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Il desiderio è stato definito come uno stato motivazionale legato ad una consapevolezza soggettiva e volto a raggiungere la soddisfazione di un bisogno percepito come mancante (Cherkasskaya& Rosario, 2017). Esso costituisce la dimensione più complessa della sessualità umana, e può essere considerato come una funzione associativa complessa, attivata da stimoli endogeni ed esogeni, che induce il bisogno e desiderio di comportarsi sessualmente (Vernocchi, 2019).

Gli stimoli endogeni comprendono l’immaginario erotico, la memoria di esperienze precedenti, le fantasie sessuali spontanee, i sogni erotici, i bisogni pulsionali, le emozioni: ciascuno è espressione psichica dell’attivazione biologica di diverse aree e circuiti cerebrali. Gli stimoli esogeni sono tutti quei segnali, come voci, suoni, immagini o profumi che sono percepiti come attraenti e sono veicolati attraverso gli organi di senso.

Il desiderio è estremamente soggettivo e mutevole nel tempo, non solo tra individui diversi, ma anche all’interno della stessa persona, passando da fluttuazioni nella giornata a grandi cambiamenti in fasi specifiche della vita (Nimbi et al., 2018). La ricerca segnala che esistono differenze di genere nel modo in cui il desiderio sessuale viene vissuto e inteso: le donne usano l’intimità e la vicinanza come via d’accesso al sesso, gli uomini il sesso come via d’accesso all’intimità e alla vicinanza.

Il desiderio femminile è supportato biologicamente in misura maggiore rispetto a quello maschile, poiché condizionato dalle fluttuazioni ormonali mensili (Caruso et al., 2014). Oltre agli aspetti fisici, biologicamente mediati, il desiderio sessuale ha, nella nostra specie, importanti significati relazionali e connessi all’affettività, come l’espressione di amore e passione, come rivelatore dell’intensità della relazione, come significato capace di indurre radicali cambiamenti nella vita personale.

Stati affettivi negativi, credenze sessuali errate, schemi cognitivi maladattivi e pensieri automatici negativi possono minare il funzionamento sessuale nelle donne, incluso il desiderio. Da un punto di vista puramente psicodinamico, alcuni contributi hanno messo in evidenza l’utilizzo, da parte della donna, di meccanismi difensivi (proiezione, identificazione proiettiva, dissociazione e regressione), che allontanandola dalla dimensione del piacere, la porterebbero distante anche dallo sperimentare il desiderio (Fabrizi & Tizi, 2019).

Per il disturbo del desiderio femminile sono risultati significativi alcuni fattori predisponenti: un atteggiamento culturalmente rigido sul potersi concedere di sperimentare piacere sessuale, senso di inadeguatezza nei confronti di tutta l’area della femminilità, tendenza all’introversione sociale e alla depressione, una modalità di entrare in relazione con l’altro caratterizzata da bisogno di controllo e rigidità emotiva, accompagnata dalla scissione tra mente e corpo, con scarsa conoscenza del proprio corpo e di quello del partner.

Tra i fattori precipitanti troviamo la scarsa comunicazione tra partner, le risposte inadeguate ai bisogni sessuali e i cambiamenti nella vita che portano alla de-sessualizzazione dei ruoli, come il passaggio alla funzione genitoriale. Per quanto riguarda il desiderio maschile, la letteratura ha confermato il ruolo cruciale del testosterone (influenza positiva) e della prolattina (influenza negativa) sul desiderio, nonostante i risultati per altri ormoni siano meno chiari. Tra i fattori psicologici, specifici stati umorali possono inibire o promuovere il desiderio sessuale.

La depressione e l’ansia sono state per lo più associate a bassi livelli di desiderio (Nimbi et al., 2019). Il disturbo da Desiderio Sessuale Ipoattivo (DDSI) è fortemente associato a sentimenti di rabbia, colpa, ansia, tristezza e vergogna. Studi più recenti hanno evidenziato come il basso desiderio sia più associato alla mancanza di emozioni positive piuttosto che alla presenza di emozioni negative legate alla sessualità (Nimbi et al., 2018).

È importante tener conto anche della presenza di altre problematiche sessuali (personali o del partner) e di distress sessuale che può avere un effetto negativo importante sul desiderio. In uno studio di Corona e colleghi (2013) è emerso che il DDSI negli uomini si presenta frequentemente in comorbidità con disfunzione erettile (38%), eiaculazione precoce (28%), e con eiaculazione ritardata (50%). Ne deriva che una buona funzione sessuale è un fattore protettivo, in quanto è in grado di aumentare la soddisfazione sessuale e relazionale e conseguentemente i livelli di desiderio (Nimbi et al., ibidem).

 

Tutor: Dott.ssa Fabiana Salucci
Tirocinante: Eleonora Strozzi

Bibliografia
-Caruso, S., Agnello, C., Malandrino, C., Lo Presti, L., Cicero, C., Cianci, S., (2014), Dohormonesinfluencewomen’s sex? Sexual activity over the menstrualcycle., The journal of Sexual Medicine, 11.
-Cherkasskaya, E., Rosario, M., (2017), A model of femalesexual desire: internalized working models of parent-childrelationships and sexual body self-representations, Archives of sexualbehaviour, 46, 2429-2444.
-Corona, G., Rastrelli, G., Ricca, V., Vignozzi, L., Monami, M., Maggi, M., (2013), Risk factorsassociated with primary and secondaryreduced libido in male patients with sexualdysfunction, The journal of Sexual Medicine, 10, 1074-1089.
-Fabrizi, A., Tizi, L., (2019), Psicoanalisi e sessuologia clinica, Roma: Aracne editrice.
-Nimbi, F.M., Tripodi, F., Simonelli, C., (2018), Expanding the analysis of psychosocialfactors on sexual desire in men, The journal of Sexual Medicine, 15, 230-244.
-Nimbi, F.M., Tripodi, F., Simonelli, C., Navarro-Cremades, F., Rossi, R., (2019), Male sexual desire: an overview of biological, psychological, sexual, relational, and cultural factorsinfluencing desire, Sexual Medicine Reviews, 5, 508–520.
-Vernocchi, S., (2019), La masturbazione: funzione necessaria allo sviluppo della personalità, Istituto Europeo di Scienze Forensi e Biomediche.

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