in LGBTQIA, Sexlog

L’articolo è stato suddiviso in due parti: la prima introduce tali tematiche secondo la più aggiornata letteratura scientifica mentre la seconda è la testimonianza diretta di una ragazza MtF che sta vivendo in prima persona il percorso di cambio del sesso.
Quando si affronta questo argomento con persone non addette ai lavori spesso ci s’imbatte in confusioni terminologiche sovrapponendo, ad esempio, il significato di orientamento sessuale e identità di genere. Pertanto, è bene fare chiarezza su alcuni punti affinché la tematica affrontata adesso e l’intervista poi, risultino il più lineare possibile. Identità di genere, orientamento sessuale, ruolo di genere, sono dimensioni strettamente intrecciate tra loro e pur avendo una loro autonomia interagiscono in modo complesso (Dèttore, 2018; Dèttore, Antonelli e Ristori, 2015), sono componenti a cui ogni individuo fa capo per percepire se stesso, i suoi desideri, le sue pulsioni sessuali e i suoi atteggiamenti nella società in cui è immerso.

Nello specifico, l’identità di genere viene definita dal DSM-5 (APA, 2013) come l’identificazione che ha un individuo nel riconoscersi come appartenente al genere maschile o femminile in linea o meno con la parte biologica, oppure rispecchiarsi in una categoria diversa dalle precedenti, distaccandosi dalla visione binaria del genere.
L’orientamento sessuale indica l’attrazione di una persona verso determinati stimoli sessuali, rispondendo ad essi con una risposta fisiologica, emotiva ed anche affettiva, il tutto collegato con le sue fantasie, le sue preferenze e il suo stile di vita (Dèttore, 2018). Solitamente, un individuo si riconosce in un determinato orientamento sessuale, in base al genere verso cuid è rivolta la sua attrazione, quindi solitamente come eterosessuale, bisessuale o omosessuale.

Il ruolo di genere, attraverso determinati comportamenti e atteggiamenti, designa la rappresentazione manifesta di come la propria identità di genere si è costituita nel contesto di appartenenza ed è anche frutto dell’apprendimento degli aspetti sociali e culturali che “regolamentano” la distinzione tra i generi. Pertanto, il concetto di ruolo di genere è la modalità in cui una persona rappresenta se stessa agli altri esprimendosi, ad esempio, con comportamenti, abiti, acconciature. Il tutto per affermare la propria appartenenza e farsi riconoscere da loro. (Quattrini, 2015)

Tenendo presente queste tre categorie appena citate, possiamo parlare di Disforia di Genere nel momento in cui la percezione di sé, la propria identità di genere, non è conforme a quella costituita biologicamente (Jannini, Lenzi, Maggi, 2017; Quattrini, 2015). Ciò comporterà una sensazione di disagio e uno stato di malessere nella persona poiché vive la propria condizione in modo egodistonico, tanto da spingerla ad adottare comportamenti che non aderiscono al genere designato. L’uso dei trucchi cosmetici, di determinati comportamenti e di modalità di linguaggio sono tutti modi per conformarsi al genere desiderato e quindi dimostrare alla società l’appartenenza al gruppo degli uomini o al gruppo delle donne. Citando il DSM-5: “Gli individui con disforia di genere mostrano una marcata incongruenza tra il genere che è stato loro assegnato (solitamente alla nascita, genere assegnato alla nascita) e il genere da loro esperito/espresso. Questa discrepanza è la componente principale della diagnosi. Inoltre, deve esserci evidenza di una sofferenza legata a questa discrepanza. Il genere esperito può comprendere identità di genere alternative che vanno al di là degli stereotipi binari. Di conseguenza, la sofferenza non si limita al desiderio di appartenere semplicemente a un genere alternativo, purché differisca dal genere assegnato all’individuo.” (APA, 2013).

Nello scorso mese di maggio è avvenuto un cambiamento decisivo per quanto riguarda la disforia di genere, l’OMS ha revisionato il manuale diagnostico International Statistical Classification of Diseases and Related Health Problems (ICD-11), dichiarando definitivamente che la transessualità non fa più parte delle malattie mentali, cito testualmete: “L’ICD-11 ha ridefinito la salute legata all’identità di genere, sostituendo categorie diagnostiche come il “transessualismo” dell’ICD-10 e il “disturbo dell’identità di genere dei bambini” con “incongruenza di genere nell’adolescenza e nell’età adulta” e “incongruenza di genere nell’infanzia”, rispettivamente. L’incongruenza di genere è stata quindi ampiamente spostata dal capitolo “Disturbi mentali e comportamentali” al nuovo capitolo “Condizioni relative alla salute sessuale”. Ciò riflette l’evidenza che le identità trans-correlate e di genere diverso non sono condizioni di cattiva salute mentale e classificarle come tali può causare un enorme stigma.” (OMS, 2019). Spostandola nel capitolo “condizioni di salute sessuale”, quindi non eliminandola completamente, l’OMS ha così garantito che la persona con disforia di genere possa avere un accesso diretto al sostegno, alle cure e ai trattamenti di cui necessita durante il percorso “L’assistenza sanitaria di genere può includere qualsiasi singola o combinazione di un numero di interventi sociali, psicologici, comportamentali o medici (incluso il trattamento ormonale o la chirurgia) progettati per supportare e affermare l’identità di genere di un individuo” (OMS, 2019).

 

Tirocinante: Angelo Greco
Tutor: Fabiana Salucci

 

Bibliografia
APA (2013). Diagnostic and Statistical Manual of mental Disorder, Fifth Edition (DSM-5), APA, Washington (trad. it. DSM-5. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Quinta edizione, Milano: Raffaello Cortina Editore, 2014)

Dèttore D. Antonelli P., Ristori J. (2015). “L’identità sessuale e di genere: definizione e sviluppo”. In D. Dèttore, J. Ristori, P. Antonelli (a cura di), La disforia di genere in età evolutiva, Alpes, Roma
Dèttore D. (2018). Trattato di psicologia e psicopatologia del comportamento sessuale. Firenze: Giunti Psychometrics S.r.l.

Jannini Emmanuele A., Lenzi Andrea, Maggi Mario. (2017). Sessuologia medica. Trattato di psicosessuologia, medicina della sessualità e salute della coppia. Milano: Edra S.p.A.

Quattrini F. (2015). Parafilie e Devianza. Psicologia e psicopatologia del comportamento sessuale atipico. Firenze: Giunti Editore S.p.a.

 
Sitografia
OMS (http://www.euro.who.int/en/health-topics/health-determinants/gender/gender-definitions/whoeurope-brief-transgender-health-in-the-context-of-icd-11)

Stefano Giudici, Ilaria Bagnulo, Alessandro Toccafondi, Marco Tanini. (2019). Dall’ultimo aggiornamento dell’International Classification of Diseases (ICD-11) l’incongruenza di genere è stata rimossa dalla categoria dei disordini mentali per essere inserita in un nuovo capitolo, quello delle condizioni di salute sessuale. (https://www.stateofmind.it/2019/10/disforia-genere-icd/)

 

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