La difallia, condizione rara caratterizzata dalla presenza di due peni, rappresenta un’anomalia anatomica che sfida il concetto di “norma corporea”. In ambito sessuologico, essa diventa punto di partenza per riflettere su come il corpo “diverso” venga erotizzato, spettacolarizzato o rimosso attraverso processi di feticizzazione.
Nel saggio “Fetishism” (1927), Freud interpreta il feticismo come un meccanismo difensivo di disconoscimento (verleugnung-negazione) della minaccia della castrazione. Il bambino, dinanzi alla scoperta dell’assenza del pene nella madre, produce un oggetto feticcio per negare simbolicamente tale mancanza. In questa ottica, il feticismo è una forma di sostituzione simbolica della differenza sessuale (Freud, 1927).
Alan Bass, in continuità con Derrida, propone una generalizzazione del feticismo che non riguarda solo l’oggetto erotico, ma l’intero rapporto dell’individuo con la realtà e la differenza. Secondo Bass, il feticismo implica una scissione tra registrazione e rifiuto della realtà, dove la differenza non viene integrata ma neutralizzata attraverso fantasie di opposizione rigida (Bass & Anders, 2007). Questo è evidente nella rappresentazione di corpi “eccezionali”, come quello di una persona con difallia, in quanto ciò che eccede la norma viene insieme riconosciuto ed espulso, desiderato e negato.
Nel quadro teorico di Judith Butler, soprattutto in “Bodies that matter” (Butler, 1993), il corpo non è una realtà neutra, ma un prodotto discorsivo, materializzato attraverso pratiche di potere che lo rendono leggibile. Il corpo “normale” è quello che si conforma alle aspettative del binarismo sessuale e dell’unità fallica. Corpi che non si allineano a questa norma, come nel caso della difallia, diventano “abietti”, ovvero corpi esclusi ma fondamentali per definire ciò che è accettabile. La feticizzazione di tali corpi non li reintegra nella norma, ma li riduce a spettacolo erotico, privandoli di soggettività e restituendoli come oggetti di desiderio deviato. L’anomalia genitale viene così reificata e “performata” in contesti pornografici o social media, come dimostra il caso noto di “DoubleDickDude”, divenuto celebre nel web per la sua condizione.
Il feticismo, nella visione freudiana classica, nasce dal rifiuto di una mancanza (la castrazione) che viene colmata con un oggetto feticcio. Tuttavia, come nota Bass (2007), la castrazione stessa è una fantasia, e quindi il feticismo si muove tra due fantasie fallocentriche opposte: quella del fallo presente e quella del fallo assente. Da qui deriva il concetto di “fallogocentrismo” elaborato da Derrida, ossia un sistema che organizza la realtà secondo presenze/assenze binarie, applicate anche al corpo.
La difallia infrange radicalmente la logica binaria dominante; in quanto, non rappresenta una mancanza, bensì un’eccedenza anatomica. Questa eccedenza, tuttavia, non viene accolta come variabilità corporea, ma ridotta a oggetto di feticizzazione, spettacolarizzazione o esclusione. Il corpo duplicato assume così una posizione ambigua, oscillando tra il desiderabile e il mostruoso, tra l’eccezione erotica e la patologia clinica. Tale ambivalenza mette in discussione l’ordine simbolico che struttura il desiderio e definisce la norma. La feticizzazione delle differenze corporee è un processo complesso, che ha radici profonde nella struttura del desiderio e nelle norme culturali che definiscono il corpo sessuato. La difallia, nella sua eccezionalità, offre una lente privilegiata per osservare come la sessualità sia costantemente costruita sulla base di ciò che viene escluso. Freud, Bass e Butler, da prospettive diverse, ci mostrano che il corpo feticizzato non è semplicemente erotizzato, ma è anche un prodotto di esclusione normativa. La sessuologia contemporanea è chiamata ad affrontare queste tensioni, riconoscendo i corpi nella loro pluralità e smascherando le logiche che li riducono a oggetti.
TIROCINANTE: AURORA CANNIZZARO
TUTOR: MAURIZIO LEUZZI
BIBLIOGRAFIA:
Bass, A., & Anders, E. W. (2007). Psicoanalisi e differenza: la generalizzazione del feticismo. Journal of European Psychoanalysis, (24).
Butler, J. (1993). Bodies that matter: On the discursive limits of sex. Routledge.
Freud, S. (1927). Fetishism. In Collected papers (Vol. 5). The Hogarth Press.
Stanford Encyclopedia of Philosophy. (2024). Prospettive femministe sul corpo.



