Sessualità in gravidanza, false credenze ed elisir di coppia

Aspettare un bambino è un evento carico di timori, aspettative e nuove sensazioni che invadono totalmente la vita di una coppia. Nella donna avvengono dei cambiamenti fisiologici e psicologici di notevole importanza; è un momento della vita che può essere paragonato ad una fase critica, alla stregua della pubertà o della menopausa (Jannini et al., 2007). Allo stesso modo, anche l’uomo si prepara ad affrontare un importante cambiamento, per cui è la coppia stessa che vive una sorta crisi e intraprende un percorso che la porterà ad un nuova fase della vita. Frequentemente, l’attenzione è rivolta principalmente alle future madri. Viene dato un notevole risalto agli aspetto medici, al parto, al puerperio e all’allattamento, ciò che invece viene trascurato quasi totalmente è la sessualità (Coluccini, 2016). Di questo argomento se ne parla pochissimo, eppure la sessualità nella vita di una coppia è un aspetto centrale, perché non dovrebbe esserlo anche in questa fase di attesa? Molto spesso le coppie interrompono i rapporti sessuali durante il periodo di gestazione, un errore da non sottovalutare, soprattutto se non sono presenti reali controindicazioni mediche. La sessualità è una componente multidimensionale del funzionamento di ogni individuo che porta con sé la necessità di intimità, amore e relazione con l’altro. Nella sessualità rientrano, oltre all’atto sessuale, anche le sensazioni, le emozioni, il gioco, la relazione, la comunicazione, lo scambio di piacere e l’intimità. Tuttavia, per motivi legati alla non conoscenza, falsi pregiudizi e false credenze, molto spesso, quando si aspetta un bambino l’aspetto sessuale viene messo in standby. Nonostante sia stato dimostrato il contrario, ancora oggi la convinzione più diffusa è che il rapporto sessuale possa, in qualche modo, far male al nascituro. In poche parole ci si trova in un lungo e non fisiologico silenzio sessuale, che in alcuni casi diventa motivo di disfunzioni, e che determina una traumatica interruzione dell’unità della coppia (Jannini et al., 2007). Una delle caratteristiche degli scarsi studi effettuati sull’argomento è il focalizzarsi quasi esclusivamente sulla donna. Il ruolo del padre sembra non trovare spazio in questa nuova dimensione. Al contrario può invece accadere che i meccanismi di identificazione del partner con la sua compagna in stato di gravidanza siano particolarmente intensi e quindi possano portare ad un forte coinvolgimento del futuro papà. Gli uomini che vivono il percorso della paternità, subiscono una profonda trasformazione legata sia ad aspetti psicologici sia ai grandi cambiamenti di vita (Coluccini, 2016). Tra i pregiudizi e le false credenze presenti all’interno dell’immaginario sessuale delle coppie in dolce attesa i più ricorrenti riguardano la perdita di interesse sessuale da parte delle donne incinte, oppure che siano gli uomini a perdere attrazione sessuale nei confronti delle future mamme. Un’altra credenza è legata alla convinzione che le donne gravide non riescano ad avere orgasmi o ancora che il rapporto sessuale praticato nei primi mesi di gravidanza possa essere pericoloso e addirittura abortivo; per non parlare di alcune singolari convinzioni legate al presunto ruolo dello sperma che possa in qualche modo essere ingerito dal nascituro (Cafaro, 1988; Cappato et al., 1996). Uno dei lavori di ricerca più importanti in sessuologia è quello di Masters e Johnson (1966). Grazie alle loro osservazioni è stato possibile ottenere dati scientifici confermati poi dalle più recenti ricerche condotte su donne in stato di gravidanza (Panzeri et al., 2006). Le varie fasi della gravidanza portano necessariamente molteplici cambiamenti fisiologici che influenzano anche tutta la sfera della sessualità. Ciò che accade generalmente nel primo trimestre, è una diminuzione del desiderio e della soddisfazione sessuale. Questo sembra essere legato principalmente allo stato fisico delle prime fasi della gravidanza, che vedono molto spesso l’insorgere di nausea, astenia e sonnolenza, ma anche a motivi legati al timore di ledere il feto durante il coito. Nel secondo trimestre vi è un miglioramento della vita sessuale in tutte le sue componenti. Masters e Johnson (1966) hanno riscontrato un forte aumento dell’irrorazione sanguigna degli organi genitali e una marcata vascolarizzazione della zona del bacino, soprattutto quando si sovrappone la risposta fisiologica alla stimolazione sessuale. In questo periodo aumentano i livelli di tensione sessuale, condizione che si protrae fino agli ultimi stadi della gravidanza, insieme ad un aumento della lubrificazione vaginale che risulta essere più rapida e diffusa (Masters & Johnson, 1966). Nel terzo trimestre spesso vi è una riduzione della vita sessuale, di solito legata a consigli medici o alle difficoltà più comuni come la pienezza addominale, la fatica, l’aumento di peso o i dolori lombari (Panzeri et al., 2006). Sembra evidente che molte delle cause che portano ad una diminuzione della frequenza e anche della qualità del rapporto sessuale siano legate a fattori che vanno al di là dello stato fisico. L’esperienza della gravidanza porta la donna a sperimentare una percezione completamente diversa del proprio corpo che ogni giorno si modifica inesorabilmente fino al momento del parto e anche dopo! Una delle esperienze più interessanti che una coppia possa fare è proprio andare alla scoperta di un nuovo corpo e una nuova sessualità in un momento decisivo come la gravidanza. Superate le prime fasi di malessere, si può trovare con il partner un nuovo entusiasmante equilibrio e scoprire una nuova sessualità che potrà donare alla coppia inesplorati piaceri da condividere. Spesso vivere la sessualità in gravidanza porta a migliorarne la qualità, sia durante questa fase che dopo la nascita del bambino, periodo in cui la coppia si trova a dover ricercare un nuovo equilibrio nella triade familiare. Di fondamentale importanza è la comunicazione tra i partner che spesso fa diminuire l’ansia, fa condividere ed esternare i timori e sicuramente aiuta a superare piccoli ostacoli logistici nei momenti di intimità. Ad esempio il trovare e scoprire “insieme” posizioni che possano evitare schiacciamenti al ventre porta a sperimentate possibilità che spesso alimentano la curiosità e mantengono viva la relazione di coppia. La sessualità in gravidanza dunque può considerarsi un vero e proprio elisir per la relazione di coppia e non un ostacolo o un qualcosa da allontanare o accantonare; un’occasione d’oro, insomma, per creare una nuova dimensione dell’intimità della coppia stessa.

Tirocinante: Emanuela D’Alessio

Tutor: Attanasio Margherita

Riferimenti bibliografici

Cafaro C. (1988). Sessualità in Gravidanza. I Rapporto ASPER, Educazione e Comportamento Sessuale dei Giovani in Italia, Asper-age, Città di Castella. , in Panzeri, M., Donà, M.A., Cusinato, M. (2006). La sessualità della coppia nel ciclo di vita familiare. Rivista di Sessuologia, 30, 93-97.

Cappato M., Pasini B., Pellegrini E., Tommaselli G. (1996). “Sessualità e Gravidanza”, Rivista di Sessuologia, in Panzeri, M., Donà, M.A., Cusinato, M. (2006). La sessualità della coppia nel ciclo di vita familiare. Rivista di Sessuologia, 30, 93-97.

Coluccini F. (2016) “La sessualità in gravidanza. Un progetto di educazione sessuale per coppie in attesa”. Rivista Elementi di sessuologia

Jannini E. A., Lenzi A., Maggi M. A. (2007) “Sessuologia medica. Trattato di psicosessuologia e medicina della sessualità”. Milano, Elsevier Masson

Masters, W. & Johnson, V. (1966). “L’atto sessuale nell’uomo e nella donna”. Milano, Feltrinelli

Panzeri, M., Donà, M.A., Cusinato, M. (2006). La sessualità della coppia nel ciclo di vita familiare. Rivista di Sessuologia, 30, 93-97.

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