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Viviamo in un’era in cui molte delle nostre interazioni sociali non sono più faccia a faccia, ma avvengono attraverso realtà virtuali, piattaforme social come Facebook, Instagram, Twitter. Ovviamente con l’arrivo della pandemia tale fenomeno non può che essersi ulteriormente amplificato, rivoluzionando completamente i vari aspetti delle relazioni amorose, a partire dal corteggiamento fino alle modalità con cui si giunge alla rottura del rapporto di coppia. Si è passati infatti, dal sassolino lanciato contro la finestra, le lettere d’amore, il mazzo di rose, allo squillo, sms carichi d’amore, fino ad arrivare al ”like tattico”, oppure per ”i più audaci”, al commento relativo ad un contenuto, (post/stories), reso pubblico sulla piattaforma social dall’altro.

L’“innesco”, risulta essere dunque, fortuito e indifferente, mentre la relazione comincia a prendere forma quando si inizia a dialogare all’interno di chat private, i famosi ”direct”. Una volta creato il contatto, può prendere il via un lungo e piacevole scambio di messaggi che, nelle situazioni di grande feeling e complicità, possono trasformarsi, con il tempo, in incontri dal vivo.

Un modo per capire come il mondo digitale ha degli effetti sull’amore è la presa in esame di studi volti ad indagare fattori come la prossimità, la somiglianza e la familiarità e come essi giochino un ruolo importante sull’attrazione attraverso l’uso di Internet. Ad esempio, Taylor e colleghi (2011), hanno valutato la popolarità di circa tremila internauti, che frequentavano un sito internet di appuntamenti.

Dai risultati è emerso che i soggetti più popolari contattavano altri individui popolari, mentre quelli poco popolari contattavano più spesso altri individui non popolari. Sembrerebbe che le persone tendano a selezionare altri (e ad essere selezionate), percepiti come più simili a sé, e tale tendenza non varia tra uomini e donne. Del resto, vivere una relazione online può contribuire a creare un senso di familiarità, in alcuni casi, si ha la sensazione di conoscere il nostro interlocutore da sempre, di aver trovato finalmente la persona che si cercava da tempo.

In parte ciò accade perché la chat permette di entrare più rapidamente in stretta confidenza; inoltre, si tende, soprattutto all’inizio, a vedere nell’altra persona solo gli aspetti positivi che la caratterizzano; ciò non sorprende in quanto si è propensi a mostrare sui social solo ”il bello” e sono sempre più frequenti le pubblicazioni di fotografie ritoccate, l’utilizzo dei filtri, fino ad arrivare, a volte, a dei veri e propri furti di identità, utilizzando come proprie, immagini appartenenti a personaggi famosi/individui ritenuti molto attraenti, al fine di apparire migliori.

Il corteggiamento però può essere anche di breve durata e ben presto sostituito da richieste improvvise di effettuare sexting, e/o da altri comportamenti inattesi, deludenti o mal percepiti dall’interlocutore, come ad esempio il fenomeno sempre più frequente del Ghosting. Ciò che accade è che all’improvviso, uno dei due membri della coppia, sparisce nel nulla (ghost: fantasma), senza fornire all’altro alcun tipo di spiegazione, nonostante sembravano non esserci problemi all’interno della relazione che andava avanti da tempo. Si tratta di una pratica indiretta, immatura e aggressiva in quanto implica una scelta unilaterale e il rifiuto di comunicare con l’altro. Negli ultimi anni se ne registra un notevole incremento tanto che, ad oggi, si stima che circa un 80% delle relazioni vengano interrotte con un’azione di Ghosting. La persona che si trova a subire tale fenomeno, non è immediatamente consapevole di ciò che sta accadendo e passa del tempo a rimuginare e a cercare di interpretare cosa potrebbe significare l’assenza di comunicazione, fino ad accedere alla consapevolezza di essere stato cancellato/bloccato. Non si affrettano ad arrivare nella vittima pensieri circa la propria responsabilità nella fuga dell’altro, i sensi di colpa e la speranza del ritorno, sino alla tristezza e all’accesso funzionale alla rabbia per l’ingiustizia vissuta.

Le ferite lasciate da chi pratica il ghosting possono dunque essere notevoli per la vittima, che si troverà a fare i conti con l’assenza e l’abbandono. Tuttavia, non è detto che il ghoster sparirà per sempre. Esiste, infatti, un’altra pratica interessante il ”Submarining”, che consiste nel ripresentarsi dopo diversi mesi alla persona alla quale si era praticato Ghosting, facendo finta di niente e cercando di ricucire il rapporto come se nulla fosse. Ma non è finita qui, un ulteriore evoluzione del Ghosting è l’”Orbiting”, pratica ancora più subdola. Questo fenomeno riguarda in particolare quelle persone che hanno deciso di interrompere i rapporti, ma che continuano a tenere l’altro sotto la propria orbita, lasciandogli segnali difficilmente interpretabili per la vittima (like, commenti), senza lasciare all’altro tempo e spazio necessari per elaborare la fine del rapporto. Questi ed altri fenomeni, indicano come alcune persone sono volte ad utilizzare i social come una sorta di scudo al fine di non dover affrontare le proprie emozioni, come ad esempio quelle legate alla fine di una relazione.

Le dinamiche trattate offrono spunti interessanti per comprendere gli aspetti psicologici che si celano dietro al mondo social; del resto basterebbe un ”click” per eliminare e perdere le tracce di una persona con la quale abbiamo chiuso la nostra relazione, il problema è che si sceglie di non premere quel pulsante al fine di crearsi un pretesto per mantenere una sorta di contatto, in realtà del tutto illusorio. Dunque non è il social in sé ad impedire la rottura e a favorire la messa in atto di determinati comportamenti, ma l’utilizzo che sempre più frequentemente ne viene fatto.

 

Tutor: Fabiana Salucci
Tirocinante: Cristiana Sardellitti

Bibliografia
Aronson, E., Wilson, T., D., & Akert, R., M. (2013). Psicologia sociale. Il mulino, Bologna.
Spaccarotella, M. (2020). Il piacere digitale. Giunti Editore, Firenze.

Sitografia:
https://www.ilsigarodifreud.com/quando-laltro-sparisce—psicologia-del

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