Il flirt: la leggerezza della seduzione

“È bastato uno sguardo, o un gesto, o un breve colloquio. La loro anima se n’è andata, per un istante, per un’ora.”

La celebre frase tratta dal “Diario di un seduttore” di Kierkegaard (1943), ispirato al Don Giovanni di Mozart, offre una veduta esemplificativa di quel che poteva significare, in tempi passati, avere un incontro, una simpatia per una donna, uno scambio, un flirt! Aveva a che fare con un vero e proprio corteggiamento, col sedurre una donna per farla innamorare, per ottenere i suoi favori o, più innocentemente, per essere ricambiati nei propri sentimenti e, fine di ogni gentiluomo che si rispettasse, per convolare a nozze. Sebbene quest’ ultimo non fosse esattamente il fine del Don Giovanni…

Oltretutto in epoche passate il corteggiamento era prerogativa degli uomini, il che limitava notevolmente la possibilità di vedere la cosa in termini di reciprocità, come più tardi è avvenuto. Infatti, più avanti negli anni, sono state introdotte altre e differenti visioni del corteggiamento: Givens (1978) ne ha stilato un modello stadiale dove in un primo momento ci si preoccupa fondamentalmente del proprio aspetto estetico e si iniziano a lanciare sguardi d’intenzione alla persona interessata: fase dell’attenzione; in seguito si inizia a modellare la propria espressione facciale affinché riesca ad inviare messaggi espliciti in direzione dell’interessato/a, siano essi un battere le ciglia, reclinare la testa o mordersi le labbra: fase del riconoscimento; per finire, e solo in questo momento, si inizia lo scambio vero e proprio con la conversazione, i sorrisi e la possibilità del contatto fisico: fase dell’interazione.

Ma oggi cosa si intende precisamente quando si parla di flirt? Il termine è naturalmente inglese, ma ormai da tempo anche da noi utilizzato e difficilmente traducibile. Da dizionario con flirt s’intende “corteggiare, civettare; tipo di relazione amorosa, di solito a carattere idillico-sentimentale, fatta di schermaglie amorose, di incontri romantici, per piacevole passatempo e senza intenzioni serie”.

Per quanto riguarda la definizione psicologica del termine, Downey e Vitulli (1987) hanno definito il “flirting” secondo due accezioni: la prima indica un rapporto informale esistente fra due persone in cui una o entrambe coltivano delle aspettative di intimità (con la speranza di accrescerla e, in qualche modo, di “consumarla”). L’altra accezione si riferisce ai primi messaggi di interesse che si inviano ad un’altra persona. Risulta quindi chiaro che in questo contesto il flirt svolge due funzioni principali: seduzione e comunicazione.

In effetti, ad oggi, senza questo tipo di “messaggi in codice” difficilmente, uomo o donna che siano, inizierebbero l’approccio con l’altro sesso. Il flirt diventa quasi la condicio sine qua non per poter fare il famoso primo passo, senza la quale l’intera faccenda del corteggiamento potrebbe essere accantonata al primo dubbio rispetto all’interesse dell’altro.

Ad ogni modo, al di là della finalità del flirt, una componente essenziale e da non sottovalutare è sicuramente quella edonica: il giocare, lo stuzzicare, il provocare l’altro con i propri atteggiamenti, con i propri sguardi, con i propri comportamenti talvolta anche sfacciati, riesce in molti casi a regalare quelle sensazioni di libertà e quasi di potere, che possono rappresentare il più trainante incentivo all’amore e anche all’autostima. “Il flirt – dice De Botton (2016) – offre un antidoto a una tipica malattia della maturità: una visione eccessivamente negativa di noi stessi. In più flirtare è dignitoso: al più si potrà sempre dire di essere state fraintesi”.

Per non tralasciare nessuno degli aspetti che ruotano attorno al flirt, tocca ricordare che fa bene alla salute! Infatti, è stato dimostrato mediante due differenti e riproducibili studi (Roney et al., 2009; Davison et al., 2008), che quest’attività aumenta i livelli di cortisolo e di testosterone, due ormoni generalmente associati a uno stato di benessere. Infatti, a quanto pare anche inconsapevolmente, dopo attività che comportano lo stare fisicamente vicini a persone che ci interessano sessualmente, si assiste ad un aumento degli “ormoni della felicità”. Anche nelle donne, è stato dimostrato che lo stare vicine al proprio partner, o durante e dopo un’attività sessuale soddisfacente, il sistema parasimpatico regala uno stato di benessere diffuso, a differenza di quando si è stressati o arrabbiati, emozioni e sensazioni responsabili dell’aumento di adrenalina e ansia.

Sono diverse le situazioni sociali che riescono ad accogliere perfettamente questa modalità di scambio: una serata in un club, un aperitivo dopo il lavoro, una cena tra amici vecchi e nuovi, ed oggi anche gli innovativi speed date o le chat su internet (dove chiaramente una parte molto importante della comunicazione seduttiva, quella fisica, viene necessariamente a mancare). Ma anche una situazione più quotidiana, un contesto più familiare, come la scuola, l’università o il luogo di lavoro possono essere vissuti in quest’ottica, purché la cosa non finisca per privare il piacere della novità, della scoperta, della freschezza che di solito accompagna l’esperienza del flirting.

In conclusione il flirt è indubbiamente, ieri come oggi, da inquadrare come una delle attività interpersonali più positive e appaganti che possano essere sperimentate.

TIROCINANTE: Elisa Grano

TUTOR: Margherita Attanasio

BIBLIOGRAFIA

Kierkegaard, S.A. (1843). Diario di un seduttore. Edizioni Bur.

Davison SL, Bell RJ, LaChina M, Holden SL, Davis SR. (2008) Sexual function in well women: stratification by sexual satisfaction, hormone use, and menopause status. The Journal of Sexual Medicine.

De Botton, A. (2016). Il corso dell’amore. Guanda.

Downey, J. L., & Vitulli, W. F. (1987). Self-report measures of behavioral attributions related to interpersonal flirtation situations. Psychological Reports61, 899-904.

Givens, D.B. (1978). The nonverbal basis of attraction: flirtation, courtship, and seduction. Psychiatry. 1978 Nov;41(4):346-59.

James R. Roney, Zachary L. Simmons, Aaron W. Lukaszewski (2009). Androgen receptor gene sequence and basal cortisol concentrations predict men’s hormonal responses to potential mates, Proceedings of the Royal Society.

SITOGRAFIA

http://www.treccani.it/vocabolario/flirt/

FLIRTARE FA BENE ALLA SALUTE

http://www.corriere.it/salute/09_settembre_30/flirtare-belle-donne-fa-bene-uomini_ee09985e-adba-11de-a90c-00144f02aabc.shtml

FLIRTARE FA BENE ALL’AUTOSTIMA

http://forum.corriere.it/supplemento-singolo/06-05-2017/flirtare-fa-bene-allautostima-2993249.html

 

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