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La sessualità umana è un fenomeno complesso che scaturisce dall’interazione tra processi biologici e psicologici. Solo recentemente, grazie all’avvento delle neuroscienze e delle tecniche di neuroimaging (come fMRI e PET), è stato possibile mappare i circuiti cerebrali coinvolti. Questi studi hanno dimostrato che l’eccitazione sessuale non dipende da una singola area isolata, ma dall’integrazione di vaste reti neurali deputate all’elaborazione sensoriale, emotiva, motivazionale e cognitiva.
Una meta-analisi di studi condotti tra il 1994 e il 2010 conferma che l’eccitazione e l’orgasmo attivano un mosaico di regioni corticali e sottocorticali. A livello corticale, spiccano l’insula, la corteccia cingolata anteriore e le aree orbitofrontali e prefrontali; a livello profondo, giocano un ruolo chiave l’ipotalamo, il talamo, l’amigdala e il sistema della ricompensa (VTA e substantia nigra).
Emergono inoltre interessanti differenze e analogie biologiche: negli uomini, gli stimoli visivi attivano prevalentemente l’amigdala e il talamo, indipendentemente dall’orientamento sessuale. Un dato peculiare dell’orgasmo maschile è la disinibizione corticale: durante l’acme, si osserva una drastica riduzione dell’attività nella corteccia prefrontale, suggerendo un temporaneo calo del controllo cognitivo.
Il comportamento sessuale segue il ciclo dei piaceri fondamentali, articolandosi in tre fasi: wanting (desiderio/motivazione), liking (eccitazione/godimento) e satiety (sazietà post-orgasmica). Sebbene il piacere sessuale condivida basi neurali con altri rinforzi primari come il cibo, la fase di sazietà rimane la meno esplorata a causa della scarsità di dati.
Studi PET eseguiti durante l’eiaculazione hanno rilevato una forte attivazione della formazione reticolare e del cervelletto, quest’ultimo coinvolto non solo nel coordinamento motorio, ma anche nell’integrazione emotiva. Al contrario, si osserva una riduzione dell’attività dell’amigdala, diversamente da quanto rilevato in alcuni modelli animali. In sintesi, l’orgasmo non risiede in un “centro” specifico, ma è il risultato di una tempesta sensoriale coordinata che coinvolge l’intero asse cerebrale.
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https://doi.org/10.1016/j.neubiorev.2012.03.006 - Immagine creata con Gemini.



