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“Il profumo dell’amore sa di te.

Quello del sesso anche” diceva Charles Bukowski.

Nell’attrazione sessuale c’è davvero una forte componente chimica, legata ai feromoni che costituiscono una sorta di “carta d’identità” olfattiva, un’aura invisibile ma molto precisa: è infatti dovuta alla complessa varietà delle secrezioni delle ghiandole sudoripare e sebacee, modulata dagli ormoni sessuali, e contribuisce alla mappa olfattoria, ossia all’odore individuale, che è specifico e unico per ciascuno di noi. Quest’aura non è percepita a livello conscio, ma subliminale, dagli individui della stessa specie (Graziottin, 2017).

I feromoni modulano i comportamenti socialmente rilevanti per la sopravvivenza individuale o la riproduzione. Dopo la pubertà, la composizione dei feromoni individuali è determinata dal sistema maggiore di istocompatibilità (Major Histocompatibility Complex, MHC), un insieme di geni che coordina l’immunocompetenza e i cui marcatori sono presenti, ad esempio, sulle superficie dei globuli bianchi (Human Leukocyte Antigens, HLA). La finalità specifica di questo sistema è consentire l’attrazione sessuale tra due soggetti che abbiano la massima probabilità di “successo riproduttivo”, ossia di avere figli biologicamente più vitali (ibidem).

Nella donna, i feromoni vengono secreti con una modalità qualitativa e quantitativa differente non solo nelle due grandi fasi della vita (età fertile e menopausa), ma anche all’interno del ciclo mestruale, con un picco durante l’ovulazione. Sono mediati da estrogeni, progesterone e testosterone, e contribuiscono al “profumo di donna” (ibidem) che tanta parte ha nell’attrazione sessuale più profondamente istintuale. Nell’uomo, sono gli androgeni i più potenti mediatori della secrezione feromonale (il “profumo di maschio”) che ha la capacità, fra l’altro, di attivare e ottimizzare l’ovulazione nella donna (ibidem).

L’odore è il profumo di pelle, il fattore più potente dal punto di vista dell’attrazione “procreativa”, che si accende nell’intimità. La mancanza della componente olfattiva dell’attrazione può spiegare perché la vasta maggioranza (75-80%) degli incontri avvenuti via Internet naufraghi subito o nel giro di poche settimane. Nel corteggiamento virtuale infatti è massima la componente immaginativa, di fantasia e di illusione e manca invece quella olfattiva, finché non ci si incontri, e il senso di estraneità di pelle può essere fatale. Anche perché via social possiamo raccontarci tante storie ma la verità del corpo, nella realtà, ha sempre l’ultima parola.

Gli studi sui feromoni sono imponenti tra gli animali che hanno un organo vomeronasale e per questo sono detti “macrosmatici”. Questo archicervello fa del riconoscimento e della mappatura degli odori un pilastro chiave della sopravvivenza, della ricerca di cibo e di condizioni ottimali per la riproduzione. La nostra specie ha invece un rinencefalo poco sviluppato rispetto alla parte della corteccia (neocervello) e per questo è detta “microsmatica”. Si pensava, perciò, che i feromoni fossero marginali, anche nella sessualità, rispetto ai fattori visivi, uditivi e tattili. In realtà, molte osservazioni cliniche fanno riconsiderare con sempre maggiore attenzione il ruolo degli odori nella nostra vita affettiva e sessuale. Per esempio, annusare l’estratto di feromoni può far anticipare o ritardare l’ovulazione femminile di circa il 20%; le donne si sentono più calme in presenza di feromoni maschili; l’avvertire i feromoni della donna in fase fertile, aumenta il testosterone negli uomini che trovano attraenti l’odore e il gusto delle secrezioni femminili prima e durante l’ovulazione (Graziottin, 2019).

In altre parole, tutto è biologicamente predisposto per favorire l’attrazione reciproca quando è massima la probabilità di concepimento. L’attrazione “procreativa” diventa poi irresistibile se l’attrazione fisica si intreccia all’amore, alla fiducia, all’affinità di educazione, alla sensazione meravigliosa di aver finalmente incontrato “la propria metà” con cui costruire una famiglia affettuosa e felice (ibidem).

 

Tirocinante: Veronica Dan
Tutor: Fabiana Salucci

Immagine inserita dal sito: https://www.youtube.com/watch?v=6KYw5ZTwRAw

 

Bibliografia:
Angela, P. (2014). Ti amerò per sempre. Edizioni Mondadori.
Grammer, K., Fink, B., & Neave, N. (2005). Human pheromones and sexual attraction. European journal of obstetrics & gynecology and reproductive biology, 118(2), 135-142.
Graziottin, A. (2000). Libido: the biologic scenario. Maturitas, 34, S9-S16.
Graziottin, A., & Basson, R. (2004). Sexual dysfunction in women with premature menopause. Menopause, 11(6 Part 2 of 2), 766-777.
Graziottin, A., & Leiblum, S. R. (2005). Biological and psychosocial pathophysiology of female sexual dysfunction during the menopausal transition. The Journal of Sexual Medicine, 2, 133-145.
Martín-Sánchez, A., McLean, L., Beynon, R. J., Hurst, J. L., Ayala, G., Lanuza, E., & Martínez-Garcia, F. (2015). From sexual attraction to maternal aggression: when pheromones change their behavioural significance. Hormones and behavior, 68, 65-76.
Roberts, S. A., Simpson, D. M., Armstrong, S. D., Davidson, A. J., Robertson, D. H., McLean, L., … & Hurst, J. L. (2010). Darcin: a male pheromone that stimulates female memory and sexual attraction to an individual male’s odour. BMC biology, 8(1), 75.
Sandler, B. H., Nikonova, L., Leal, W. S., & Clardy, J. (2000). Sexual attraction in the silkworm moth: structure of the pheromone-binding-protein–bombykol complex. Chemistry & biology, 7(2), 143-151.
White, J. Q., Nicholas, T. J., Gritton, J., Truong, L., Davidson, E. R., & Jorgensen, E. M. (2007). The sensory circuitry for sexual attraction in C. elegans males. Current Biology, 17(21), 1847-1857.

Sitografia:
https://www.alessandragraziottin.it/it/index.php

 

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