in CINE Forum

recensione a cura del tirocinante Giuliano Salusest

Diretto da Donatella Maiorca, Viol@ è un film ambientato negli anni ’90 che racconta di Marta, una giovane donna di 27 anni che lavora come intervistatrice porta a porta in una società che si occupa di ricerche di mercato. Il film racconta di come un momento di crisi possa portare una persona a sviluppare una dipendenza da internet e nello specifico, da quello che ai giorni nostri definiamo sexting (e/o chat erotica).

La tematica affrontata dalla regista può essere considerata un’anticipazione di questo fenomeno che oggi è più che mai presente sia tra gli adulti, sia tra gli adolescenti e  pre-adolescenti. Il sexting rappresenta lo scambio virtuale di messaggi inerenti la sfera erotica-sessuale, accompagnato dall’invio di immagini del proprio corpo, spesso hard. Questo fenomeno e altri tipi di comportamento sessuale on-line, se adeguati al contesto, possono giocare un ruolo importante tanto nell’esplorazione quanto nella sperimentazione della propria sessualità. Scrivere e inviare foto a tematica sessuale, permette anche di condividere interessi e favorire lo sviluppo di identità sessuali.

Il paragone che emerge tra questo tipo di comportamento e il tema affrontato nel film diventa interessante se si pensa a come la diffusione di internet sia cominciata proprio negli anni ’90 e come, all’inizio, tale fenomeno fosse  limitato a poche persone, per lo più adulti, in quanto i computer stessi non erano certamente diffusi come lo sono adesso. Ciò, tornando al comportamento sessuale on-line, fa sì che, rispetto al passato, la divulgazione di mezzi sempre più tecnologici abbia contribuito ad un notevole aumento del fenomeno, abbracciando una fascia d’età sempre più ampia (basti pensare al successo dei social-network e degli smart-phone).

La storia che viene raccontata da Maiorca, offre, a tal proposito, diversi spunti di riflessione. Sicuramente, come accennato, tale comportamento può arrivare a fungere da supporto e, tal volta, a  facilitare quella che è la relazione di coppia e gli aspetti più intimi della stessa. Ciononostante, come mostrato da Viol@, può diventare qualcosa di cui aver timore, qualcosa da cui si può dipendere e qualcosa di cui potersi pentire. Quando è la parte negativa a prendere il sopravvento, cioè quando “l’utilizzo del mezzo” diventa “abuso del mezzo”, la situazione che ne deriva può diventare nociva per l’individuo e per tutto quello che ruota attorno alla vita dell’individuo stesso. Marta, pur di intrattenere la sua relazione in rete (col nickname di Viol@ appunto), perde di vista ciò che di reale fa parte della sua esistenza: perde il lavoro, perde il suo migliore amico e non vede una relazione reale che è proprio lì, a due passi da lei, ma che non viene recepita, perché Viol@ è ormai “dipendente” da quello che la sua tastiera e la sua fantasia hanno creato per lei. La fantasia, appunto, è un altro aspetto sul quale sembra utile spendere una riflessione.

Infatti, soffermandosi su quello che può essere considerato alla base motivazionale di questo tipo di comportamenti, la fantasia, e quindi tutto ciò che  rende eccitante curioso, affascinante ed intrattenente un qualsiasi pensiero, desiderio e relazione, è da ritenersi cruciale ai fini dell’evolversi del comportamento stesso.
Oggi sono sempre di più gli adolescenti tra i 15 e i 18 anni i protagonisti del sexting, sui quali grava il peso della continua ricerca di popolarità che sembrerebbe contraddistinguere la spinta motivazionale verso questa tipologia di comunicazione. L’abuso del mezzo dunque, rischia di diventare seriamente problematico se consideriamo gli sviluppi negativi a livello sociale familiare e, giudiziario,con la possibilità di  sfociare in ultimo in comportamenti sessuali a rischio, quali il mancato utilizzo di contraccettivi e il fare sesso non protetto.

Condividi

Lascia un commento

Scrivi e poi premi Invio per cercare