in Devianza e Parafilie, Sexlog

Il cibo, soprattutto nella cultura italiana, rappresenta molto più del mero soddisfacimento del bisogno di nutrimento, costituisce la gratificazione di un’esigenza emotiva oltre che fisica: un mezzo per dedicare attenzioni a se stessi e agli altri. Nel cibo c’è tanto di più dei nutrienti, ci sono significati emotivi e relazionali dei quali non si ha piena consapevolezza.
L’alimentazione prevede una ritualità con forti connotazioni simboliche: i pasti sono moderni cerimoniali di condivisione del cibo che determinano l’affermazione e il riconoscimento di specifici legami.

La ritualità, il simbolismo e i tabù sono aspetti che possono accomunare, per alcuni versi, l’alimentazione e la sessualità: due funzioni vitali per la conservazione della specie caratterizzate da forti tratti edònici. In alcuni casi tali piaceri possono estremizzarsi ed andare incontro a derive parafiliche.

Il feederismo è una parafilia che trae il suo nome dal verbo inglese “to feed”, che significa nutrire, imboccare, sfamare. Nel DSM-5 è stata inserita una differenziazione tra la parafilia e il disturbo parafilico. Nel primo caso l’impulso sessuale viene sollecitato da oggetti e attività di tipo inusuale ma si rimane comunque in una condizione egosintonica che non richiede un intervento terapeutico, in quanto la parafilia da sola non costituisce diagnosi. Nel disturbo parafilico, invece, il comportamento deviante può raggiungere livelli tali da determinare forte disagio e importanti compromissioni della quotidianità, con pesanti conseguenze per se stessi e per gli altri (A P A, 2013).
Il feederismo è una declinazione del feticismo del grasso ed ha significative connessioni con l’universo BDSM a causa delle dinamiche di dominanza e sottomissione che lo caratterizzano.

Il feeder è colui che vive con eccitazione tutte le pratiche finalizzate all’incremento del peso del partner.
Il feedee, è il membro della coppia che sperimenta il piacere sessuale attraverso l’esperienza dell’ipernutrizione che può avvenire anche con modalità coercitive. All’interno della categoria dei feedees si possono individuare diverse tipologie:

– i grandi amanti del cibo: ovvero coloro che hanno sempre avuto, da che ne abbiano memoria, un rapporto di profondo amore per il cibo, un legame talmente intenso da essere percepito dagli altri come eccessivo e riprovevole e per questo spesso vissuto in segreto. Sono persone che godono del cibo con tutti i cinque sensi e amano assaporare gusti, consistenze e accostamenti diversi.

-persone sovrappeso che vogliono ingrassare: manifestano un desiderio più o meno conscio, sin dall’infanzia, di essere corpulenti. Alcuni trovano il coraggio di diventarlo solo nell’età adulta quando l’ipernutrizione di fatto ha già agito sul loro corpo facendolo diventare sovrappeso, o francamente obeso. C’è consapevolezza dei rischi per la salute, ma li si considera come un aspetto marginale, un piccolo scotto da pagare pur di realizzare l’incremento ponderale, poiché il feedee vive con compiacimento la propria grassezza che esibisce con orgoglio.

– coloro che vogliono essere nutriti e curati: questa tipologia di persone vive il desiderio di ingrassare su un doppio binario: da un lato c’è il piacere di vedere il proprio corpo dilatarsi a dismisura e dall’altro c’è il bisogno di essere dipendente da un partner amorevole che gli procurerà e somministrerà cibo e si occuperà di tutte le esigenze di accudimento di cui una persona immobilizzata dall’obesità necessita.

-I feedees in chiave BDSM passivi: in questo caso c’è una commistione di feederismo e BDSM. Ci può essere il desiderio di subire il processo di ingrassamento in modo arrendevole, sottomettendosi al feeder dominator, fino al punto di essere legato e alimentato forzatamente con imbuti e apposite pompe, senza poter in alcun modo sottrarsi.

-I feedees in chiave BDSM attivi: sono perlopiù donne che praticano il fat sitting, che è una attività di dominazione in cui il partner viene schiacciato con il peso del corpo, o il face sitting se la compressione si limita al volto.

I feeders possono essere distinti in diverse categorie:

– i carers che si prendono carico di ogni incombenza quotidiana: il partner ha il solo compito di ingurgitare il cibo preparato con cura dal feeder che provvederà anche ad imboccarlo, lavarlo e vestirlo trattandolo come un bambino incapace di essere autonomo.

– i dominators: sono partner con un ruolo dominante, che pongono il feedee in una condizione gerarchicamente subordinata e possono decidere di alimentarli fino a fargli raggiungere dimensioni tali da renderli immobili, dipendenti in tutto e totalmente passivi. A volte i feedee possono essere denudati ed immobilizzati su di una sedia o a letto e costretti ad ingurgitare enormi quantità di cibo con l’uso di imbuti, pompe e tubi. In alcuni casi l’iperalimentazione può essere tale da esitare addirittura nella morte del feedee.

– gli encouragers: sono le persone che seguono con interesse ossessivo il processo di ingrassamento, monitorando con notevole scrupolosità i dati del peso del partner, le misure e il BMI che annotano per controllare il buon andamento del percorso. Curano con estrema attenzione l’approvvigionamento degli alimenti dei quali controllano minuziosamente l’apporto calorico per pianificare diete ingrassanti particolarmente efficaci.

-i role players: sono le persone che non necessariamente desiderano un partner grasso o che ancora non lo hanno trovato e mantengono i loro desideri sul piano della fantasia. Possono rappresentare dal vivo o online giochi di ruolo in cui l’iperalimentazione è al centro dell’incontro, addirittura si può arrivare a simulare l’ingrassamento del partner facendogli indossare una serie di imbottiture, si possono scrivere storie di coppie feeder o realizzare disegni artistici di corpi grassi.

Dal punto di vista della ricerca sono ancora molte le opportunità di approfondimento del feederismo. In particolar modo sarebbe interessante analizzare se il rapporto che si instaura fra il feeder e il feedee possa essere una coercizione classificabile come vera e propria violenza. Il consenso che il feedee dà al processo di ingrassamento può essere considerato pienamente consapevole? Quali sono le implicazioni legali di una pratica che può risultare fortemente lesiva per l’integrità e l’autonomia corporea? A tali interrogativi si potrà rispondere solo attraverso l’osservazione delle dinamiche relazionali di un’ampia coorte di coppie dedite alle pratiche del feederismo.

 

Tirocinante: Roberta Botondini

Tutor: Fabiana Salucci

 

Bibliografia
-American Psychiatric Association (2013). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fifth Edition, DSM- 5. Arlington, VA. (Tr. It..: Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, Quinta edizione, DSM- 5.Raffaello Cortina Editore, Milano, 2014).

 

Sitografia

-https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/20041284/
-https://www.alessandragraziottin.it/it/articoli.php/Il-cibo-gustato-insieme-cuore-della-famiglia?EW_FATHER=16081&ART_TYPE=AQUOT
-https://www.centroilponte.com/feederismo-un-insolito-piacere-di-mangiare/
-https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/01639625.2013.834766#.X7Pn1yuKnd8
– https://fantasyfeeder.com/about/fatter
-https://link.springer.com/article/10.1007/s10508-009-9580-9
-https://www.lifemarche.net/donna-simpson-la-donna-piu-grassa-al-mondo-che-e-riuscita-a-avere-un-figlio-vittima-del-feederismo/

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