Grooming: le insidie che si nascondono online

Oggi ci troviamo a vivere in un mondo totalmente diverso rispetto quello di qualche anno fa. In un’era ormai definita a tutti gli effetti virtuale, i giovani sono immersi nella tecnologia e nell’accesso immediato e costante ad internet; non vi è più solamente il televisore o il computer,  ma anche lo smartphone, divenuto progressivamente una sorta di estensione del nostro corpo e della nostra mente (Oliverio Ferraris 2014). Le generazioni precedenti, che guardano i loro figli e nipoti usare i più disparati dispositivi tecnologici, avanzatissimi con grande naturalezza e disinvoltura, rimangono totalmente sbalorditi. In pochi anni, si è fatto spazio un gap generazionale insanabile, poichè vi è un approccio al digitale molto differente (Manca 2014).

La generazione dei nativi digitali, definiti così nei primi anni del 2000 (Prensky 2001), comunica continuamente attraverso chat e social network ed è la generazione che non si separa mai dallo smartphone, del quale non può più fare a meno. Lo smartphone diventa così un elemento indispensabile e immancabile nella vita di ogni adolescente, così come tutte le modalità comunicative ad esso legate come le foto, i messaggi vocali, i gruppi chat, gli screenschot, i social network, le smart tv, ecc., tutte modalità che li portano ad essere costantemente connessi ad internet ed interconnessi con il mondo intero (Manca 2016).  Dunque la tecnologia è un elemento che ha in qualche modo rivoluzionato tutto il percorso di crescita di ragazze e ragazzi. Giovani che si trovano a passare ore e ore a chattare con persone a grandi distanze, oppure a coltivare gran parte delle relazioni attraverso i social, ma raramente di persona. Oggi si può tranquillamente rimanere seduti nella propria camera e nel frattempo chattare con chiunque, anche a centinaia di chilometri di distanza.

La vita on line è relativamente semplice, del resto basta premere un tasto e tutto diventa pubblico nell’immediato. A volte però questa velocità può non essere così positiva, perché può portare a fare cose che nella vita reale forse non faremmo affatto, o comunque le faremmo con più giudizio e cautela (Pellai 2016).

Uno dei pericoli che si cela dietro l’uso ingenuo di internet è il grooming, o adescamento online. Si tratta di una particolare tecnica di manipolazione, che viene utilizzata da alcuni adulti, per di più pedofili, con l’intento di coinvolgere adolescenti e pre-adolescenti in pratiche sessuali. Ciò che utilizzano queste persone sono social network, chat o giochi online (Manca 2016). E’ allarmante il fatto che il grooming sembra essere sempre più diffuso e coinvolge moltissimi giovani che navigano liberamente nel web senza percepire il minimo pericolo (Mitchell et al. 2001). Adescare un adolescente attraverso l’uso di internet non è così difficile, è per questo probabilmente che tale pratica è una delle più temute dai genitori. L’adescatore è molto spesso una persona molto abile nell’instaurare con il minore un rapporto via via più intimo, a partire da un primo contatto attraverso un social network o una e-mail. Non sembra esserci apparentemente una violenza nelle azioni del groomer, infatti la maggior parte delle volte, egli riesce ad instaurare con la vittima un rapporto di grande intimità e fiducia (Pellai 2006). Sono state identificate diverse fasi dell’adescamento online (O’Connell 2003): solitamente all’inizio l’adescatore sceglie la vittima instaurando con lei un contatto di conoscenza, poi vi è un’escalation di manovre atte ad instaurare un rapporto sempre più di fiducia con l’intento, prima di indagare i rischi che ha di essere scoperto, interrogando il minore sulle persone che sono presenti in casa, oppure la posizione del computer, e poi inserendo nelle conversazioni argomenti sessuali inizialmente virtuali, ma che spesso portano ad un incontro di persona (Manca 2016).

La vittima perfetta sembra essere l’adolescente di tredici o quattordici anni, la metà dei minori adescati rientrano proprio in questa fascia di età.

Come può l’adulto fornire al giovane gli strumenti adeguati per difendersi da questo tipo di pericoli? Non esistono regole scritte, di sicuro non ci sono manuali da seguire alla lettera, quel che è certo, è che l’arma più potente resta sempre la comunicazione, oltre che un buon esempio diretto dell’uso di internet (Pellai 2016). I giovani vanno educati ai media e ai pericoli ad essi collegati, inoltre vanno anche informati adeguatamente rispetto alla sessualità e all’affettività, questo perchè molto spesso il rischio aumenta quando i minori non hanno ricevuto un’appropriata educazione rispetto a tali questioni. I ragazzi dovrebbero sentirsi liberi di parlare con gli adulti di riferimento, di qualsiasi esperienza fatta online senza avere paura di essere puniti o privati del proprio profilo social. E’ necessario l’utilizzo di regole precise e condivise, come ad esempio posizionare il computer in uno spazio condiviso dalla famiglia, usare software di protezione, condividere raccomandazioni per un uso sicuro di internet, parlare con onestà e tranquillità della possibilità di incontrare online persone potenzialmente pericolose e informare del fatto che non sempre le persone dietro ad una tastiera sono chi affermano di essere, ed è bene mostrarsi sempre disponibili all’ascolto (Manca 2016).

E’ dunque di fondamentale importanza che gli adulti accompagnino e proteggano i più giovani nel mondo virtuale attraverso una supervisione e una educazione a tutto tondo sin dalla prima infanzia, in modo da assicurare ai giovani quelle competenze affettive, cognitive e valoriali che più avanti saranno necessarie e sufficienti a poter gestire al meglio diverse situazioni in mancanza dell’adulto (Manca 2016).

A cura della tirocinante IISS: Emanuela D’Alessio

Tutor: Davide Silvestri

Riferimenti bibliografici

Manca M. (2016). “Generazione Hashtag. Gli adolescenti dis-connessi”. Alpes Italia S.r.l., Roma

Mitchell K.J., Finkelhor D.,Wolak J. (2001). “Risk factorsfor and impact of online sexual solicitation ofyouth. Jama. In

O’Connell R. (2003). “A typology of cybers exploitation and on-line grooming practices. Cyberspace Research Unit, Univercity of Central Lancashire. In Manca M. (2016). “Generazione Hashtag. Gli adolescenti dis-connessi”. Alpes Italia S.r.l., Roma

Oliverio Ferraris A. (2014). “La sindrome di Lolita. Perché i nostri figli crescono troppo in fretta”. BUR Rizzoli, Milano

Pellai A. (2016b). “Tutto troppo presto. L’educazione sessuale dei nostri figli nell’era di internet”. De agostini, Novara.

Prensky M. (2001). Digital natives, digital immigrants part 1. On the horizon, 9 (5), 1-6. In Manca M. (2016). “Generazione Hashtag. Gli adolescenti dis-connessi”. Alpes Italia S.r.l., Roma

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