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Recensione a cura della tirocinante Cristiana Sardellitti

 

Private life è un film del 2018 diretto della regista Tamara Jenkins, il quale tratta le vicende di una coppia che da anni sta cercando di avere un figlio. Il film racconta una situazione molto comune ai nostri tempi, molte persone infatti decidono di dedicarsi in primis alla carriera, priorità indiscussa la quale porterà ad una maggiore stabilità economica  e alla realizzazione personale, mettendo la famiglia e la possibilità di avere figli in secondo piano. Pertanto, l’allargamento del nucleo familiare viene rimandato ad un secondo momento, ma ahimè senza tener conto delle difficoltà che potrebbero manifestarsi circa la possibilità di avere un figlio, quando l’età avanza. I protagonisti del film, Richard e Rachel, faranno tutto il possibile per realizzare il loro desiderio: fecondazione assistita, donazione di ovuli, adozione. Tutti i tentativi della coppia non porteranno però ai risultati sperati, mettendo in luce i disagi, la rabbia e la sofferenza di una coppia che si trova a fare i conti con il tema dell’infertilità. Nonostante ci troviamo ad affrontare un tema molto delicato, il film è piacevole e divertente, il messaggio che vuole lasciarci è un messaggio di speranza.

L’infertilità di coppia.

Secondo l’attuale definizione clinica, se una donna, dopo aver avuto rapporti sessuali non protetti, non è in grado di concepire o portare a termine una gravidanza e la condizione rimane invariata per almeno un anno, potrebbe trattarsi di sterilità. Negli Stati Uniti, circa il 12% delle donne di età compresa tra 15 e 44 anni rientrano in questa categoria. Tuttavia, le donne non sono sempre la fonte dell’infertilità di una coppia: in circa un terzo dei casi, gli uomini possono avere difficoltà con il concepimento.

Per le donne, le cause più comuni di infertilità sono l’insufficienza ovarica primaria (menopausa precoce), disturbi dell’ovulazione che interessano il rilascio di ovuli, anomalie uterine o cervicali, endometriosi (dove il tessuto cresce al di fuori dell’utero), blocco o danno alle tube di Falloppio, sindrome dell’ovaio policistico, e vari squilibri ormonali. Anche alcuni tumori e le loro cure possono anche avere un impatto negativo sulla fertilità di una donna.  Mentre, l’infertilità maschile può essere causata da difficoltà strutturali come il blocco dei testicoli o danni agli organi riproduttivi, problemi di eiaculazione precoce o condizioni genetiche inclusa la fibrosi cistica. Un’altra possibile causa dell’infertilità maschile può essere la funzione o la produzione anormale degli spermatozoi, spesso a causa di difetti genetici o problemi di salute tra cui il diabete o alcune malattie a trasmissione sessuale. Altri fattori di rischio includono la sovraesposizione a determinati fattori ambientali, come il fumo di alcol, sostanze chimiche e pesticidi, nonché l’esposizione frequente ad alte temperature. Anche in questo caso, tumori specifici e le loro cure possono essere dannosi per la fertilità maschile. Infine, anche lo stress si è rivelato determinante nell’insorgenza tali problematiche e nella manifestazione di aborti spontanei.

 L’infertilità è spesso fonte di traumi emotivi per le coppie e fonte di stress che grava sul loro rapporto. Quando uomini e donne scoprono di non poter concepire, possono provare le stesse emozioni dolorose legate ad una perdita, si tratta di un vero e proprio lutto. Le reazioni comuni includono: shock, frustrazione, dolore, rabbia, diminuzione dell’autostima, ansia e depressione. Inoltre, i trattamenti per la fertilità oltre ad essere fisicamente impegnativi, possono innescare una marea di emozioni, tra cui speranza, rabbia, delusione, tristezza e senso di colpa. Durante tale periodo, coloro che lottano con l’infertilità possono allontanarsi da amici e familiari, isolandosi dal mondo esterno. Le coppie potrebbero anche incorrere in problematiche relative alla loro vita sessuale, a causa delle alte aspettative e delle routine del trattamento, poiché potrebbero subire cali di autostima, desiderio e prestazioni. Queste circostanze, unite alla frustrazione e all’ansia già vissuti dalla coppia sterile, sono un ideale sfondo per l’insorgere di problemi sessuali. Il sesso, che una volta era fonte di gioia e connessione emotiva, può diventare fonte di frustrazione e fallimento. Comunicare, condividere i propri pensieri e sentimenti e separare ”il fare l’amore dal fare il bambino”, può aiutare le coppie a rimanere sessualmente connesse durante il trattamento.

 

Sitografia:

https://www.psychologytoday.com/intl/basics/infertility

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/7037462/

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