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Diane (Virginie Efira) riceve una telefonata da parte di Alexandre (Jean Dujardin), un uomo sconosciuto dal tono di voce caldo ed estremamente affascinante al punto da catturare immediatamente l’attenzione e far nascere le più intriganti ed emozionanti fantasie nella donna, tanto che accetterà senza esitazione un appuntamento al buio. Diane è affascinante e determinata, un avvocato di successo, che getta alle spalle il fallimento di un matrimonio, per essere pronta ad incontrare l’uomo della sua vita. Alexandre è un architetto di grande spessore, effettivamente bello, simpatico e carismatico, ma ha una particolarità: è alto solo un metro e trentasei centimetri.

Il film, presentato nelle sale francesi nel 2016 dal registra Laurent Tirard, affronta il problema dell’ideale di un amore perfetto e che tale non potrà mai essere, espone le difficoltà che può incontrare chi non è “all’altezza della perfezione” ed è impossibilitato a farsi conoscere ed apprezzare senza essere giudicato, e dunque evidenzia i condizionamenti sociali verso chi ha un handicap fisico. Temi delicati sui quali riflettere e auspicare un miglioramento ed una apertura culturale servendosi dei toni leggeri ed ironici tipici della commedia.

A chi non è successo di idealizzare una persona ancor prima di incontrarla visivamente e di attribuirle, speranzosi, un’emozione profonda semplicemente perché si nutre il bisogno di sentirsi appagati, illudendosi di aver finalmente trovato la persona della propria vita che possa porre fine alle pene della solitudine e dell’insoddisfazione. Diane ha idealizzato un uomo, che, almeno per buona parte della loro conoscenza, farà difficoltà per essere all’altezza delle sue aspettative. E nonostante la reciproca affinità, l’equilibrio nel rapporto verrà messo a dura prova a causa degli imbarazzi causati dalla diversità di lui e le chiare difficoltà create dai condizionamenti sociali, in primis quelli più intimi familiari ed amicali della donna.

Viviamo in una società che si nutre di stereotipi di genere e sessuali abbastanza rigidi e decide quale debba essere la “normalità” in base a canoni comunemente riconosciuti ed appartenenti alla maggioranza. Il diverso viene conseguentemente considerato “anormale” e, in senso ancor più dispregiativo, deviato. Nel caso specifico Alexandre, essendo affetto da nanismo, mostra una disabilità fisica evidente, che si presta a derisioni sociali poiché siamo abituati ad attribuire al maschio caratteristiche di virilità, forza e potenza, corrispondenti più facilmente ad una statura nella media o, comunque, importante. Infatti, per la donna l’altezza rappresenterebbe positività, protezione, prosperità, minaccia, dunque fattori determinanti nell’influenzare la scelta del partner che possa, a sua volta, assicurare alla prole la trasmissione di un patrimonio genetico forte e sano. Per l’uomo l’alta statura rappresenterebbe oltre che virilità, soprattutto garanzia di successo nei confronti delle donne e per la carriera lavorativa, accrescendo le aspirazioni da leader; mentre la bassa statura indurrebbe, soprattutto per chi ne è affetto, ad una bassa autostima, complesso di inferiorità e senso di inadeguatezza, maggiore protezione da parte delle figure genitoriali e possibilità di derisione da parte del gruppo dei pari. Tutti fattori di rischio per l’isolamento e la stigmatizzazione dell’individuo. Uno studio della Vrije University pubblicato su New Scientist, misurando le caratteristiche comuni a uomini di bassa statura, ha confermato la presenza di una “Sindrome di Napoleone”, ovvero una sorta di complesso di inferiorità che condurrebbe chi è basso e vittima di derisioni ad assumere un atteggiamento più difensivo, sospettoso e pubblicamente aggressivo per compensare questa mancanza.

Invece, studi recenti (Sommer R., Daubmann A., Quitmann J., 2015) hanno dimostrato il contrario: non necessariamente alla bassa statura corrisponde una qualità di vita poco gratificante, ma molto dipenderebbe da come si affrontano possibili fattori di disadattamento sociale e familiare. Alexandre si può considerare un super uomo in miniatura che ha sofferto, elaborato ed accettato egregiamente la sua condizione facendone pregio. Ha reagito con forte motivazione e grazie al supporto familiare, amicale e lavorativo. È diventato un architetto di successo, dedicandosi alla realizzazione di grandi opere prestigiose probabilmente perché ha agito secondo un meccanismo psicologico di compensazione o sublimazione.

Sul versante femminile, un’altra interessante smentita è arrivata con i risultati di un’indagine statistica promossa dall’associazione “Donne e Qualità della Vita” della sessuologa S. Salomoni: su un campione di 560 donne (tra i 18 e i 55 anni), circa il 30% preferirebbe un partner di bassa statura rispetto ad uno di alta statura (27%) poiché, pur riconoscendo l’importanza dell’altezza nel gioco di seduzione (31%), il partner basso le farebbe sentire al centro dell’attenzione e a proprio agio soprattutto nei momenti intimi perché verrebbe meno l’imbarazzo di alzarsi sulle punte o assumere posizioni scomode. Inoltre, uno studio dei ricercatori della New York University, D. Conley e A. Weitzman, valutando gli effetti della bassa statura dell’uomo nelle relazioni a lungo termine, hanno concluso che quelli bassi arricchiscono la qualità della vita di coppia, tendono ad essere monogami, responsabili, con maggiore reddito e a divorziare meno. Sono propensi ad aiutare nei lavori domestici e scelgono più facilmente donne di alta statura. Sembra proprio il caso di Alexandre e Diane, che abbattuto il muro del condizionamento sociale e culturale, hanno deciso felicemente di amarsi e proseguire la loro storia.

Essere bassi non è una malattia, ma una condizione che, in una società educata all’accettazione, all’unicità e alla bellezza del diverso, merita di essere vissuta come valore e sinonimo di unicità dell’essere.

Recensione a cura di Antonella Lolaico

Sitografia

http://www.24orenews.it/salute-a-benessere/psicologia/5634-il-fascino-degli-uomini-bassi

https://www.pazienti.it/news-di-salute/i-partner-ideali-gli-uomini-bassi-18042016

https://www.stile.it/2018/05/21/basso-soffre-della-sindrome-napoleone-id-187786/

Ci sono millenni di pregiudizi sulle «piccole persone»

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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