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Recensione a cura del tirocinante Enrica De Michele

 

Lee è dimessa da una clinica psichiatrica, che avrebbe dovuto curare il suo autolesionismo, proprio in occasione del matrimonio di sua sorella. Tornata in famiglia si trova a dover convivere con il contrasto delle due personalità, quella della madre, molto premurosa fin quasi ad essere assillante e, quella del padre, alcolista, da cui non riesce a riabilitarsi. Trova lavoro come segretaria nello studio legale dell’avvocato Edward dove nasce, un po’ per gioco e un po’ no, una relazione sessuale di sottomissione che li porterà ad affrontare entrambi i loro problemi.

L’argomento sessuale principalmente affrontato dal film è il sadomasochismo. Si tratta di un disturbo psicosessuale, in cui gli impulsi sessuali sono gratificati dall’infliggere dolore a un’altra persona. Il termine fu coniato da Richard von Krafft-Ebing, psicologo tedesco della fine del XIX secolo, in riferimento al marchese di Sade, un nobile francese del XVIII secolo che raccontava questo genere di pratiche. Il sadismo è spesso legato al masochismo. Il sadico, tuttavia, cerca spesso una vittima che non sia masochista, poiché alcune delle sue eccitazioni sessuali gli derivano proprio dalla riluttanza della vittima. La soddisfazione del sadico può anche derivare non dall’infliggere dolore fisico reale, ma piuttosto dalla sofferenza psicologica della vittima.

Cosa significa il termine “sadico” nella psicoanalisi? in un primo tempo il sadismo fu considerato da Freud un fenomeno primario, capace di convertirsi poi in masochismo, mentre in un secondo momento il fondatore della psicoanalisi ritenne che il masochismo originario veniva deviato verso l’esterno sotto forma di sadismo, attraverso la pulsione di morte. Quando il sadismo è gravemente patologico? Dal punto di vista clinico il quadro più grave è quello del sadismo sessuale associato a Disturbo Antisociale di Personalità, perché in questo caso il soggetto potrebbe cercare partners non consenzienti e provare piacere nel controllo della vittima, terrorizzata dall’atto sadico imminente. Cosa è il masochismo? Si tratta di un disturbo psicosessuale in cui si ottiene soddisfazione erotica attraverso il dolore inflitto a se stessi. Il termine, introdotto da Krafft-Ebing, deriva dal nome di Chevalier Leopold von Sacher-Masoch, un romanziere austriaco, i cui personaggi traevano piacere erotico da maltrattamenti e umiliazioni. il masochista mantiene un certo controllo sulla situazione e chiederà all’aggressore di smettere prima che il comportamento violento possa causargli serie lesioni. Il masochismo come tratto isolato è abbastanza raro. Più comunemente, l’associazione del dolore al piacere sessuale assume la forma del sado-masochismo, alternando i ruoli ed eccitandosi sia attraverso l’esperienza del dolore, sia attraverso l’inflizione del dolore in un’altra persona.
Secondo George R. Brown (MD, East Tennessee State University) Il masochismo sessuale è una forma di parafilia, ma la maggior parte delle persone che hanno interessi masochistici non soddisfa i criteri clinici per un disturbo parafilico, poiché tali criteri richiedono che comportamento, fantasie o impulsi della persona provochino disagio clinicamente significativo o menomazione. La condizione deve essere stata presente per ≥ 6 mesi. Fantasie e comportamento sessuale di tipo sadomasochistico tra adulti consenzienti sono molto frequenti. Per la maggior parte di coloro che la praticano, le umiliazioni e le percosse sono semplicemente agite; i partecipanti sanno che si tratta di un gioco ed evitano accuratamente di produrre umiliazione reale o lesioni. Le attività masochistiche possono essere la modalità preferenziale o esclusiva di procurarsi l’eccitamento sessuale. Le persone possono attuare le fantasie masochistiche su loro stesse, per esempio: legandosi loro stesse, perforando la loro pelle, applicando scariche elettriche, bruciandosi.

Le attività con un partner comprendono essere: legato, bendato, sculacciato, flagellato (frustato), umiliato dal farsi urinare o defecare sopra o costretto a indossare abiti tipici del sesso opposto. La diagnosi di disturbo da masochismo sessuale si basa sui criteri clinici del Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fifth Edition (DSM-5): i pazienti sono stati ripetutamente ed intensamente eccitati dall’essere umiliati, picchiati, legati o altrimenti maltrattati; l’eccitazione si manifesta con fantasie, impulsività intensa o altri comportamenti. Le loro fantasie, gli intensi impulsi o i comportamenti causano un disagio significativo o compromettono il funzionamento del lavoro, in situazioni sociali o in altre aree importanti. La condizione è stata presente per ≥ 6 mesi. La soddisfazione del sadico nel vedere soffrire la sua vittima si spiega, in senso psicodinamico classico, con la sua identificazione con la vittima: il sadico quindi gode nel far soffrire se stesso. Quanto è diffuso il sadomasochismo? I dati epidemiologici ci dicono che il sadomasochismo oggi è prevalentemente maschile e che c’è una prevalenza di masochisti rispetto ai sadici. Il BDSM è una sigla che sta per: Bondage & Disciplina (B&D), Dominazione & Sottomissione (D/s o Ds) Sadismo & Masochismo (S&M o SM). Spesso si è portati a pensare che la pratica della disciplina del bondage, della sottomissione al dominio, del sadismo-masochismo (BDSM) sia associata alla psicopatologia. Tuttavia, uno studio recente, suggerisce una buona salute psicologica da parte dei praticanti BDSM. A tal fine, 902 BDSM e 434 partecipanti al controllo hanno compilato completamente i questionari online.

Lo studio ha utilizzato le dimensioni della personalità Big Five (NEO Five ‐ Factor Inventory), stili di attaccamento (Attachment Styles Questionnaire), sensibilità al rifiuto (Rejection Sensitivity Questionnaire) e benessere soggettivo (World Health Organization-Five Well ‐ being Index). I risultati suggeriscono principalmente caratteristiche psicologiche favorevoli dei praticanti BDSM rispetto al gruppo di controllo; I praticanti BDSM erano meno nevrotici, più estroversi, più aperti a nuove esperienze, più coscienziosi, meno sensibili al rifiuto, avevano un maggiore benessere soggettivo, ma erano meno gradevoli. Confrontando i quattro gruppi, se si osservavano differenze, i punteggi BDSM erano generalmente più favorevoli per quelli con un ruolo dominante che sottomesso, con punteggi meno favorevoli per i controlli. Concludiamo che il BDSM può essere pensato come un tempo libero ricreativo, piuttosto che l’espressione di processi psicopatologici.

Sitografia:

Sadismo, masochismo, sadomasochismo: significati


https://www.msdmanuals.com/it-it/professionale/disturbi-psichiatrici/sessualit%C3%A0-disforia-di-genere-e-parafilie/disturbo-da-masochismo-sessuale
Andreas AJ Wismeijer PhD, Marcel ALM van Assen PhD Prima pubblicazione: 16 maggio 2013 https://doi.org/10.1111/jsm.12192

 

 

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