in CINE Forum

Recensione a cura della tirocinante Giorgia Tanda

 

In questo film di Michel Patrick King, che segue la sesta ed ultima stagione della serie, le quattro splendide migliori amiche della magica New York sembrano finalmente aver realizzato i loro desideri di una vita. Carrie è ormai in procinto di coronare il proprio amore sposando Mr. Big, Charlotte ed Harry, suo marito, hanno adottato in Cina una piccola e splendida bimba di nome Lily, Miranda vive con frenesia la vita, destrandosi così tra la sua carriera da avvocatessa ambiziosa e la famiglia e, infine, Samantha riesce, sorprendendo sé stessa, a vivere la relazione monogama con il suo bellissimo compagno Smith, con cui decide di trasferirsi a Malibu per poter far lui da manager.

Nonostante, quindi, le vite di queste donne sembrino aver trovato la scintilla che aspettavano da sempre, ognuna di loro inciamperà tra dubbi esistenziali, scelte difficili e grandi dolori.
I sogni di queste newyorkesi, comunque, sembrano essere la rappresentazione estremizzata di alcuni dei grandi stereotipi esistenti che girano attorno al mondo femminile ed elimina, agli occhi dello spettatore, la possibilità che ognuna di queste ambizioni diverse possano colludere in una sola donna, richiamando così uno schema sociale del tutto odierno.

Ciò che molto spesso avviene infatti è che sulla donna, in linea generale, vengono proiettati solo alcuni obiettivi che la società ci fa credere possano desiderare, creando in questo modo un enorme binomio, dove o tutto è nero o tutto è bianco: così si sviluppa il credo che una donna in carriera non possa essere una buona madre ed avere una relazione sentimentale che sia soddisfacente ed appagante sessualmente e per contro si rafforza ancor di più l’idea non solo che una donna che ama vivere la propria sessualità in maniera vigorosa e senza alcuna vergogna possa essere anche un’ottima madre lavorativamente affermata, ma anche e soprattutto, che questa sia semplicemente nella vita una dai “facili costumi”.

Tra tutti forse è certamente quest’ultimo uno dei più grandi luoghi comuni e trova le sue radici in decenni fondati su di un sistema patriarcale e su una mascolinità tossica che ancora oggi è estremamente presente in ognuno di noi. Basti pensare che il contesto culturale nel quale viviamo dà agli uomini la possibilità di vivere quasi tutto con grande libertà, partendo dallo stesso sesso.

A partire dall’educazione alla sessualità, già si rileva una discrepanza fra il modo di vivere ed accettare la masturbazione dei maschietti rispetto a quella delle femmine che piuttosto spesso sembra essere del tutto assente e completamente demonizzata, strutturando in questo modo delle giovani donne che sono estranee al piacere sessuale e molto di frequente impaurite. Questa modalità di pensiero maschilista esclude la possibilità agli uomini di potersi mostrare “deboli” ed assegna, d’altro canto, una grande libertà d’espressione sessuale che – quando non è stata educata – rischia addirittura di sfociare nell’irrompere nella vita delle donne.

La crudezza del praticare e del parlare di sesso ha così sempre rappresentato una caratteristica propria degli uomini ed illegittima invece per le donne, come se la rozzezza e la volgarità (anch’essi costrutti sociali che esistono perché qualcuno nel tempo ha stabilito cosa fosse ritenuto non volgare e cosa si) fossero virtù innate solo in un sesso biologico. Appare naturale che questo avvenga nel momento in cui per tutta la vita una donna riesce a percepire il giudizio costante su come essa debba apparire, essere, parlare o comportarsi per rispecchiare quanto più possibile dei canoni di femminilità e di eleganza dettati da altri.

In questo modo amare il sesso in ogni sua sfaccettatura, dalla più dolce e delicata alla più cruda e violenta, risulterà ancora oggi spesso fonte di giudizio agli occhi dell’altro ma incarnerà, agli occhi invece di chi sa andare oltre, un enorme espressione di coraggio, sicurezza e libertà, tipica di chi desidera non più dare ed essere solo fonte del piacere altrui ma anche e soprattutto dedicarsi, in compagnia o meno, un piacere sessuale per amor di sé stessa.

Sitografia
https://www.giuntipsy.it/informazioni/notizie/l-immagine-interiore-il-ruolo-e-la-sessualita-della-donna-di-oggi-6-domande-alla-dott-ssa-ilaria-consolo
https://www.elle.com/it/emozioni/sesso/a34817424/perche-giudichiamo-le-donne-che-fanno-sesso/
https://www.comingsoon.it/film/sex-and-the-city/935/scheda/

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