Ciclo mestruale: oltre il mito

Sin dall’alba dei tempi, qualunque sia la cultura di riferimento e qualunque sia l’epoca storica, è possibile venire a contatto con il tabù delle mestruazioni e con una serie di miti duri a morire.

Il ciclo mestruale è un evento fisiologico, un appuntamento fisso per la maggior parte delle donne in età fertile. La sua cadenza regolare è legata al controllo che gli ormoni esercitano sull’endometrio, ovvero la mucosa che riveste la superficie interna dell’utero.

Nonostante la peculiare naturalezza di questo evento, delle mestruazioni si parla difficilmente. Si impiega una miriade di nomi in codice, ci si impegna il più possibile per non farsi notare con un assorbente in mano, le pubblicità decantano quanto sarà semplice gettar via il proprio assorbente nel modo più discreto possibile e, durante le spiegazioni sulle incredibili capacità di assorbenza dei nuovi prodotti, il sangue è rappresentato da un liquido blu.

Nonostante i tempi siano cambiati le credenze mitiche sul ciclo mestruale resistono ancora oggi, tramandate di generazione in generazione e, anche se molte vengono accolte con sorrisi e prese poco seriamente, è fin troppo facile sentire ancora che una donna con le mestruazioni non può fare il bagno né lavarsi i capelli, che ad una donna con le mestruazioni non verrà mai bene un dolce o che magari non si monterà la panna. Cosa dire, poi, degli influssi dannosi su piante, vegetali e carne?

Ma le credenze disfunzionali non si fermano qui. È opinione largamente condivisa, ad esempio, che il ciclo mestruale condizioni enormemente l’umore femminile e che gli ormoni possano annebbiare la mente di una donna (Leeners et al, 2017).

Molte donne tendono a rinunciare all’attività sportiva, altre, soprattutto le giovanissime, sono ampiamente disinformate sul tema. Molte adolescenti credono, ancora oggi, che non si possa rimanere incinte se si hanno rapporti sessuali durante le mestruazioni e ancora fin troppe donne tendono ad evitare di avere rapporti sessuali durante questo periodo.

Tutte queste credenze non hanno alcuna base scientifica, com’è stato ampiamente dimostrato dagli addetti ai lavori. Uno studio condotto nel 2017 da Leeners et al., ad esempio, ha consentito di sfatare anche il mito sulla relazione tra influssi ormonali e capacità cognitive. Gli ormoni, dunque, non obnubilano la mente delle donne, non sono state riscontrate associazioni tra i livelli di ormoni quali progesterone ed estrogeni e bias della memoria di lavoro, attenzione e altre facoltà cognitive.

Per quanto la maggior parte delle credenze sul ciclo mestruale siano ampiamente frutto di fantasie e dicerie infondate, una cosa è certa: la maggior parte delle donne tende a relazionarsi in modo disfunzionale alle proprie mestruazioni. Molte le associano al dolore come ad esempio crampi allo stomaco, cefalee e dolori articolari. Per non parlare poi dell’imbarazzo e della vergogna che questo argomento suscita ancora troppo spesso sulle stesse, sentimento rinforzato dagli atteggiamenti sfavorevoli dell’opinione pubblica e delle istituzioni.

Ci troviamo, così, a sentire storie come quella di una giovane artista insultata dagli utenti di un noto social per aver palesato in rete l’esistenza del proprio ciclo mestruale, con tanto di segnalazione per la pubblicazione di un contenuto “inappropriato”, e a poco sono valse le successive scuse.

Cosa dire poi del fatto che in molti paesi gli assorbenti usa e getta vengano tassati come beni di lusso? In Italia i prodotti igienico- sanitari femminili vengono tassati con un’Iva del 22 % e trattati alla stregua di uno smartphone o di un gioiello mentre, ad esempio, i rasoi da barba vengono tassati con un’Iva del 4% come altri beni di prima necessità.

In altri paesi come la Francia e il Regno Unito, invece, ci si è messi in moto per risolvere questo problema, impegnandosi per la riduzione o la totale abolizione della cosiddetta “tampon tax”.

Non tutti però accettano passivamente l’atteggiamento di censura imposto dalla società, né si fanno sopraffare da un senso comune che ancora troppo spesso mutila la libertà femminile. C’è chi vuole vincere il tabù, sfatare i miti e chiamare le cose col proprio nome.

Sentiamo così parlare di una maratoneta che ha deciso di correre, a suo dire, in nome di tutte le donne, senza impiegare tamponi, mettendosi a nudo e non rinunciando a vivere un’esperienza per cui si era preparata un anno intero, oppure di un noto sito web che ha deciso di portare avanti una campagna pubblicitaria per promuovere il proprio pacchetto premium, offrendo alle donne l’accesso gratuito alla pagina per tutto il periodo delle mestruazioni, con la proposta di intensificare la propria attività sessuale durante quella settimana. L’attività sessuale, infatti, può alleviare i dolori del ciclo mestruale grazie alle endorfine naturalmente rilasciate dall’organismo. Cade così un altro dei grandi tabù sulle mestruazioni. Quest’ultimo caso soprattutto è la dimostrazione lampante non solo dell’infondatezza di certe credenze sulle mestruazioni ma anche di come esse si rivelino controproducenti per il benessere psicofisico della donna.

Tirocinante: Claudia Isaia

Tutor: Fabiana Salucci

 

Bibliografia:

Leeners B., Kruger T. H., Geraedts, K., Tronci, E., Mancini, T., Ille, F., … & Schippert, C. (2017). Lack of associations between female hormone levels and visuospatial working memory, divided attention and cognitive bias across two consecutive menstrual cycles. Frontiers in behavioral neuroscience11, 120.

Sitografia:

https://www.tpi.it/2018/01/26/pornhub-sesso-quando-abbiamo-mestruazioni/

https://news.vice.com/it/article/italia-tampon-tax

https://www.paginemediche.it/benessere/sesso-e-sessualita/la-donna-e-la-sua-femminilita-dalla-parte-del-ginecologo

http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?approfondimento_id=1309

http://www.lastampa.it/2017/03/06/societa/e-sempre-l-8-marzo/quanto-costa-la-tassa-rosa-GUPbNzNJrZqeGTJtBDonUL/pagina.html

http://27esimaora.corriere.it/articolo/pubblica-una-foto-delle-sue-mestruazioni-ma-instagram-la-censura/

http://www.ginecolink.net/percorso_non_medici/ciclo.htm

 

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