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Il pearling o beading, è un tipo di modificazione corporea in cui viene praticata un’incisione sull’asta del pene allo scopo di inserire un oggetto sferico o a volte curvo e allungato. Agli inizi si usavano perle (da qui il nome della pratica), ma oggi si utilizzano altri materiali come silicone, nylon, teflon, acciaio o titanio.

Spesso, un oggetto singolo viene impiantato sulla parte dorsale dell’asta del pene, anche se è possibile collocarlo in diversi modi: in fila, attorno alla circonferenza, o in maniera casuale. Questa pratica ovviamente comporta alcuni rischi seri: può potenzialmente comportare emorragie, infezioni, spostamenti del corpo estraneo e perdita di sensibilità, oltre che una grave infiammazione. Lo scopo del pearling è quello di accrescere il piacere sessuale, non quello di migliorare l’estetica (Fisher et al., 2010).

Un altro aspetto interessante è l’origine della pratica: il pearling deriva da un’usanza della Yakuza (organizzazione criminale internazionale nata in Giappone) che prevedeva per gli affiliati in prigione l’inserimento di una perla a simboleggiare un anno passato in carcere. Questa pratica ha preso piede poi anche negli Stati Uniti, dove i detenuti usavano un cucchiaio di plastica molto affilato per praticare l’incisione, infilando poi tessere del domino, biglie e frammenti di scacchi sotto la pelle del pene.

Un articolo del 2010 su quello che viene definito “impianto di noduli penici artificiali” pubblicato dal Journal of Sexual Medicine, tuttavia, ha sia confermato lo strano legame tra questa pratica e il crimine organizzato che spiegato esattamente che cosa comporta la procedura.

Qual è il motivo di questa operazione? Essenzialmente, far provare maggiore piacere alla partner durante la penetrazione grazie alla nuova “texture” del pene. Almudena López, psicologa e sessuologa dell’Ospedale Universitario di Móstoles (Cuba), mette in discussione quanto detto: “Per stimolare davvero il clitoride, infatti, gli oggetti andrebbero piazzati alla base del pene, cosa che non avviene praticamente mai, in quanto le perle vengono sistemate sull’asta del pene (…)

Per quanto riguarda il punto G, di solito è facile raggiungerlo con un dito, ma molto più complicato toccarlo con il pene. Naturalmente nell’erotismo la psicologia gioca un ruolo fondamentale, e visto che questa famosa perla è contornata da un alone di mistero, potrebbe essere che funzioni come stimolante più per il cervello che per le zone genitali”.

 

Tutor: Fabiana Salucci
Tirocinante: Eleonora Strozzi

 

Bibliografia
Fischer. N., Hauser, S., Brede, O., Fisang, C., Müller, S., 2010, “Implantation of artificial penile nodules: a review of literature”, Journal of Sexual Medicine.

Sitografia
https://www.vice.com/it/article/gy3j47/pearling-pene-cosa-e

 

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