in Sexlog

La lotta femminista non si è mai fermata, nonostante le sue discordie e scissioni anche all’interno dello stesso movimento, e nel 2020 possiamo assistere ancora al lento cambiamento che vede la donna protagonista della sua sessualità. Ilaria Consolo nel suo libro “Il piacere femminile: scoprire, sperimentare e vivere la sessualità” (Consolo I., 2017) ci ricorda come «oggi possiamo anche apprezzare il punto di vista delle donne sul proprio genere di appartenenza, dopo che per secoli esse sono state raccontate e studiate esclusivamente dagli uomini.»

 Erika Lust -pseudonimo di Erika Hallqvist- apporta il suo contributo sociale alla coesistenza di realtà molto diverse tra loro grazie all’affermazione di tutto ciò che NON è eteronormativo e fallocentrico, dandone ugualmente e giustamente risalto, affinché le minoranze possano vivere armoniosamente all’interno della società globale.

«Who is Erika Lust?» è la domanda che appare all’inizio del video di presentazione pubblicato sul suo sito internet erikalust.com, dove possiamo fare un giro come se fossimo all’esposizione della galleria delle sue opere da ammirare e acquistare. Ella è una regista, scrittrice e blogger svedese di film per adulti indipendenti sexpositive e di saggi e articoli su argomenti comuni. Ha studiato Scienze Politiche e quelli che, anche in Italia, vengono chiamati Gender Studies. Vive e lavora a Barcellona con la sinergica collaborazione di altri filmmakers del suo stesso pensiero. Ispirata da Linda Williams, soprattutto dal suo libro “Hard Core: Power, Pleasure and the Frenzy of the Visible” (Williams L. 1999), dove si discute riguardo la pornografia, il femminismo e gli effetti che il porno ha sulla società, Erika decide di produrre dei propri film pornografici per dare sempre più visibilità e disponibilità a un’alternativa diversa dal genere mainstream, il quale non la fa sentire a suo agio.

Il suo progetto più grande, si chiama “XConfessions by you and Erika Lust”. Con questo dà la possibilità, attraverso il suo sito internet, di pubblicare anonimamente i propri desideri e fantasie sessuali, in modo tale che tutt* possano leggerli e vedere in seguito come la regista dà loro vita attraverso i suoi cortometraggi. Inoltre questa sua mission è finanziata da un crowdfunding che testimonia l’urgenza della problematica di orientamento e, dunque, di prospettiva, sia di genere che sessuale, nel cinema hard.

Le agenzie di produzione pornografica si sono nel tempo adattate alla richiesta di un pubblico che non va più nelle sale cinematografiche a luci rosse, ormai inesistenti, e quindi investono soltanto su videoclip pronti per essere consumati principalmente da persone di fronte un dispositivo, probabilmente già con la mano dentro i pantaloni. Si tratta principalmente di ‘pantaloni’ maschili, data la lunga storia di sottomissione delle donne che, nella maggioranza dei casi si trovano tutt’oggi a non conoscere il proprio corpo e il proprio piacere. Ma i tempi stanno cambiando e le statistiche dei principali siti pornografici indicano un aumento delle visualizzazioni da parte del genere femminile. La morale che considera oscena la visione e la produzione di pornografia si sta realmente trasformando, ma ciò che manca ancora è l’accessibilità ad una pornoeducazione destinata ad entrambi i sessi, e non solo, ma anche al mondo queer.

Il progetto della Lust è stato capace di dare voce a un caleidoscopio di fantasie, certamente le più intime, grazie all’anonimato, di ogni genere di persona e di coppia. Nei suoi cortometraggi infatti, che superano il centinaio ormai, divisi per volumi, si possono vedere innumerevoli pratiche sessuali e sensuali kinky, il BDSM, rapporti LGBTQIA+, threesome, orge, giochi di ruolo, scambismo, l’uso dei sextoys, stimolazioni sensoriali col focus del piacere su tutto il corpo e tanto altro.

Erika, con il suo postporno, si propone di lavorare su quattro principi, che sono: 1) L’importanza del piacere delle donne; 2) I film per adulti possono avere dei valori cinematografici; 3) C’è bisogno di maggiore diversificazione per quanto concerne l’età, le corporature e le etnie; 4) Il processo produttivo deve essere etico. Niente di più delizioso, a mio avviso, soprattutto perché, attraverso le immagini di corpi tutti diversi tra loro, dal colore alla taglia, dai tatuaggi ai piercing, con una valorizzazione di quelli che chiameremmo ‘difetti’ e senza quindi la conformità al modello estetico odierno che favorisce lo sviluppo di varie forme di patologie -le principali quelle alimentari- si favorisce l’accettazione di se stess* e si prevengono le discriminazioni.

Tutto ciò che si può desiderare dal cinema in fondo è sognare, per poi desiderare, e questo è valido in tutti i generi cinematografici, anche in quello erotico-pornografico. È con quest’ottica che vanno viste le opere d’autore di Erika Lust, da guardare sia quando si è da sol* che in compagnia, augurandoci che il postporno in Italia non sarà più elitario e che diventi un modello di integrazione tra erotismo e pornografia. A questo proposito è doveroso citare il lavoro italiano di Valentine aka Fluida Wolf (2020) “Postporno. Corpi liberi di sperimentare per sovvertire gli immaginari sessuali”.

Una modalità molto utile in psicoterapia di coppia è proprio la visione di materiale pornografico, al fine di facilitare un contatto consapevole con i propri desideri sessuali e con quelli del partner. E perché dunque non sperimentarsi direttamente anche in «[…] Un gioco che si ispira al porno ma che può essere messo in pratica da tutte», come ci ricorda ancora Ilaria Consolo, (Consolo I., 2017), «per divertirsi e mostrare un’angolazione diversa dell’esperienza erotica femminile, [e che] potrebbe intitolarsi “Come insegnare agli uomini il piacere femminile utilizzando la videocamera”.»? E addirittura, per estensione, perché non indirizzarlo  a tutti coloro che vogliono allenarsi nel comunicare all’altro le proprie personali modalità di godimento e le proprie fantasie da voler realizzare? Anche perché questo gioco consente prima di tutto di scoprire se stessi e poi l’altro. «Quindi, armatevi di videocamera e, se volete, provate a filmarvi assecondando l’ispirazione del momento, consapevoli di stare offrendo allo spettatore una splendida occasione per vedere le cose da un altro punto di vista, che potrete scegliere voi.» (Consolo I., 2017).

In chiave moderna, una pornografia erotica, che integra armoniosamente il piacere femminile con quello maschile -come la si può identificare nel postporno indie di Erika Lust, e non solo, dato che il genere è in crescita- può essere considerata addirittura una base per sviluppare un progetto di educazione sessuale, utilizzandola come mezzo esplicativo, se prodotta in conformità con delle linee guida, che potrebbero essere suggerite dalla collaborazione di psicosessuologi ed esperti dell’età evolutiva.

 

Tirocinante: Lorena Lombritto

Tutor: Fabiana Salucci

 

Bibliografia

  • Biasin E., Maina G., Zecca F. (a cura di) (2010). Il porno espanso. Dal cinema ai nuovi media. Mimesis.
  • Bonato I., (2017). Il Consumo di pornografia in preadolescenza: problemi e prospettive educative. Alma Mater Studiorum – Università di Bologna – Dottorato Di Ricerca In Scienze Pedagogiche.
  • Consolo I., (2017). Il piacere femminile: scoprire, sperimentare e vivere la sessualità. Giunti Editore.
  • Lust E., (2008). (English edition: 2010). Good porn: a woman’s guide. Seal Press.
  • Lust E., (2010). Erotic Bible to Europe: From Kinky to Chic. Femme Fatale.
  • Lust E., (2010). Love Me Like You Hate Me: Lessons in Pleasure and Pain. Femme Fatale.
  • Ogien R. (2003). Penser la pornographie. Presses Universitaires de France. Questions d’éthique.
  • Ovidie (2002). Porno Manifesto. Flammarion.
  • Spaccarotella M., Quattrini F. (2010). Pornofilia, pornofobia e pornodipendenza. Psicologia clinica & psicoterapia oggi. Anno II – n. 3 Settembre.
  • Taormino T., (2016) (a cura di) (Edizione italiana). Guida al kink. BDSM, giochi di ruolo ed eros estremo. Odoya.
  • Valentine aka Fluida Wolf (2020). Postporno. Corpi liberi di sperimentare per sovvertire gli immaginari sessuali. Eris. BookBlock.
  • Williams, L. (1989). Hard Core: Power, Pleasure and the Frenzy of the Visible. University of California Press. – Expanded Paperback Edition (1999). University of California Press.

 

Sitografia

erikalust.com

https://erikalust.com/about/?utm_source=erikalust.com&utm_campaign=navbar_about

https://www.erisedizioni.org/prodotto/perche-femminismo-serve-anche-agli-uomini-lorenzo-gasparrini/

https://www.focus.it/comportamento/sessualita/cose-il-sesso-kinky

https://www.ilfattoquotidiano.it/2015/10/20/porno-si-ma-femminista-ecco-le-regole-dei-film-hard-di-erika-lust/2144861/

https://www.instagram.com/erikalust/

https://www.lelo.com/

 

 

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