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Orgasmo. In molti avranno abbandonato “l’impresa”, molte donne affermano di non averlo mai sperimentato e per gli uomini questo sembra essere il pensiero fisso durante un rapporto erotico – sessuale.

Che fare? Rassegnarsi? Niente affatto! In molti sottovalutano quanto basterebbe conoscere se stessi, imparando a “leggere” il linguaggio corporeo, al fine di  guidare il partner in questa caccia al piacere. Molti uomini credono che la penetrazione sia sufficiente per entrambi, tuttavia non è solo l’espressione finale dell’esperienza sessuale tra i partner a definire l’orgasmo. Le donne, ad esempio, hanno bisogno di attenzioni e stimolazioni più complesse rispetto agli uomini, ma è anche vero che, non avendo un periodo refrattario tra un orgasmo e l’altro, possono raggiungere più orgasmi di seguito (Quattrini, 2017).

L’orgasmo è per antonomasia il picco massimo del piacere, un’esplosione di beatitudine che solitamente nell’uomo coincide con l’eiaculazione, nella donna invece è meno visibile e comporta, ad esempio, delle contrazioni vaginali involontarie.

Secondo la definizione di Reich (1927), la potenza orgasmica è la capacità di abbandonarsi senza inibizione al flusso dell’energia biologica, scaricando l’eccitazione sessuale accumulata attraverso contrazioni piacevoli e involontarie del corpo. In linea con questo, potremmo dire quanto sia importante per l’individuo imparare a lasciarsi andare ad un piacere sessuale egoistico, consapevole che avere attenzione per il partner non dovrebbe coincidere con l’allontanarsi dal piacere personale (Quattrini, 2017).

La coppia potrà imparare a sentire emozioni orgasmiche differenti a seconda che si tratti di stimolazioni tattili, fantasie erotiche o masturbazione, riconoscendo il proprio significato di piacere sessuale e di appagante benessere. Stimolare il partner con le mani, per poi fermarsi un attimo prima di raggiungere il piacere, permette di rimandare l’orgasmo e, cosa più importante,  di renderlo più intenso concentrandosi su quella che, nel ciclo della  risposta sessuale è la  fase dell’eccitamento.

Probabilmente molte coppie avranno condotto questo “gioco a due”, ma in pochi sapranno che tecnicamente ha un nome. Si tratta dell’ “edging” o “orgasmo controllato”.

Il termine Edging è inglese e deriva da edge, che significa bordo, confine. Chi guida, ossia l’edger, deve dedicarsi in maniera totale all’edgee, colui che riceve.

Come funziona e perché provarlo? L’obiettivo è trattenere l’orgasmo in modo che, quando lo si vivrà, sarà ancora più intenso e più forte. Si inizia lentamente e quando si è quasi al limite si rallenta. Uno dei partner avrà il compito di  dirigere le “montagne russe”, l’altro sarà il passeggero. Spesso nessuno parla, bisogna dunque imparare a cogliere i segnali attraverso le sensazioni espresse dal corpo e dal viso: il respiro, la temperatura corporea, la tensione muscolare. Così facendo, quando il  partner sta per perdere il controllo, si cambia l’intensità della stimolazione e ci si sposta dalle zone genitali  verso le gambe, il petto o la pancia. Colui che riceve non deve trattenersi, bisogna lasciarsi andare in questo gioco di conduzione.

Quando il passeggero sarà così eccitato da non riuscire ad aspettare, l’intensità di quell’orgasmo sarà sconvolgente. Affinché le sensazioni siano intense, un rapporto di questo tipo non può durare meno di 20 minuti.

Se inizialmente potrà sembrare frustrante, con un po’ di  pratica questi movimenti diventeranno totalmente spontanei che interrompere il piacere non sarà più un sacrificio, al contrario!

A cura della tirocinante IISS:

Federica Ribezzo

Tutor: Margherita Attanasio

Bibliografia:

Reich W. (1927) Die Funktion des Orgasmus .Int. Psa. Verlag Vienna

Quattrini F. (2017) Il piacere maschile.#sessosenzatabù. Firenze, Giunti Editori.

Sitografia:

https://www.lelo.com/it/blog/edging-spingersi-al-limite-dell-orgasmo-per-un-piacere-illimitato/

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