in Sexlog, LGBTQIA

love actually17 maggio 2014, anniversario della cancellazione dell’omosessualità dal novero delle patologie psichiatriche, decisione presa dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1990. Da quel momento in poi, l’orientamento omosessuale non è più considerato difetto o malattia, ma caratteristica individuale che ha portato come logica conseguenza la richiesta del riconoscimento dei diritti di persone omosessuali e transessuali.

Tale ricorrenza è stata istituita dal Parlamento Europeo per condannare “con forza ogni discriminazione fondata sull’orientamento sessuale” e “chiedendo agli stati membri di assicurare che le persone LGBT vengano protette da discorsi omofobici intrisi di odio e da atti di violenza, così da garantire che i partner dello stesso sesso godano del rispetto, della dignità e della protezione riconosciuti al resto della società”.
Sicuramente una presa di posizione forte e di valore, ma quanto essa sia realmente rispettata  è un punto di domanda sul quale non ci sembra sia possibile non fermarsi per una riflessione. In questo senso in Italia sembriamo ancora lontani rispetto alle indicazione dell’Unione Europea e ciò viene drammaticamente dimostrato sia dai numerosi casi di omo-transfobia avvenuti nell’ultimo anno, sia dall’incredibile percorso parlamentare che, proprio recentemente, ha accompagnato la proposta di legge contro l’omofobia e la transfobia: basti pensare come, in relazione alle aggravanti proposte dalla legge nei confronti di atti discriminatori verso le persone LGBT, una parte del nostro parlamento, abbia insistito per ottenere un emendamento secondo cui “le aggravanti non possono essere applicate alle organizzazioni che svolgono attività di natura politica, sindacale, culturale, sanitaria, di istruzione ovvero di religione o di culto”.

L’obiettivo sarebbe quello di punire il comportamento violento e discriminatorio individuale, ma rassicurare allo stesso tempo chi teme che le sanzioni possano restringere la libertà di espressione: quanto meno curioso, se si pensa che tale proposta, proprio all’indomani dell’adozione del libro di Melania Mazzucco “Sei Come Sei” come libro di lettura all’interno di un ginnasio romano ha consentito a gruppi organizzati come ad esempio Lotta Studentesca, di presentarsi davanti alle scuole con striscioni discriminatori ed offensivi, cadendo di fatto in una forte contraddizione rispetto alle indicazioni del Parlamento Europeo. A questo punto ci si può chiedere come si senta un gay o un transessuale davanti alla notizia che sì, non puoi essere offeso e pestato da un individuo, ma puoi essere tranquillamente insultato, discriminato e offeso da un gruppo: se ciò non è ridicolo. Inoltre, riflettendo sull’invito a condannare con forza ogni atto discriminatorio, non si può non tenere a mente che l’omo-transfobia, a differenza dei diversi orientamenti sessuali è una condizione disfunzionale, di quelle più paradossali e che coinvolge indistintamente eterosessuali e omosessuali (omofobia interiorizzata).

Il contributo è stato redatto dal gruppo di tirocinio post laurea dell’stituto Italiano di Sessuologia Scientifica (Dr Mariano Basso, Dr.ssa Rosanna Gabrielli, Dr.ssa Francesca Mamo, Dr Loris Patella, Dr Giuliano Salusest) Supervisione Dr.ssa Ilaria Consolo e Dr Fabrizio Quattrini

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