Guardare e non toccare. Il Voyeurismo

Il canale visivo è di fondamentale importanza nella comunicazione, basti pensare al neonato che prima ancora di imparare a parlare stabilisce i primi contatti con gli altri attraverso lo sguardo.

Anche nella sessualità riveste un ruolo decisivo, in quanto gli stimoli prodotti dal canale visivo sono un incipit all’eccitazione sessuale,come ad esempio il guardare il partner spogliarsi.

Ma, alcune volte, il guardare può trasformarsi in un comportamento parafilico spostandosi così nel panorama del voyeurismo.

Il DSM-5 descrive il fenomeno come :

“Eccitazione sessuale ricorrente e intensa, manifestata attraverso fantasie, desideri o comportamenti, per un periodo di almeno sei mesi, derivante dall’osservare, a sua insaputa, una persona nuda o che che si sta spogliando o che è impegnata in attività sessuali.

L’individuo ha messo in atto questi desideri sessuali a discapito di un’altra persona non consenziente oppure i desideri o le fantasie sessuali causano disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti.”

Il voyeurismo è una parafilia tipicamente maschile. La proporzione tra maschi e femmine è 3 su 1, con una prevalenza del 12% nella popolazione maschile e 4% nella popolazione femminile. L’età di insorgenza è 18 anni.

L’esperienza del voyeur è tendenzialmente legata al procurarsi una forte eccitazione semplicemente osservando il comportamento erotico-sessuale di uno sconosciuto. Di solito l’orgasmo è un prodotto dell’attività masturbatoria concomitante all’attività voyeuristica o più tardi, in risposta al ricordo di ciò a cui ha assistito.

Anche se questi soggetti spesse volte hanno fantasie riguardo all’avere esperienze sessuali con le persone “spiate”, il reale acting out avviene raramente e può capitare che il comportamento voyeuristico costituisca l’unica forma di attività sessuale. L’eccitazione, quindi, è circoscritta al semplice guardare e poter “violare” la sfera intima di una o più persone senza che queste se ne accorgano, ed è attivata soprattutto dal “rischio” di essere scoperti.

Quando il voyeurismo crea distress, disagio e sofferenza a se stessi e/o a terzi allora non si parlerà più di parafilia ma di disturbo parafilico.

Il disturbo parafilico infatti compromette la vita sociale e affettiva del voyeurista, e l’autoerotismo a seguito degli episodi di voyeurismo viene a configurarsi come l’unica espressione possibile della sua sessualità.

Tra i vari studi rispetto all’eziologia del disturbo parafilico di tipo voyeuristico, Money descrisse la “Lovemap” (1986).

Cosa è una Lovemap?

“E’ una rappresentazione, uno schema, che si sviluppa nella mente delle persone e che descrive in modo minuzioso e stimolante la rappresentazione di ciò che si ama e il rispettivo programma erotico-sessuale.

Secondo Money, tutte le persone introiettano immagini anche idealizzate di ciò che sentono come stimolanti, per creare mentalmente uno schema utile per la rappresentazione erotico-sessuale” (http://www.health-project.it/?p=410).

Nella mappa le informazioni relative alla sessualità di un individuo sono caratterizzate: a) dagli scopi; b) dalle attività; c) dagli impulsi; d) dai valori.

gli scopi possono essere definiti anche “oggetti sessuali”. Questi sono tutte le rappresentazioni concrete e mentalizzate della lovemap. Gli oggetti possono essere rappresentati semplicemente da elementi tipici di una parte del corpo di una persona (il piede, le mani), ma possono anche essere un oggetto a essa associato, come nel caso delle scarpe o di un qualsiasi altro indumento più o meno intimo. Ogni essere umano può interiorizzare una serie di oggetti senza particolari limiti, né morali né culturali. Al riguardo, è chiara la presenza di oggetti spesso riconosciuti come “aberranti”, come l’attrazione pedofilica o zoofilica;
le attività inserite nella lovemap sono rappresentate come azioni reali o fantastiche che una persona immagina di commettere in risposta a quel preciso e particolare oggetto “tracciato” a livello mnestico. Il guardare, ad esempio, diventa per il voyeurista l’attività sessuale fondamentale. A livello mnestico non vengono posti limiti neanche per le attività. Si osservano, quindi, comportamenti come baciare, accarezzare, leccare e molto di più, ma anche fantasie specifiche, come il fare sesso con una persona famosa, una pornostar, una persona violenta;
l’impulso è certamente l’aspetto clinico più importante e a volte rischia di essere male interpretato. Nella lovemap l’impulso è la rappresentazione della motivazione che la persona sente di avere verso quel particolare oggetto sessuale. Nel voyeurista, ad esempio, lo sbirciare diventa il comportamento di tipo compulsivo, irrefrenabile, che promuove il desiderio di osservare persone nude sconosciute mentre si spogliano o quando sono impegnate in attività intimo-sessuali. L’impulso quando non è soddisfatto, è responsabile di stati ansiosi o comunque spiacevoli, il che spinge le persone a fare esperienze “obbligate” per il proprio soddisfacimento impulsivo, così da riuscire a svincolarsi emotivamente dalle condizioni sgradevoli;
il comportamento di ogni individuo nei confronti dei propri oggetti/scopi e delle proprie attività sessuali ha un certo valore. Una persona può pensare a certi valori come fatti positivi e/o negativi. Tali valori, nella loro varietà e intensità, tendono a muoversi in risposte veicolate direttamente dallo stesso impulso (Quattrini, 2015).
Alle basi del disturbo parafilico troviamo una profonda inadeguatezza sessuale dell’individuo che, trovandosi spesso incapace di realizzare un rapporto erotico-sessuale, cerca soddisfazione attraverso atti voyeuristici, in cui la masturbazione appaga il senso di ansia e frustrazione vissuti.

Aspetti di questo disturbo è possibile ritrovarli anche nelle nuove forme di dipendenza, in particolare nelle dipendenze da ciber-sex, in cui la ricerca dell’individuo è finalizzata alla visione di video amatoriali voyeuristici e/o alla condivisione di tale materiale all’interno di forum e gruppi.

 

Tirocinante: Annalisa De Angelis

Tutor: Fabiana Salucci

 

Bibliografia

APA- American Psychiatric Association (2013), Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, quinta edizione DSM-5, ed. Raffaello Cortina.

Dalle Luche R.P. (2014), Lo sguardo del desiderio. Nota su un caso di smartphone-voyeurismo, Psichiatria e psicoterapia 33,3.

Quattrini F. (2015), Parafilie e devianza. Psicologia e psicopatologia del comportamento sessuale atipico, Giunti Editore.

 

Sitografia

http://www.fioriblu.it/sessualita/salute-psicologia/voyeurismo.htm

http://www.health-project.it/?p=410

 

Condividi

Lascia un commento

Scrivi e poi premi Invio per cercare