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recensione a cura della tirocinante Dr.ssa Agata Pascale

Tratto dall’omonimo romanzo dello stesso regista Ryu Murakami, il film narra la perversità di una Tokio in piena decadenza: una frangia dell’alta borghesia nipponica, in cui giovani schiave del sesso a pagamento cercano di soddisfare le richieste più umilianti degli uomini d’affari. La protagonista è Ai,  una prostituta ventiduenne dallo sguardo triste, specializzata in servizi sado-maso, che cerca di esercitare al meglio la professione benché in preda ad un ricordo sentimentale che l’ossessiona. Oppressa dal pensiero del perduto amore e dal disprezzo di sé, Ai è disposta ad ogni genere di prestazione, e vivrà una serie di degradanti esperienze all’ombra dei grattacieli della ricca capitale. Ai cercherà di ritrovare l’amore del celebre artista, e chiederà consiglio ad una fattucchiera, che le indicherà tre cose da fare, tra cui indossare un anello, un topazio rosa; in esso la giovane ripone la speranza di riconquistare, invano, il senso di una vita che ormai non ne ha più.

La frustrazione e i sensi di colpa strisciano, nelle notti segrete, dalla corazza degli uomini d’affari e tra i visi candidi che, nascosti in camere d’albergo, danno sfogo alle loro ossessioni feticiste, il tutto accompagnato dall’uso e abuso di droghe.
Il film mostra nei minimi particolari i giochi erotici a cui Ai partecipa, in modo quasi sequenziale, mettendo da parte le sensazioni della protagonista, dal cui volto non traspare emozione. Ciò che risalta è il senso di solitudine, che la spinge ogni giorno a mettersi a disposizione di chi la paga, finché, durante un incontro lesbo e sadomasochista, considera le sue debolezze e ossessioni ad una donna, che la incoraggia con una pasticca “miracolosa”…

Sesso e droga! È dall’antichità che l’uomo cerca sostanze afrodisiache capaci di aumentare il piacere sessuale. Oggi alle sostanze naturali si aggiungono quelle di sintesi e cocktail letali. Gli stupefacenti vengono, e non di rado, associati alla sessualità per sperimentare nuove sensazioni, ampliare la complicità tra i partner, per prolungare il piacere, per aumentare la durata dei rapporti, per sconfiggere la timidezza, per trasgredire fino agli eccessi più impensabili, insomma, come “esaltatore” del sesso, o come “autocura” alle disfunzioni sessuali.
Gli effetti che le droghe hanno sulla sessualità dipendono dalla chimica della sostanza, dalla modalità di assunzione, dalla dose, dagli stati emotivi e dalle aspettative del consumatore. Le sostanze maggiormente utilizzate in Tokio Decadence sono cocaina ed alcol.

La scelta della cocaina è probabilmente dovuta alla sua capacità di intensificare l’eccitazione e il desiderio. Gli effetti ricercati dagli utilizzatori sono infatti, un aumento della sicurezza e della fiducia personali, della resistenza fisica, sensazione di benessere ed euforia, maggiore desiderio ed aumento degli atti sessuali, e riduzione dell’ansia e della timidezza associati alla sessualità. Se da una parte la cocaina funge da sostegno aumentando, tra l’altro, la sensibilità, la capacità di raggiungere l’orgasmo e l’appagamento in entrambi i sessi, dall’altro determina ipertono della muscolatura liscia del pene, che va a sfavore del rilascio delle fibre, indispensabile per ottenere l’erezione. Se applicata direttamente sul pene, la cocaina funge da anestetico locale, favorendo il prolungamento dell’erezione, ma sussiste pure l’eventuale perdita dell’erezione dovuta proprio a tale anestesia.

In grandi quantità deprime l’attività sessuale comportando una riduzione della capacità di raggiungere l’orgasmo; inoltre, alterando il sistema endocrino, potrebbe portare a impotenza e anorgasmia nell’uomo e nella donna.
L’alcol in piccole dosi riduce l’ansia e la tensione, provocando rilassamento o lieve euforia. In dosi elevate determina diminuzione dell’inibizione, del senso critico e dell’autocontrollo, aumento dell’aggressività e dell’irritabilità. Nel maschio l’effetto vasodilatatorio generalizzato non aiuta la vasodilatazione peniena. Nella donna ha un effetto paradosso: da un lato disinibisce, dall’altro aumenta il tempo necessario per ottenere l’orgasmo. Gli effetti acuti sono inibitori a livello del desiderio e dell’orgasmo in entrambi i sessi, dell’erezione maschile e della lubrificazione vaginale. A lungo andare inoltre, conseguentemente alla tossicità epatica, determina squilibri ormonali.

 

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