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Recensione a cura della tirocinante Vanessa Costa

Tuto: Ilaria Consolo

La prima notte di nozze: un evento che nei decenni ha cambiato simbologia e tradizioni ma la cui crucialità è rimasta invariata nella vita delle coppie di neo sposini che, idealizzando il momento, caricano di aspettative sé sessi e il partner.
E’ proprio questo uno dei temi principali del film “Viaggi di Nozze” (1995) di Carlo Verdone, in cui vengono raccontate le storie di tre coppie a partire dal giorno del matrimonio e lungo le loro bizzarre e comiche lune di miele, dedicando alcune scene proprio alla fatidica prima notte di nozze: giocosa, deludente, mai consumata.

Nell’Italia dei nostri nonni era solito controllare, attraverso strane tradizioni, l’adempimento delle ragazze alle rigide regole del tempo, tra cui l’astinenza prima del matrimonio. Tra queste usanze ricordiamo: esporre alla portata di amici e parenti il lenzuolo macchiato di sangue a seguito del primo rapporto sessuale consumato dopo il matrimonio. Questa tradizione testimonia l’ignoranza e le scarse conoscenze del tempo facendo dubitare della purezza delle giovani ragazze che, seppur vergini, non presentavano perdita di sangue alla rottura dell’imene. Le lenzuola del primo letto coniugale dovevano essere pregiate, ricamate a mano (talvolta dalla sposa) e mostrate pulite alla suocera prima del matrimonio.

La preparazione del talamo nuziale spettava ad una vergine o alle consuocere che potevano fare riti contro le fatture e il malocchio. Sono bizzarre anche le tradizioni che continuano ad adottare altri paesi del mondo dove alcuni riti sono vere e proprie torture psicologiche oltre che fisiche. Dall’Africa Orientale in cui la zia della sposa deve fare sesso con lo sposo per assicurarsi che sia efficiente nel soddisfare la nipote, all’isola di Guam dove la sposa deve mostrare, allargando le gambe, la propria purezza agli invitati. Fino all’Indonesia, in cui ai due sposi viene quasi impedito di bere e mangiare e completamente vietato di defecare per tre giorni prima del matrimonio per dimostrare di essere disposti a tutto pur di congiungersi.

Oggi, tornando con il focus sul nostro paese, la prima notte di nozze rappresenta ancora una ricorrenza che ha la pretesa d’essere speciale, indimenticabile, romantica, magica, animalesca, più di quanto potrebbe essere un qualsiasi altro giorno. Eppure, nel XXI secolo, sono basse le percentuali di coppie che arrivano al matrimonio senza aver ancora condiviso lo stesso letto o consumato il primo rapporto sessuale. Sembrerebbe quasi che farlo per la prima volta da marito e moglie apporti qualcosa di più all’atto, come se “marito” e “moglie” fossero i protagonisti di un nuovissimo ed eccitante gioco di ruolo.

Internet è pieno di consigli su come rendere indimenticabile la prima notte di nozze, suggerendo escamotage per fare la differenza, ignorando i due grandi potenziali dietro tutto ciò: rendere il sesso più appagante perché diverso o, al contrario, rendere il sesso insoddisfacente, perché poco autentico. In un mare di suggerimenti su come preparare l’atmosfera e che posizione scegliere, il consiglio migliore trovato in rete rimane: attenzione alle aspettative! Sì, perché poco hanno a che fare con la realtà. Una realtà fallibile, fatta anche di stanchezza dopo una lunga giornata, sì d’amore… ma anche di tensione.

 

Sitografia:
https://www.semplicipensieri.it/gli-11-rituali-piu-assurdi-che-vengono-fatti-la-prima-notte-di-nozze/1179/
https://www.matrimonio.com/articoli/prima-notte-di-nozze-leggende-e-realta–c6034
https://www.ordineinfermieribologna.it/2016/sessualita-rapporti-completi-gia-a-16-anni-per-il-70-degli-adolescenti.html

 

 

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