Chemsex: “Il sesso stupefacente”

Il Chemsex viene denominato anche “chimical sex” (sesso chimico) e rappresenta il sesso “sotto l’effetto delle droghe”. Si è sviluppato in primis in Europa e nello specifico in Inghilterra, a Londra. È una pratica che viene effettuata in gruppo prevalentemente tra uomini (etero, omo, bisex,) che sono soliti fare uso di sostanze stupefacenti che vengono ricercate e acquistate tramite internet.

Di solito, le sessioni a cui partecipano durano diversi giorni durante le quali i partecipanti interrompono tutte le attività quotidiane, in particolar modo quelle vitali come mangiare e dormire (http://www.itardd.org/2017/01/31/chemsex/). Come ogni pratica sessuale anche il Chemsex può diventare estremo come quando le sessioni vengono prolungate per circa una settimana (http://www.itardd.org/2017/01/31/chemsex) e i partecipanti mettono in atto comportamenti volti ad infettare sessualmente gli altri membri del gruppo (fare sesso sotto effetto di droghe comporta innumerevoli rischi come appunto il contrarre malattie sessualmente trasmissibili, HIV, epatiti, etc) (ibidem).

Quando si mescolano droghe e sesso il soggetto può arrivare ad una perdita del controllo e della lucidità fino alla completa inconsapevolezza di quello che sta accadendo in quella precisa situazione. Nel Chemsex la cosa più importante da tenere in considerazione è la motivazione (desiderio reale di avere rapporti sessuali) che spinge questi soggetti a fare sesso sotto l’effetto di stupefacenti, la quale è differente dal rapporto sessuale che avviene in seguito all’uso di sostanze.

Il Chemsex pur restando una pratica estesa ad ogni orientamento sessuale, Giulio Maria Corbelli vice presidente dell’Associazione Plus Onlus, lo descrive come:

« Un modo per ritrovarsi. Il chemsex è diverso dal rimorchiare in discoteca – dove pure quelle sostanze sono comuni – perché supera il culto dell’immagine che c’è in discoteca o in altre forme di socializzazione gay. Il chemsex viene letto da alcuni come una reazione al senso di esclusione che è possibile provare nell’ambiente gay, da altri come una moda» (http://www.stateofmind.it/2016/11/chemsex/).

Cinque sono le sostanze che vengono utilizzate dagli individui che praticano chemsex e sono: mefredone, metamfetamina (crystalmeth), il popper, la cocaina e il GHB/GBL (droga dello stupro). Oltre a queste vengono utilizzate altre sostanze come il Viagra assunte tramite “slamming” (per via endovenosa).

Di seguito verranno riportate alcune storie prese dal sito “Casual Sex Project” (http://casualsexproject.com). L’ideatrice di tale sito è la psicologa e ricercatrice statunitense Zhana Vrangalova, la quale ha voluto raccogliere testimonianze da tutto il mondo legate al fenomeno del Chemsex (verificatesi all’interno di bar, centri benessere, casolari di campagna) in forma anonima. Nelle storie riportate risulterà evidente come le droghe ricopriranno il ruolo principale.

LA STORIA DI ALESSANDRO

«Ho 34 anni e ho lasciato Madrid per trasferirmi a Londra a causa della situazione economica spagnola. Uscivo da una relazione traumatica che volevo lasciarmi alle spalle. Arrivato a Londra ho fatto ciò che sono solito fare come gay – usare Grindr, cercare compagnia e divertimento. Senza ingenuità – sapevo esattamente cosa stavo facendo – ho iniziato a incontrare ragazzi per fare sesso, andare a ballare e prendere droghe. […] Il paletto che mi ero messo era di non prendere mai la meth. Ma alla fine la meth è arrivata a causa del sesso. La gente la usava sempre ai festini e l’ho provata anch’io. Mi attirava, ero da solo e volevo sentirmi parte del gruppo ed eccitato come gli altri. Ma mi ha creato dipendenza come nessun’altra droga prima.

La mia vita era diventata un continuo drogarsi, andare a ballare e andare ai festini. A volte mi è capitato di non riuscire a dormire per 8 giorni. Era party e sesso non stop da martedì a sabato. Un anno è trascorso così.

[…] Non riuscivo più a fare sesso senza droghe. Lo rendono più intenso, senza limiti, ma anche senza rispetto per l’altro. Pensi solo al tuo piacere. Cerchi sempre esperienze più forti: sesso non protetto, più selvaggio, più estremo. Fare sesso senza droghe è davvero difficile e ho dovuto resettare i miei gusti. Avevo bisogno di uno stimolo più alto per sentire qualcosa. Ormai sono sette mesi e mezzo dall’ultima volta che ho fatto sesso con le droghe e devo imparare di nuovo che cosa è l’intimità. Ma se non avessi smesso di usare la meth credo che avrei ucciso qualcuno, o me stesso» (http://casualsexproject.com).

DIEGO: UN RAGAZZO GAY DI 22 ANNI A LONDRA

«[…] ho cominciato a diventare dipendente dal meth, e per me ogni weekend iniziava il giovedì e finiva la domenica. Usavo anche una droga che faceva venire voglia di fare sesso: il GHB, la “droga dello stupro”. La compravo per 5 o 6 sterline, costava meno dell’alcol. Con quel mix di droga provavo pulsioni sessuali pressanti, addirittura verso persone dell’altro sesso, nonostante io sia omosessuale. Spendevo 200 o 300 euro a weekend, che mi facevano sentire completamente fuori fino a sperimentare la sensazione di morire. Ci si dimentica di bere e di mangiare. Il corpo sembra non esistere più. Ci si desensibilizza.[…] Ero dimagrito di 15 chili. Poi sono tornato in Italia e, a Milano, sono riuscito a trovare il meth. Ho continuato con i festini fino a Capodanno del 2012: a un certo punto mi sono guardato attorno e ho visto gente buttata a terra, in stato quasi comatoso. Poi uno mi ha messo le mani al collo. Ho percepito una sensazione di pericolo e ho deciso di smettere» (http://casualsexproject.com)

In conclusione chi si avvicina a questa pratica deve avere ben chiari i rischi a cui va incontro ed è opportuno che i giovani prendano coscienza del fenomeno. Ad oggi esistono strutture sanitarie pubbliche le quali forniscono informazioni sugli effetti dell’uso di droghe del sesso, ma non esistono interventi mirati e progetti ad hoc per questa problematica (http://www.itardd.org/2017/01/31/chemsex/).

TIROCINANTE: Masiello Damiana

TUTOR: Fabiana Salucci

Sitografia:

(http://www.itardd.org/2017/01/31/chemsex/)

(http://www.stateofmind.it/2016/11/chemsex/)

(http://casualsexproject.com)

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