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Bambine dal trucco pesante, con ciglia finte e strati su strati di spray abbronzante sulla pelle. Bambine con indosso abiti da sera dai colori sfavillanti, stracolmi di paillettes e strati di tulle. Acconciature elaborate, pose impettite e sorrisi sfavillanti degni di una vera e propria reginetta di bellezza. Alcune sfilano e si mostrano ai giudici in modo un po’ impacciato, altre come modelle o reginette navigate, altre ancora, però, non sono neanche capaci di camminare bene da sole e vengono sorrette dalle madri. Sono queste le c.d. “Beauty Pageants” piccole concorrenti dei concorsi di bellezza per bambini che vengono indetti ogni anno negli Stati Uniti.

Del fenomeno delle baby-reginette si è molto parlato soprattutto negli ultimi anni, probabilmente a causa della trasposizione in reality show di alcuni tra i più famosi concorsi indetti negli USA. La possibilità di rendere mainstream tali concorsi ha portato alla luce tutte le problematiche e le zone d’ombra che li caratterizzano.

Ma in cosa consistono nel concreto questi concorsi di bellezza?

Queste gare sono organizzate per fasce di età differenti e sono accessibili ad adulti, adolescenti e bambini di entrambi i sessi.

La valutazione dei giudici non si basa esclusivamente sull’aspetto fisico, ma vengono richieste varie qualità, come ad esempio un’abilità particolare in cui il candidato eccelle, la capacità di ostentare una certa sicurezza, il grado di socievolezza e la personalità del candidato nel complesso.

Nel caso dei concorsi femminili per adulti, come ad esempio Miss Universo e Miss Mondo, la ragazza vincitrice -un po’ come la nostrana Miss Italia- avrà la possibilità di trascorrere l’intero anno dopo la vittoria sotto i riflettori con una possibilità in più, rispetto alle altre, di ottenere fama e successo duraturi.

Per quanto riguarda i concorsi riservati al pubblico maschile- come ad esempio Mr. Universo nel caso degli adulti- i criteri di selezione sono ancor più focalizzati sulla forma fisica e il body building.

Nel caso degli adolescenti la valutazione da parte dei giudici si basa sull’aspetto, sui buoni voti, sugli interessi e gli hobby ritenuti costruttivi dei candidati e sull’attenzione che essi hanno per la cura e la salvaguardia dell’ambiente. In questo caso i concorsi possono risultare molto appetibili per i premi in palio che possono prevedere anche una borsa di studio, soldi o macchine.

Per ciò che concerne, invece, il mondo delle aspiranti reginette di bellezza in miniatura vediamo che i criteri si basano soprattutto sul modo in cui la bellezza della bambina viene proposta alla giuria. Verranno, quindi, esaltati la bellezza del volto, il taglio degli occhi, le guance rosate, ecc.

Le categorie principali in questa fascia d’età sono due: la prima in cui è richiesto che le bambine si mostrino come tali, ovvero con le proprie fattezze infantili, la seconda invece è del tutto opposta alla prima e prevede l’ostentazione delle caratteristiche femminili. Si tratta delle “Girlz Pageants”, categoria di concorsi che riscuote grandissimo successo in America, soprattutto grazie ai programmi televisivi che documentano il percorso di ascesa delle aspiranti reginette.

Le bambine che concorrono in questa categoria, però, sono spesso molto piccole. L’età, infatti, può variare dai tre ai sette anni.

Spesso l’abbigliamento delle piccole concorrenti – come avviene nel caso della categoria “Girlz” sopracitata- ricalca una versione in miniatura degli abiti adulti da showgirl e lo stesso vale anche per le movenze sul palco. Per non parlare poi degli altissimi livelli di competitività, dove spesso sono le madri, ancor prima delle figlie, ad essere disposte a tutto pur di vincere.

Per questi motivi, nella maggior parte dei paesi in cui i concorsi di bellezza per bambini sono presenti, sono sorte molte associazioni di genitori preoccupati che iniziano ad opporsi sempre più con forza a tali competizioni, giungendo, in paesi come ad esempio la Francia, addirittura alla loro messa al bando.

Qual è il motivo di tanto scalpore? Quali i pericoli che si celano dietro ad un apparentemente innocuo concorso di bellezza?

Uno dei principali rischi è quello di una sessualizzazione infantile precoce: le bambine vengono indotte a comportarsi ed atteggiarsi da donne adulte, imitandone gesti e moine.

L’ideale di femminilità trasmesso, inoltre, è disfunzionale, rischiando di imprimere nella mente delle bambine -letteralmente sin dalla culla- l’idea della donna come oggetto.

Eppure, nonostante ciò, una vasta fetta di popolazione si dimostra estremamente affascinata da questo mondo, acclamando soprattutto le più piccole tra le miss.

Viene da chiedersi cosa spinga un genitore a far intraprendere alla propria figlia o figlio una simile “carriera”. Per quanto alcuni concorsi per bambini diano la possibilità di una discreta vincita, nella maggior parte dei casi le spese sono maggiori dei guadagni. Insomma, il gioco non sembra poi così tanto valere la candela.

Eppure basta digitare poche parole su un qualsiasi motore di ricerca per trovare subito stralci di video raffiguranti tutto l’ardore delle madri -soprattutto- che si improvvisano manager delle piccole star.

Basta poco, però, per notare che sembrano essere più le madri le reali concorrenti che le piccole. Le si può facilmente sorprendere a ripetere a memoria il discorso scritto ed ideato per la loro bambina, controllandone ogni gesto, ogni movimento, assicurandosi che nulla sia fuori posto e dimostrandosi agguerrite e competitive verso le altre concorrenti. Molte delle bambine in questione sembrano più bambole alla mercé del genitore che reali concorrenti.

Tale comportamento non può che essere considerato disfunzionale. Sembra essere, infatti, più una forma patologica di narcisismo che un semplice passatempo madre-figlia.

Il narcisismo genitoriale non è sempre patologico ovviamente, esso ha anche una funzione protettiva per il piccolo (Freud, 1914). Per la maggior parte dei genitori, soprattutto all’inizio, il bambino è al centro del creato, è quell’essere a cui tutto è dovuto proprio come per loro era un tempo.

In certe forme di narcisismo patologico, però, i genitori tendono a trattare il figlio come un’estensione naturale del Sé non riconoscendolo come un individuo a sé stante con propri desideri e ambizioni. Il bambino, in questo caso, avrà la funzione di soddisfare i bisogni del genitore ed essere tutto ciò che la madre o il padre non sono potuti essere. In tale circostanza il bambino sembra simile ad un trofeo da esporre, frutto di tutto quello che il genitore gli ha concesso di essere. Le richieste della madre e del padre però, non vengono mai del tutto soddisfatte, e il risultato sarà la continua richiesta di dare sempre di più senza mai preoccuparsi dei reali bisogni del bambino. Questo da un lato si sentirà come appartenente ad una categoria superiore rispetto agli altri, poiché unico nel suo genere e grande fonte di piacere per il genitore, dall’altro si ritrova ad avvertire forti vissuti di insicurezza e frustrazione non sentendosi mai veramente all’altezza delle aspettative e con la costante sensazione di essere perennemente messo alla prova (Cremaschini, 2017).

Al genitore narcisista, dal canto suo, importa solo di ottenere le lodi di chi gli sta attorno per il bel lavoro fatto sul proprio bambino, vivendo attraverso il bambino stesso ciò che ha sempre desiderato e non ha mai ottenuto (ibidem, 2017).

Tale atteggiamento può avere conseguenze devastanti per il bambino. Nel caso specifico dei concorsi di bellezza vediamo come possano emergere forti vissuti di insicurezza, un forte senso di inadeguatezza e il rischio di sviluppare, crescendo, disturbi alimentari.

La partecipazione a questi concorsi, soprattutto nel caso dei bambini, può quindi influire a lungo andare sulla propria soddisfazione corporea, sulla sua capacità di regolare gli impulsi e sulla capacità di dimostrarsi fiducioso nei confronti degli altri (Wonderlich et al., 2005).

Tali dati, uniti a tutto il materiale facilmente fruibile in rete, ci portano a riflettere su quanto siano pericolosi simili concorsi che mirano più a mercificare l’infanzia deformandola secondo un’ottica adultocentrica anziché preservarla.

 

Tirocinante: Claudia Isaia

Tutor: Fabiana Salucci

 

Bibliografia:

Cremaschini M. (2017), “Genitori Narcisisti”, Blog di attività divulgativa.

Freud, S. (2013). Introduzione al narcisismo. Bollati Boringhieri.

Wonderlich, A. L., Ackard, D. M., & Henderson, J. B. (2005). Childhood beauty pageant contestants: associations with adult disordered eating and mental health. Eating Disorders, 13(3), 291-301.

 

Sitografia:

http://www.articles4all.org/types-of-beauty-pageants

https://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/29/linfanzia-violata-delle-bambine-modelle/194405/

http://www.marilenacremaschini.it/genitori-narcisisti/

https://www.tandfonline.com/doi/abs/10.1080/10640260590932896

http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/421861/trincia-baby-miss-americane.html

https://edition.cnn.com/2011/09/12/opinion/henson-toddlers-tiaras/index.html

https://www.deseretnews.com/article/865567072/Toddlers-and-Tears-The-sexualization-of-young-girls.html?pg=all

 

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