Che cos’è il “Chemsex”?

Il termine Chemsex si riferisce ad attività sessuali in cui uomini gay o bisessuali utilizzano farmaci e droghe per facilitare il sesso con altri. In una capitale europea come Londra il fenomeno viene chiamato anche “party and play”, si protrae per notti intere, ed è talmente diffuso da aver portato due documentaristi inglesi a girare un film, Chemsex, interamente ambientato negli ambienti gay londinesi dove questa pratica è comune. Tale fenomeno raggiunge normalmente gli occhi del pubblico, quando qualcosa va storto. Nei mesi passati anche in Italia abbiamo assistito ad un episodio di cronaca in cui è morto un ragazzo romano di 23 anni: Luca Varani. Il chemsex è stato analizzato da Adam Bourne, docente di sanità pubblica presso la London School of Hygiene & Tropical Medicine. Nel suo studio ha evidenziato come Grindr (applicazione prevalentemente usata dagli uomini omosessuali) ha reso più facile la ricerca di partner o gruppi di partner per organizzare uno chemsex. Le parole chiave utilizzate sono: “chemsex”, “chemfun”, “party e play” o “P & P”. Quali droghe vengono utilizzate? Nella ricerca inglese è emerso che durante i chemsex si fa uso di una miscela dei seguenti farmaci: – Mefedrone (noto anche come Meow Meow): è una sostanza simile all’anfetamina che rende gli utenti più euforici e affettuosi, iperstimolando, però, il cuore e il sistema nervoso; – GHB / GBL : questi due farmaci, strettamente correlati, hanno un effetto rilassante che riduce le inibizioni degli utenti. Possono essere molto pericolosi se mescolato l’alcool; – Metamfetamina (noto anche come crystal meth): tale sostanza rende gli utenti eccitati e pieni di energia. Queste tre sostanze, specialmente in combinazione, rendono difficile il raggiungimento dell’orgasmo ma, allo stesso tempo, mantengono alta l’eccitazione consentendo a chi ne fa uso di rimanere svegli per giorni. Il chemsex è pericoloso? Come in qualsiasi situazione in cui si fa uso illegale di droghe, il chemsex è rischioso dal momento in cui si assumono sostanze che hanno effetti importanti sul corpo. A questo si aggiunge che l’uso di farmaci e droghe, specialmente in feste a sfondo sessuale, rendono più probabile la possibilità di fare sesso non protetto. E’ innegabile che l’attrazione iniziale per la scena chemsex è data dal fatto che assumere farmaci rende l’esperienza sessuale più intensa. Ma oltre alle droghe, che cosa convince le persone ad avvicinarsi a tali feste? In un recente studio londinese sul chemsex a cura del Professor Rusi Jaspal dell’Università De Montfort è emerso che oltre due terzi dei partecipanti cerca di migliorare il proprio senso di connessione con il partner sessuale. Alcuni uomini, infatti, possono percepire un maggiore coinvolgimento in una situazione di chemsex piuttosto che nella vita di tutti i giorni. Il problema principale è legato al silenzio e allo stigma associati a tale fenomeno che possono impedire ai partecipanti di chiedere aiuto, al punto da sentirsi risucchiati in un mondo in cui le droghe e il sesso la fanno da padroni.

Sitografia:

http://www.newstatesman.com/politics/health/2016/04/what-chemsex-and-how-worried-should-we-be

http://www.vice.com/read/whats-behind-the-rise-of-chemsex-902

http://247.libero.it/focus/35146958/0/-vi-racconto-cosa-succede-davvero-nei-party-chem-sex/

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2016/03/09/omicidio-varani-vi-racconto-che-cosa-avviene-nei-chemsex-party/491687/

 

Tutor: Francesca Mamo

 

A cura dei tirocinanti IISS:

Francesca Picardi

Giuseppe Massaro

Laetitia Bollinger

Valentina Arachi

Veronica Fiore

Alessandro Petroni

Besarta Taci

Sara Sellaro

Bibiana Calì

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