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In Italia la divisione del lavoro domestico è considerata equa dalla maggior parte delle coppie sposate, tuttavia risulta come circa due terzi delle faccende siano svolte dalle donne, sebbene la situazione lavorativa dei coniugi sia la stessa (Carriero, 2011). Il fatto che il lavoro in casa sia considerato un “onere” del genere femminile nelle coppie eterosessuali è evidentemente così radicato, che per le donne appare una conquista il fatto di avere al proprio fianco un partner che condivida con loro il 30% del lavoro domestico, nonostante il coinvolgimento sempre maggiore del sesso femminile nella forza lavoro.

Recentemente però il dibattito sulla condivisione delle responsabilità è cresciuto in quanto questi ultimi tendono ad aumentare l’investimento di forze e tempo nell’ambito delle faccende di casa e nella cura dei bambini, questo secondo alcuni autori (Goldscheider et al, 2015) aumenta la forza del legame familiare, ma non solo. Infatti, la condivisione equa delle faccende domestiche è risultata correlata positivamente con l’intimità sessuale e con la soddisfazione della relazione, mentre risulta un fattore protettivo contro le problematiche coniugali (Carlson et al., 2018). Questo ultimo aspetto fa supporre che la distribuzione poco bilanciata del lavoro di casa possa costituire un fattore scatenante di svariati litigi.

Nello studio citato la divisione equa nel lavaggio dei piatti, è risultata la variabile maggiormente collegata alla qualità delle relazioni tra tutti i compiti, soprattutto per quanto riportato dalle donne. Infatti, secondo gli autori, tra tutte le faccende domestiche di routine, la condivisione delle responsabilità di lavare i piatti sarebbe diventata sempre più importante per la qualità delle relazioni, soprattutto per le donne. Tutto ciò è stato appurato in diversi tipi di coppie provenienti da status sociali ed economici vari e gli autori sono stati molto attenti a separare l’influenza di ciascun compito, avendo notato come negli anni alcuni tipi di “faccende” tendevano ad essere più spesso condivise a discapito di altre, motivo per il quale la quantità di tempo trascorso nello svolgimento del lavoro domestico per le donne rimaneva sostanzialmente più alto rispetto agli uomini.

Lo studio di Carlson e colleghi ha dimostrato anche come la divisione del lavoro domestico sia diventata più egualitaria nel tempo, sebbene le distribuzioni dei singoli compiti non fossero sempre risultate uniformi. Tuttavia, si è visto come la distribuzione di cucina, pulizia, stoviglie e biancheria ad esempio fosse divenuta crescentemente più equa nel tempo, anche se le donne appartenenti al campione più recente erano in media maggiormente responsabili delle faccende domestiche di routine.

Il miglioramento del legame di coppia e la maggiore intimità sessuale potrebbero essere dovuti al ruolo che questi compiti svolgono nel plasmare i sentimenti di equità nella relazione o al fatto che possono essere svolti in collaborazione, portando a una maggiore vicinanza e comunicazione nella propria relazione, anche se questa è un’intuizione dei ricercatori. Anche il fatto che le donne si sentono prese in considerazione dai propri partner potrebbe contribuire all’effetto.

Non è del tutto chiaro perché le conseguenze positive della condivisione equa dei compiti aumentino con la condivisione. Una spiegazione indica come questo potrebbe dipendere dalle loro osservazioni degli altri e dalla comparazione effettuata con chi sta intorno (Hochschild e Machung 1989). Secondo questa teoria, nonostante la disuguaglianza nello svolgimento dei compiti domestici, le coppie con accordi “convenzionali” in cui le donne si impegnano nella gestione domestica e gli uomini dei lavori domestici considerati tradizionalmente “maschili” possono essere relativamente soddisfatte fintanto che entrambi i membri prendono simili accordi. Man mano che la condivisione equa è diventata prevalente, le coppie “convenzionali” tendono a rivalutare i propri accordi, in quanto uno dei due membri li trova sempre più ingiusti (Goldscheider et al, 2015).

Infine, al contrario, anche gli uomini riferivano un calo dell’attività sessuale, ad esempio, quando le loro partner femminili si occupavano della maggior parte delle faccende domestiche, fattore che sottolinea come non è soltanto nell’interesse femminile implementare la collaborazione domestica stabilendo equilibri più funzionali (Carlson et al., 2018).

 

Tirocinante: Lucrezia Del Gallo

Tutor: Fabiana Salucci

 

Bibliografia

Carlson DL, Miller AJ, Sassler S. Stalled for Whom? Change in the Division of Particular Housework Tasks and Their Consequences for Middle- to Low-Income Couples. Socius. January 2018.

Carriero, R. (2011) Perceived Fairness and Satisfaction with the Division of Housework Among Dual-Earner Couples in Italy, Marriage & Family Review, 47:7, 436-458, DOI: 10.1080/01494929.2011.619299.

Cornwell, Benjamin, Laumann, Edward O. 2011. “Network Position and Sexual Dysfunction: Implications of Partner Betweenness for Men.” American Journal of Sociology 117(1):172–208.

Goldscheider, Frances, Bernhardt, Eva, Lappegård, Trude. (2015). “The Gender Revolution: A Framework for Understanding Changing Family and Demographic Behavior.” Population and Development Review 41(2):207–39.

Hochschild, Arlie, Machung, Anne. 2012. The Second Shift: Working Families and the Revolution at Home. New York: Penguin.

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