Caning: quando la sculacciata è un gioco troppo tenero

BDSM. No, non stiamo parlando di una nuova droga sintetica, bensì di una sigla che identifica una vasta gamma di pratiche erotiche che fanno del dolore, dell’umiliazione e del disequilibrio di potere tra due partner consenzienti le parole d’ordine per trarre piacere e soddisfazione sessuale.

Acronimo per Bondage e Disciplina (BD), Dominazione e Sottomissione (DS), Sadismo e Masochismo (SM), il BDSM è conosciuto ai più negli ultimi anni anche grazie alla pubblicazione -e alla successiva trasposizione cinematografica- del libro della scrittrice inglese E.L. James “Cinquanta sfumature di grigio”, in cui un affascinante amante di pratiche sadomaso trascina nella sua cosiddetta “stanza dei giochi” un’innocente signorina Steele iniziandola  ad una pratica erotica che fa di dolore e piacere binomio imprescindibile e trascinando la curiosità di migliaia di lettori e di un più vasto pubblico in questo mondo.

Secondo il sito Gabbia, uno dei più specializzati in materia, tra le pratiche erotiche della BDSM il caning è certamente una delle più note ed esercitate.
Quando la classica sculacciata, infatti, sembra non bastare più né ai dominatori, né ai loro sottomessi, ecco che gli amanti della BDSM si armano di cane, parola inglese che si pronuncia Kein ed indica una canna, ovvero una bacchetta di diversi materiali utilizzata per bastonare le natiche o la parte alta delle cosce del sottomesso.

Dal terrore di una punizione corporale, all’eccitazione in camera da letto 

Il caning, letteralmente “bastonatura”, nasce in realtà in ambito educativo e soprattutto nel mondo  asiatico ed anglosassone, dove veniva utilizzata come pratica punitiva in scuole, collegi e famiglie: più indisciplinata l’infrazione, più colpi di canna sulle natiche o sulle mani del colpevole!

E se in epoca vittoriana costituiva il terrore dei malcapitati trasgressori delle regole, in tempi 2.0 costituisce un gioco erotico definito particolarmente eccitante da chi lo pratica, in grado di regalare emozioni forti ad entrambi i partner coinvolti: il dominatore, master o mistress che sia, prende dunque a colpi di canna il sottomesso consenziente, in gergo slave, bastonandolo –cane alla mano!- con un numero di colpi variabili concentrati prevalentemente sulle natiche e lasciando segni visibili sul corpo.

L’umiliazione erotica che ne deriva, e di cui si può leggere nelle tante comunità online in cui gli habituè di pratiche BDSM si scambiano consigli utili e raccontano fin nei minimi dettagli le loro performance, fa sì che il caning sia ad oggi una delle fantasie sessuali più sperimentate, tanto che MySecretCase, sito numero uno in Italia nella vendita di sexy toys, lo piazza direttamente sul podio secondo solo al Bondage.

 Caning in sicurezza: i consigli delle communities virtuali

Anche il caning, come tutte le pratiche BDSM, ha le sue regole e soprattutto una sua etica!
David Stain, attivista in tema, nel 1984 conia infatti la formula SSC, ovvero “Sicuro, Sano e Consensuale”.

Il caning non fa eccezione: il fine ultimo resta il benessere di tutti. Fioccano quindi sul web una serie di consigli utili per praticarlo nel migliore dei modi.

Per una punizione corporale ideale focus dunque sullo strumento! Il cane utilizzato dev’essere:

 – flessibile, così da avvolgere le natiche;

 – elastico, per rimbalzare ottimamente su quest’ultime e poi riprendere facilmente la sua struttura lineare;

 – ben manovrabile, in modo da direzionarlo nel punto esatto in cui lo si vuole far arrivare, cercando di non sovrapporre i colpi.

E affinché abbia in sé queste tre fondamentali caratteristiche, essenziale è il materiale della canna.  Pochi i dubbi in questione per i più grandi amanti della pratica: bocciato il bambù, troppo rigido e fragile e promosso a pieni voti il Rattan.
Per quanto concerne invece le dimensioni: perfetto un diametro tra i 6 e gli 8 centimetri, mentre la lunghezza variabile dagli 80 centimetri al metro.

Attenzione poi al numero di colpi! Vanno somministrati di diritto e di rovescio in numero uguale ed inferti a multipli di 6 e 12, senza mai superare i 36. Questo per creare linee rosse a binario ben visibili e piacevoli a detta degli habituè, senza sfociare in ematomi viola o addirittura lacerare la pelle.
Vanno inoltre distanziati di diversi secondi, così da permettere al sottomesso di godere della sensazione di ogni singolo colpo e del pizzicore che ne deriva e al dominatore di vederne i risultati, ponderando così se la forza applicata sia ottimale o modificandola qualora  risultasse troppo debole o eccessiva.
Sulla posizione migliore del sottomesso, infine, si concorda optando per quella comoda, stesa con la pancia ben appoggiata su una superficie piana, cercando di mantenere il corpo rilassato.

Insomma: ben lungi dall’erotismo glamour del cinema,  l’uso del cane sembra una vera e propria disciplina e, come tale, richiede parecchio allenamento per un uso corretto e per ottenere il massimo del piacere.

 

A cura del tirocinante IISS: Fausto Maria Bonifacio

Tutor: Davide Silvestri

Sitografia

www.gabbia.com

www.mysecretcase.com

 www.diredonna.it

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