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Il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, nella sua quinta edizione risalente al 2013 riserva un capitolo a sé stante per le Parafilie e per  i Disturbi Parafilici specificando le varie differenze tra le due condizioni.

Se da una parte il manuale definisce la parafilia con questi termini: “un comportamento che prevede un intenso e persistente interesse sessuale che differisce dall’interesse sessuale per la stimolazione genitale o i preliminari sessuali con partner umani, fenotipicamente normali, fisicamente maturi e consenzienti (APA, 2013), dall’altro delinea un Disturbo Parafilico come “una parafilia che nel momento presente causa disagio o compromissione nell’individuo o una parafilia la cui soddisfazione arreca o ha rischiato di arrecare danno a se stessi o agli altri (APA, 2013)”.

A tal proposito è importante sottolineare che il DSM-5 dedica una precisa  categoria denominata “Disturbi Parafilici con Altra Specificazione”  in cui rientrano tutti quei Disturbi Parafilici che “causano disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti e predominano ma non soddisfano i criteri per un qualsiasi dei disturbi della classe diagnostica dei Disturbi Parafilici” (APA,2013).

Tra i Disturbi Parafilici con Altra Specificazione (insieme alla necrofilia, zoofilia, clismafilia, urofilia, e coprofilia) emerge la scatologia telefonica.

Con quest’ultima il focus erotico-sessuale riguarda la messa in atto di comportamenti osceni attraverso l’uso del telefono, il quale garantisce anonimato e al tempo stesso vicinanza nei confronti della vittima. Secondo alcuni studi le donne hanno una maggior probabilità rispetto agli uomini di essere vittime di questo tipo di violenza; nello specifico una ricerca canadese ha stimato che circa l’83,2 % di soggetti femminili hanno subìto telefonate oscene e minacce telefoniche da parte di sconosciuti durante la loro vita.

Un probabile meccanismo, che potrebbe spiegare le cause sottostanti alla problematica, riguarda la teoria definita “Courtship Disorder” di Kurt Freund.

Il medico-sessuologo canadese descrive quattro fasi del corteggiamento che sono:

  • ricerca del potenziale partner sessuale
  • interazione pre-tattile
  • interazione fisica
  • rapporto sessuale

In relazione a questo modello teorico la Scatologia Telefonica (insieme all’Esibizionismo) si inserisce nell’impossibilità di chi ne è affetto di uscire dalla fase di interazione pre-tattile; sembra tuttavia che l’unica fase che questi soggetti rispettino sia quella della ricerca del potenziale partner sessuale, andando incontro e sfociando nel disturbo parafilico quando vi è un ipotetico avvicinamento con l’altro diverso da sé.

Tuttavia è possibile stilare un profilo di chi presenta questo disturbo classificando le seguenti tipologie di molestatore:

  • Preadolescenti e adolescenti: quello che può apparire come un ingenuo scherzo telefonico, in realtà potrebbe nascondere un disturbo parafilico se reiterato nel corso del tempo.
  • Il seduttore: riporta modi chiaramente più subdoli e viscidi rispetto alla categoria sopracitata. L’incipit della telefonata può contenere le scuse rivolte alla vittima, fingendo ad esempio di aver sbagliato numero telefonico; il molestatore tenterà poi un approccio telefonico che sarà difficile da gestire a lungo, in quanto sfocerà presto in minacce, insulti e volgarità nei confronti della vittima, non raramente accompagnate da pratiche di autoerotismo.
  • L’imbroglione: viene definito tale in quanto imbroglia le vittime, fingendosi un operatore call-center, o un venditore. Si comporta similmente al seduttore, tentando dapprima (eccitandosi con pratiche masturbatorie) un approccio con modi gradevoli e civili per poi dilagare volgarmente in provocazioni e comportamenti aggressivi.
  • Il parassita: è colui che usufruisce dei servizi help-line e simili (come servizi di consulenza e informazione) per praticare autoerotismo e rivolgersi aggressivamente agli operatori.

Sebbene la Scatologia Telefonica sia classificata come un Disturbo Parafilico con Altra Specificazione e sia meno frequente rispetto ai Disturbi Parafilici “maggiori (come Disturbo Feticistico, Voyeuristico, Frotteuristico, Esibizionistico, per citarne alcuni) viene comunque definita come una manifestazione che arreca disagio clinicamente significativo per chi ne soffre, limitandone anche il regolare svolgimento della vita lavorativa, sociale ed emotiva.

 

Tirocinante: Letizia De Panfilis

Tutor: Fabiana Salucci

 

Bibliografia:

American Psychiatric Association (2013).  Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (5th ed.).Washington, D.C.

Jannini, A.J., Lenzi, A., Maggi, M. Sessuologia Medica. Trattato di psicosessuologia, medicina della sessualità e salute della coppia. Edra, (2017).

Quattrini, F. Parafilie e Devianza, Psicologia e Psicopatologia del Comportamento Sessuale, Firenze, Giunti, 2015.

 

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