Cyberpedofilia: orrore e manipolazione

 

“Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sarà come illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica” (Antoine de Saint-Exupéry, 1943).

Secondo il dizionario Garzanti la “fiducia” è un sentimento di sicurezza che deriva dal confidare in qualcuno o in qualcosa. Prendersi cura delle persone con cui instauriamo dei legami diventa dunque necessario, proprio come fa il Piccolo Principe con la sua rosa e con la volpe.

La fiducia non sempre è riposta nelle persone buone. Non a caso il termine inglese “grooming” deriva da groom, “cura”, e fa riferimento alle tecniche di manipolazione psicologica utilizzate dai potenziali abusanti adulti per adescare i minori in rete.

Nell’età adolescenziale l’agile dimestichezza nel navigare in rete, spesso non compensata da una completa maturità cognitiva ed emotiva, aumenta il rischio di relazioni virtuali con sconosciuti che appaiono lucidi e determinati nell’ottenere la benevolenza dei bambini.

Il cyber-pedofilo non ha il volto di un criminale, è un medico, un insegnante, un allenatore, un padre di famiglia, il tuo vicino di casa. Agisce senza alcuna fretta servendosi di applicazioni ritenute finora sicure dai genitori di tutto il mondo: Instagram, il popolare gioco Clash of Clan, Snapchat, Facebook, Twitter.

Il materiale pedopornografico viene venduto ad altri cyber-pedofili attraverso Internet, ed in particolare sul “dark web”, che si serve dello scudo di software gratuiti come Tor che impediscono il riconoscimento dell’ indirizzo IP.

Gli adolescenti, ma anche i bambini, sono ormai dei maestri dell’informatica, chattano, giocano, accendono il cellulare ancor prima di saper leggere e scrivere, di conseguenza i pedofili non hanno fatto altro che trarne vantaggio.

Ritornando al discorso del grooming, O’ Connell (2003) ha parlato di vere e proprie fasi o tappe seguite dal groomer. Si inizia con il selezionare le vittime vulnerabili, ingenue e disponibili, creando un’amicizia allo scopo di guadagnarsi la loro totale fiducia. L’adulto manipola il minore a livello psicologico, facendo leva proprio sulla fiducia acquisita e sull’esclusività del loro rapporto, inducendo la vittima a tenere segreta la relazione. Solo nella fase sessuale l’adulto introdurrà argomenti esplicitamente sessuali approfittando del rapporto creatosi.

Durante le conversazioni, le domande sono seduttive e mirano ad esaltare le qualità della vittima al fine di farle credere di avere finalmente trovato un coetaneo, un amico o un adulto autorevole, diverso dai suoi genitori, con il quale può parlare senza correre il rischio di litigare ed essere giudicato.

L’abuso avviene solo nel momento in cui il pedofilo si rende conto che il minore è completamente plagiato a livello mentale e invischiato nella relazione.

Spesso il pedofilo, nello scambio di file illeciti sui siti come “Lolita City”, si serve delle foto ordinarie pubblicate da molti adulti sui social, dove i bambini appaiono semivestiti e sorridenti, o dei video che raccontano la quotidianità e la gioia di una famiglia.

Ai livelli più infimi del dark web esistono anche siti che pubblicizzano bambini a scopi sessuali, in cui le vittime possono essere costrette a consumare alcool e droghe per essere riprese mentre i clienti ne abusano sessualmente.. Nei casi peggiori, vengono prima torturati e poi uccisi.

Le conseguenze di queste esperienze ripugnanti sono suicidi, violenze, malattie veneree. Questo traffico di bambini spesso è frutto della povertà e della criminalità organizzata, soprattutto dell’Est Europa, del Sud America e dell’Asia, ma non solo.

 Il traffico illecito di bambini e di materiale pedopornografico è possibile poiché questi siti accettano pagamenti in valute virtuali non regolamentate, come i Bitcoin, le quali non appartengono ad alcun Paese e dunque non sono soggetti ad alcuna Banca centrale

Parlare dell’adescamento on line e informare i giovani, anche tramite la visione condivisa di un film (un esempio può essere “Trust”, 2010) , può costituire un primo passo nel favorire la piena consapevolezza e il riconoscimento di un pericolo reale.

Per i genitori è sempre più difficile poter tenere sotto controllo i propri figli, è importante però parlare dei rischi, preparare a quello che i minori potrebbero incontrare sul web. È sempre bene non lasciare che i bambini utilizzino internet chiusi nelle proprie camere, e privi di un controllo adulto, ancor più importante è infondere nei figli un atteggiamento di confronto e dialogo, rispondendo alle loro domande o cercando di creare un clima sereno in cui possano sentirsi liberi di raccontare ed eventualmente riferire episodi particolari.

TIROCINANTE: Federica Ribezzo

TUTOR: Margherita Attanasio

BIBLIOGRAFIA

De Saint-Exupéry, A. (2015). Il piccolo principe. Sellerio Editore srl.

O’Connell R. (2003). A typology of cybersexploitation and on-line grooming practices. UK: Cyberspace Research Unit, University of Central Lancashire.

SITOGRAFIA

http://www.garzantilinguistica.it/ricerca/?q=fiducia

http://espresso.repubblica.it/attualita/2017/05/15/news/pedofilia-e-internet-perche-e-sempre-peggio-1.301598

http://espresso.repubblica.it/visioni/tecnologia/2012/05/08/news/salvate-la-rete-segreta-1.42983

http://www.stateofmind.it/2016/04/cyber-pedofilia-social-network/

http://www.stateofmind.it/2015/07/trust-adescamento-online-minori/

http://www.vita.it/it/article/2015/02/16/i-nuovi-orchi-violentano-i-bambini-via-internet/129483/

 

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