Esibizionismo: quando il palcoscenico è la rete

Nei tempi odierni si sono moltiplicati i siti internet a sfondo pornografico in cui è possibile trovare una lista di “live webcam” di esibizionisti rivolta a un pubblico di voyeuristi o persone curiose che possono guardare liberamente e decidere di interagire con chi si espone. Prima di approfondire l’argomento sarà bene comprendere cosa si intende per esibizionismo.

Da un punto di vista psicologico la caratteristica distintiva di un esibizionista è un forte desiderio di esporre i propri genitali a uno sconosciuto ignaro: secondo il DSM-5 (APA, 2013) infatti il disturbo esibizionistico consiste “nell’esibire i genitali”. Lo psicoterapeuta e sessuologo Fabrizio Quattrini nel suo manuale “Parafilie e Devianza. Psicologia e psicopatologia del comportamento sessuale atipico” (2015) afferma: “Mostrare se stessi nella propria nudità, e soprattutto provocare in pubblico gli altri facendo vedere la propria area genitale (seno, glutei, vagina e pene), ha da sempre suscitato particolare attenzione sia nelle società che tra i clinici, portando a nominare il comportamento agito da tali persone esibizionismo”. Tale esposizione di solito si verifica in luoghi pubblici e preferibilmente all’aperto dove c’è una via di fuga facile, come parchi, giardini, gallerie pedonali e così via. Tutti abbiamo ben presente lo stereotipo dell’esibizionista in impermeabile senza vestiti sotto al soprabito. La finalità di un tale comportamento è quella di provocare una reazione nell’altra persona ed è proprio questo che eccita sessualmente l’esibizionista. Solitamente gli esibizionisti fantasticano in seguito sull’avvenimento utilizzando quelle immagini e ricordi come fonte di eccitazione durante l’autoerotismo. Nel caso sovraesposto l’esibizionismo è un disturbo parafilico vero e proprio perché avviene a discapito di persone non consenzienti, si configura infatti come qualcosa di lesivo nei confronti di terzi e spesso può provocare anche disagio psicologico in chi lo attua. L’esibizionismo offensivo è agito principalmente da individui di sesso maschile e solitamente nei confronti di persone di sesso opposto. Ovviamente questi comportamenti costituiscono reato e spesso questi soggetti incorrono in vere e proprie condanne penali.

L’esibizionismo è una parafilia, ovvero un comportamento sessuale che devia dalla norma. Mentre fino a pochi anni fa le parafilie erano considerate un tutt’uno, nella quinta edizione del DSM si fa una distinzione fondamentale tra parafilia e disturbo parafiliaco. La differenza è sostanziale: mentre la parafilia è un comportamento sessuale atipico, ovvero rientra in un gruppo eterogeneo di modalità non convenzionali per raggiungere l’eccitazione sessuale considerate non patologiche, il disturbo parafilico, al contrario, è qualcosa di lesivo per gli altri e/o per sé stessi, causa distress, oltre a provocare tutta una serie di problematiche psicologiche, sociali, comportamentali e legali.

Per quanto riguarda l’esibizionismo in rete, salvo casi eccezionali, il più delle volte ci troviamo di fronte ad una parafilia. Tuttavia la questione non è poi così semplice. La rete ha permesso una diffusione libera e incontrollata di materiale pornografico consentendo altresì la proliferazione all’infinito di siti in cui si può trovare materiale per tutti i gusti, meticolosamente distinto in categorie e sottocategorie. Va aggiunto, però, che mentre fino a pochi anni fa si fruiva della pornografia e di alcune chat e videochat in maniera abbastanza limitata – i siti erano molti di meno – oggi esistono dei veri e propri “siti vetrina” in cui chiunque voglia esporsi può farlo in tempo reale da casa di fronte a un pubblico potenzialmente vastissimo, anche di centinaia o addirittura migliaia di persone. Questi siti sono organizzati secondo preferenze di orientamento, sesso, paese di origine di chi trasmette e tante altre caratteristiche che possono essere inserite in appositi motori di ricerca. Single, coppie, gruppi: chiunque può decidere di trasmettere in tempo reale i propri atti sessuali siano essi atti masturbatori o veri e propri rapporti sessuali. Per quanto riguarda questo tipo di esibizionismo, cioè tra persone consenzienti, il divario maschio femmina si riduce di molto. Tuttavia dietro a questa realtà, che di per sé non arreca alcun danno, si celano però alcune criticità.

Innanzitutto questi siti permettono di monetizzare le proprie esposizioni in pubblico attraverso un metodo di pagamento virtuale (che però poi si concretizza in moneta reale) e questo spinge molti esibizionisti ad una sorta di prostituzione. Chi guarda può decidere di elargire i cosiddetti tokens a chi si espone e quest’ultimo presenta in chat pubblica dei veri e propri listini per le proprie prestazioni. Inoltre chi trasmette può decidere di usare dei vibratori – il più famoso è senz’altro il cosiddetto “lovense” a controllo remoto (bluetooth) – che vengono azionati proprio da questi gettoni virtuali creando una sorta di interazione con l’osservatore. Inutile dire che ci sono persone che possono arrivare a passare intere giornate su questi siti proprio come avviene per la pornografia. Se vogliamo questa è la seconda “nota dolente” della questione, ovvero il rischio di diventare schiavi di una vera e propria forma di sesso/pornodipendenza. L’atto sessuale fruito “live” e la possibilità di interazione con gli esibizionisti, che spesso sono dediti alla prostituzione o sono delle vere e proprie pornostar, è un “valore aggiunto” e rischia di irretire ulteriormente nel vortice della dipendenza sessuale.

L’argomento è senza dubbio complesso e queste pratiche sessuali sono in continua evoluzione e in continuo aumento. Sicuramente le organizzazioni che si celano dietro a realtà di questo tipo lucrano sulla dipendenza degli individui da simili gratificazioni. Forse delle campagne più massicce di sensibilizzazione sul tema sarebbero auspicabili, soprattutto per proteggere i minori.

 

Tirocinante: Giorgio Carducci

Tutor: Fabiana Salucci

 

BIBLIOGRAFIA

APA, Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fifth Edition (DSM-5), 2013, APA, Washington.

First M. B., DSM-5 and paraphilic disorders. Journal of the American Academy of Psychiatry and the Law Online, 2014, 42(2), 191-201.

Quattrini F., Parafilie e Devianza. Psicologia e Psicopatologia del comportamento sessuale atipico, 2015, Giunti, Firenze.

Waskul D., Sex and the Internet: Old Thrills in a New World; New Thrills in an Old World. In Waskul, D. (ed.) net.seXXX: Readings on Sex, Pornography and the Internet, 2004, Peter Lang, New York.

 

SITOGRAFIA

Foucault, Exhibitionism and Voyeurism on. ChatRoulette, 2010, Salford, UK. https://www.researchgate.net/publication/233792642_Foucault_

Kreps, D. Performing the Discourse of Sexuality Online: Foucault, Butler, and Video-sharing on Sexual Social Networking Sites, 2009, AMCIS 2009 Proceedings. Paper 517. http://aisel.aisnet.org/amcis2009/517s

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