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“Non denigrare la masturbazione, è fare sesso con qualcuno che ami”
Io e Annie, Woody Allen, 1977

Secondo la descrizione fornita dalla Dott.ssa Consolo, l’autoerotismo è “una parte fondamentale dell’esperienza erotica, presente fin dalla primissima infanzia e documentata in tutte le culture”. Si tratta di “una pratica volontaria di ricerca del piacere sessuale per sé stessi tramite la stimolazione delle proprie zone erogene, che da sempre appartiene al comportamento sessuale umano ed è comune ad altre specie animali”.
È interessante osservare come il termine “autoerotismo” (dal greco “Autos”: solitario e “Eros”: amore appassionato/desiderio sessuale) possa essere contrapposto a “masturbazione” (dal latino “Manu”: mano e “Stuprare”: disonorare/violare) e come la loro etimologia possa essere ricondotta ad una dicotomia concettuale strutturatasi a livello storico tra un’accezione positiva/negativa.
Nei secoli passati la masturbazione era una pratica considerata normale, tanto che nell’Antica Grecia, dove l’idea cattolica di “peccato” non esisteva, la sessualità veniva vissuta liberamente da entrambi i sessi come un’attività sana, naturale e necessaria all’equilibrio personale. Anche nel mondo romano il sesso non era oggetto di riprovazione sociale o morale, ma veniva considerato una cosa buona, sana e normale, almeno fino all’avvento del Cristianesimo, che ha degradato l’erotismo ed il piacere ad entità impure e peccaminose, legate al sentimento di colpa e alla sola finalità riproduttiva nel contesto coniugale. Tale visione è stata rafforzata ulteriormente dal Settecento in poi, ed in particolare dai moti repressivi di epoca vittoriana, in cui il piacere femminile viene ad essere eliminato anche dal contesto matrimoniale. Questa percezione ha influenzato le donne stesse nell’approccio al loro corpo e alla loro 0sessualità, inibendone la piena consapevolezza degli stessi.
Nei suoi “Tre saggi sulla Teoria Sessuale” (1905), Freud ha contrapposto la “sessualità clitoridea” a quella “vaginale”, identificando la seconda come esclusivo dominio della “donna adulta”, matura dal punto di vista psicologico e affettivo. La masturbazione continua così ad essere additata come una pratica scorretta ed “anormale” se attuata oltre una certa età, tanto da costituire un vero e proprio disturbo medico, quale l’”isteria”. È solo con la nascita della Sessuologia moderna, segnata dalle opere e dalle ricerche di Ellis, Kinsey, Masters & Johnson, Kaplan e altri, che è venuta meno tale rigida visione, restituendo dignità al clitoride e piena legittimità alla ricerca del piacere individuale da parte del femminile.
Gli studi condotti e le teorie psicosessuologiche elaborate recentemente hanno evidenziato come la pratica autoerotica sia comune e priva di conseguenze, sebbene spesso taciuta per vergogna e timore del giudizio. Sebbene alcune indagini condotte negli Stati Uniti abbiano rilevato una tendenza delle donne a praticare autoerotismo del solo 8% (25-29 anni, almeno 3 volte a settimana) rispetto al 23% degli uomini, altre ricerche hanno evidenziato una tendenza contraria: la pratica masturbatoria nel femminile non sembra più essere così rara, semmai più nascosta, ma molto comune sia tra donne single che tra donne impegnate. Essa sembra configurarsi come una componente molto importante nel processo di formazione della percezione di sé stessi e della consapevolezza di essere al mondo con il proprio corpo. Il consolidamento del proprio Sé corporeo è fondamentale per lo sviluppo di una maturità psicologica e sessuale sana. L’attività autoerotica costituisce in tal senso un’efficace modalità per prendersi cura globalmente di sé, con influssi benefici sul proprio equilibrio psicofisico e spesso anche sulla qualità della sessualità a due (miglioramento della comunicazione e della vita di coppia).
Per quanto possa essere legata a fini riproduttivi, la sessualità umana si configura come un’esperienza molto più ricca e complessa. Benché sottoposta a vincoli e divieti di natura culturale, infatti, essa è assai affine alla curiosità, al gusto della scoperta, al gioco erotico e alla fantasia. Sempre più diffuso, a tal proposito, è l’utilizzo di lingerie sexy e sex toys come vibratori e dildo, di origine ben più remota di quanto potremmo immaginare. Alcuni reperti archeologici testimoniano come, probabilmente già nel Paleolitico, si costruissero dei falli artificiali in pietra ed osso. Nell’attuale società dei consumi, questi stessi oggetti sono stati affinati e prodotti su vasta scala. Il loro mercato è in continuo aumento proprio grazie al successo ottenuto e alla diffusione presso il pubblico femminile. Secondo il sito italiano MySecretCase.com, il 28% delle donne italiane oggi dichiara di possedere e utilizzare abitualmente i sex toys (una percentuale ancora ridotta rispetto a quella di altri Paesi come America, Inghilterra e Germania), soprattutto in una fascia di età compresa fra i 30 e i 40 anni.

Si riscontra ad oggi una grande varietà di giocattoli erotici, che si differenziano in base alla forma, al materiale (gomma, plastica, gelatina, verto, ceramica, silicone) e alla possibilità di impiego (clitorideo, vaginale, anale, orale, in solitudine, in coppia). I più comuni tra le donne sono: dildo (sex toys a forma di pene generalmente utilizzati per la penetrazione vaginale e anale e talvolta per uso orale); vibratore (oggetto in grado di produrre una stimolazione intensa e continua grazie ad un meccanismo elettrico o a batterie che gli consente di muoversi, appunto, vibrando. Viene impiegato per la stimolazione clitoridea, vaginale, anale e orale); perle della geisha (si tratta di sfere di varie dimensioni, lisce, frastagliate e vibranti, che vengono inserite nella vagina o nell’ano della donna o del partner o adoperate per la masturbazione) e simulatori di sesso orale (consistono in strumenti vibranti e/o rotanti spesso a forma di lingua umana, tendenzialmente utilizzati per la stimolazione dell’area clitoridea).

Spesso l’impiego dei sex toys è associato a quello dei lubrificanti, un tempo di origine naturale, utili a rendere l’attività intimo-sessuale più fluida e confortevole. L’avanzamento delle innovazioni tecnologiche ha favorito un’ulteriore evoluzione degli stessi giocattoli erotici grazie all’introduzione di specifiche applicazioni in grado di monitorare le proprie performance erotiche, di favorire maggiore conoscenza della stimolazione genitale e delle pratiche sessuali e di gestire il funzionamento degli stessi sex toys anche da remoto.

Sebbene molte donne continuino a nutrire forti pregiudizi sull’uso dei sex toys, se non addirittura sulla stessa pratica autoerotica, è stato scientificamente dimostrato come tali gadget possano avere un importante effetto benefico nel migliorare le funzioni sessuali e nell’ arricchire la qualità dell’esperienza erotica del femminile. Secondo il parere della psicoterapeuta e sessuologa clinica Annalisa Parisi, essi permetterebbero infatti di esplorare la propria sessualità, supportando la creazione di nuove fantasie, aumentando l’eccitazione e facilitando la risposta orgasmica. I giocattoli erotici possono talvolta configurarsi come dei validi alleati anche all’interno di percorsi di terapia sessuale individuale e di coppia (come nei casi di disturbi del desiderio sessuale o di difficoltà nel raggiungimento dell’orgasmo).

In conclusione, si può affermare che la pratica autoerotica ha il vantaggio di non esporre a rischi (gravidanze e malattie), agendo al contrario nella riduzione dello stress, nella tonificazione dei muscoli pelvici, nell’alleviamento dei dolori mestruali ed in generale nell’incremento della fiducia verso sé stesse. Può essere utile, in tal senso, favorire l’introduzione del gioco nella sfera sessuale, quale “un modo per accrescere la possibilità di stimolazione e soddisfacimento del piacere personale e di coppia” (Consolo, 2017), il tutto nella più completa condizione di privacy.

 

Tirocinante: Enrica De Michele
Tutor: Fabiana Salucci

 

Riferimenti:
– Calicchia, D. (2021, maggio 19). IISS. Tratto da iissweb.it: https://iissweb.it/sexlog/sex-toys/
– Consolo, I. (2017). Il Piacere Femminile. Scoprire, sperimentare e vivere la sessualità. Firenze: Giunti Editore.
– Cornacchia, G. (2021, febbraio 08). State of Mind. Tratto da stateofmind.it: https://www.stateofmind.it/2021/02/masturbazione-femminile-storia/
– Dente, G. (2021, aprile 13). Fanpage. Tratto da fanpage.it: https://donna.fanpage.it/si-anche-le-donne-si-masturbano-e-una-cosa-naturale-ma-ci-hanno-insegnato-a-pensarla-diversamente/
– Parisi, A. (2021, gennaio 03). Tratto da dottoressaparisiannalisa.it: https://www.dottoressaparisiannalisa.it/sex-toys-utilizzo-e-benefici-sessuali/
– Sigmund, F. (1905). Tre saggi sulla teoria sessuale. Milano: Bur Rizzoli.

 

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