Devotismo: una parafilia ancora poco conosciuta

Il Devotismo consiste nell’attrazione sessuale verso la disabilità. I “devoti” sono coloro che, nello specifico, rivolgono il proprio interesse verso disabili e la cui eccitazione è strettamente dipendente dalla disabilità stessa.
Uno dei primi studiosi a parlarne fu Money negli anni ottanta. Negli anni novanta il devotismo era conosciuto prevalentemente col nome di “Acrotomofilia”, termine che nello specifico va ad indicare la forte attrazione per i soggetti che hanno subito un’amputazione. Per un Acrotomofilico, quindi, la condizione necessaria per raggiungere l’eccitazione sessuale è l’amputazione in sé (Money & Simcoe, 1986).
Una delle caratteristiche più salienti in questi soggetti è che il loro interesse è rivolto esclusivamente all’handicap della persona o alla parte amputata di questa e non all’individuo in quanto tale.
Vi sono due sotto gruppi, i “Wannabe” e i “Pretenders”. I primi sono soggetti che vorrebbero essere come gli amputati, mentre i secondi sono persone fisicamente integre che agiscono come se avessero una disabilità (Bruno, 1997). È presente anche un sottogruppo definito “Admirer”, termine con il quale ci si riferisce a quei Devotees che ammirano e rispettano fortemente le persone disabili.
Capita, infatti, che i Devotees si impegnino nel volontariato o frequentino spesso ospedali in modo da poter stare il più possibile in contatto con soggetti disabili.
Inoltre sembra che, in base allo specifico interesse per una data categoria di disabili, vi siano più “sfumature” di Devotees, come ad esempio coloro che sono fortemente interessati ai soggetti paraplegici o su sedia a rotelle, coloro che sono interessati a soggetti che portano il gesso o le stampelle, e così via.
Per timore di essere stigmatizzati i devoti difficilmente tendono ad uscire allo scoperto. Per questo motivo sono stati creati numerosi forum in cui essi si incontrano o dove ricercano soggetti che presentino una disabilità.
Molti devoti possono anche collezionare una serie di immagini di persone disabili o mutilate o anche foto di personaggi famosi ritoccate in modo da far sembrare che abbiano una disabilità.
Questo genere di parafilia si avvicina al feticismo poiché l’amputazione o la presenza di oggetti d’ausilio per disabili (ad esempio le carrozzine) sono indispensabili per l’eccitazione sessuale del soggetto. I devoti desiderano toccare l’individuo con una disabilità, osservarlo mentre cammina, nel caso di difficoltà nella deambulazione, o poterlo guardare mentre svolge le proprie attività giornaliere, o ancora desiderano nutrirli o accompagnarli in bagno o pettinarli.
Il DSM – 5 (2013) sottolinea la distinzione tra parafilia e disturbo parafilico. Una parafilia è una necessaria ma non sufficiente condizione per avere un disordine parafilico. Dunque, avere una parafilia, non implica necessariamente un intervento clinico, il quale invece è preferibile nel momento in cui il soggetto manifesti un disagio clinicamente significativo.
In uno studio di Limoncin e colleghi (2013) è stato trovato che la maggior parte dei soggetti che si definiva “devotee” presenta caratteristiche associabili ad una parafilia in quanto dimostravano di non poter ottenere un’eccitazione sessuale senza l’oggetto feticistico, ovvero la disabilità del partner.
Un sottogruppo dimostrava, inoltre, di provare sconforto a causa della propria condizione. E alcuni individui non erano in grado di avere relazioni con partner che non presentassero una disabilità.
Questo però non vuol dire che tutti i Devotees presentino un disturbo parafilico.
Sempre in questo studio (Limoncin et al.,, 2013) è stato individuato, oltre al gruppo che avvertiva distress di cui sopra, anche un gruppo che non era attratto dalla disabilità in sé ma da alcune caratteristiche che presentavano i soggetti disabili nell’occuparsi della propria condizione, come la capacità di superare gli ostacoli o la forza e il coraggio. Dimostrando, così, che questo sottogruppo era attratto non dalla disabilità in se ma dall’insieme della persona.
In questo caso, secondo gli studiosi, questa attrazione sessuale non potrebbe essere considerata feticismo, soprattutto perché i soggetti di questo sottogruppo non presentavano distress per la propria preferenza sessuale ed erano in grado di mantenere relazioni durature con i propri partner, sia che fossero disabili, sia che non lo fossero.

TIROCINANTE: Claudia Isaia
TUTOR: Margherita Attanasio

 

Bibliografia:

• Bruno R (1997). Devotees, pretenders and wannabes: two cases of factitous disability disorder. Sexuality Disabilities. 15: 243–260.
• Limoncin, E., Carta, R., Gravina, G. L., Carosa, E., Ciocca, G., Di Sante, S., … & Jannini, E. A. (2014). The sexual attraction toward disabilities: a preliminary internet-based study. International journal of impotence research, 26(2), 51-55.
• Money, J., & Simcoe, K. W. (1984). Acrotomophilia, sex and disability: New concepts and case report. Sexuality and Disability, 7(1), 43-50.

 

Sitografia:

https://sites.google.com/site/abasioinfo/

http://www.annacarderi.it/wordpress/devotismo-lattrazione-sessuale-per-i-disabili/

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