & Enjaiain, B. (2018). Sadism and Aggressive Behavior: Inflicting Pain to Feel Pleasure. DOI: 10.31234/osf.io/cvgkb
-https://sipreonline.it/wp-content/uploads/2016/09/RP_1999-2_3_Dazzi-S.-Il-dolore-del-S%C3%A9-e-la-sopravvivenza-dell%E2%80%99oggetto.-Note-sul-masochismo.pdf

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