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Nel corso della storia della ricerca in psicologia e sessuologia, diverse figure femminili hanno dato contributi fondamentali attraverso le loro ricerche e scoperte. Queste donne hanno sfidato le norme sociali e accademiche del loro tempo, portando avanti studi che hanno rivoluzionato la comprensione della sessualità umana.
Katharine Bement Davis (1860-1935) è stata una pioniera nello studio della sessualità femminile. Fu la prima a scrivere testi riguardanti la masturbazione prima e dopo il matrimonio e vari aspetti del rapporto sessuale. Nel 1917, durante il suo periodo al Bureau of Social Hygiene, coordinò uno studio pionieristico sulla vita sessuale delle donne, che incluse anche le donne omosessuali. Questo studio, il primo del suo genere, esplorò pratiche autoerotiche, frequenza di rapporti sessuali prematrimoniali ed extraconiugali, esperienze omosessuali e uso di contraccettivi. I risultati furono pubblicati nel libro “Factors in the Sex Life of Twenty-Two Hundred Women” (1929), influenzando successivamente il lavoro di Alfred Kinsey.

L’antropologa statunitense Margaret Mead (1901-1978) ha dato un prezioso contributo allo studio della sessuologia attraverso le sue ricerche etnografiche su diverse culture. Nel suo celebre libro “Coming of Age in Samoa” (1928), studiò la vita degli adolescenti samoani, dimostrando come le norme culturali influenzassero lo sviluppo sessuale. La società samoana aveva un approccio più rilassato e permissivo rispetto alla sessualità della società occidentale: questo aspetto metteva anche in discussione l’idea che la turbolenza tipica adolescenziale fosse biologicamente determinata. Nel suo lavoro successivo, “Sex and Temperament in Three Primitive Societies” (1935), Mead esaminò i ruoli di genere in tre società della Nuova Guinea, concludendo che i comportamenti associati alla mascolinità e alla femminilità fossero culturalmente determinati. Ad esempio, presso gli Arapesh, entrambi i sessi erano gentili, collaborativi e non aggressivi, con un forte orientamento alla cura reciproca. In contrasto con gli Arapesh, i Mundugumor erano descritti come una società molto aggressiva e competitiva, sia per gli uomini che per le donne. Entrambi i sessi mostravano tratti di temperamento che, nella cultura occidentale, sarebbero stati considerati maschili.

Virginia Johnson (1925-2013) insieme al collega e marito William Masters, è particolarmente conosciuta per gli studi pionieristici sulla fisiologia della risposta sessuale umana. Entrambi hanno osservato e documentato le reazioni fisiche durante l’eccitazione, il plateau, l’orgasmo e la risoluzione, pubblicando i loro studi nel libro “Human Sexual Response” (1966). Inoltre, svilupparono un approccio terapeutico per trattare i disturbi sessuali, noto come “terapia di coppia”, che combinava tecniche comportamentali e psicologiche per aiutare le coppie a superare problemi come la disfunzione erettile, l’eiaculazione precoce e l’anorgasmia, documentato nel libro “Human Sexual Inadequacy” (1970).
Helen Kaplan (1929-1995), in seguito agli studi di Masters e Johnson, propose un modello trifasico della risposta sessuale umana, aggiungendo il desiderio sessuale come fase cruciale. Sviluppò una Terapia Sessuale Focalizzata sul Desiderio, introducendo il concetto di disturbo del desiderio sessuale ipoattivo. Kaplan integrò la psicoanalisi con la terapia comportamentale per trattare i disturbi sessuali, esplorando le cause profonde del problema mentre affrontava i sintomi con tecniche comportamentali. Questo approccio più completo ha rivoluzionato il trattamento delle disfunzioni sessuali.

Nel 2000, Rosemary Basson propose un modello ciclico di risposta sessuale femminile. La sua principale novità consisteva nel fatto che, per molte donne, il desiderio sessuale non rappresenta sempre il punto di partenza per l’attività sessuale ma può emergere da sensazioni di intimità emotiva. Questo concetto di desiderio responsivo, contrapposto a quello spontaneo, rifletteva una comprensione più complessa della sessualità femminile. Basson sottolineò l’importanza del contesto relazionale ed emozionale, evidenziando che fattori come l’intimità emotiva e la connessione con il partner fossero rilevanti per la risposta sessuale delle donne.
I lavori di queste ricercatrici non solo hanno migliorato la comprensione teorica della sessualità, ma hanno anche avuto un impatto pratico significativo, informando e migliorando le tecniche terapeutiche per affrontare le disfunzioni sessuali.

 

Tutor: Maurizio Leuzzi
Tirocinante: Ilaria Peroni

 

Sitografia
https://feministvoices.com/profiles/katharine-bement-davis

Margaret Mead: antropologa statunitense pioniera degli studi di genere


https://www.psicolinea.it/margaret-mead/

SESSUOLOGIA


https://www.siams.info/androwiki/fisiologia-della-sessualita-femminile/

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