in Sexlog, Curiosità e novità in sessuologia

Nel Web la diffusione della pornografia[1] è attualmente stimata intorno al 4,4% del traffico mondiale, dando vita a un prolifico mercato dal valore di svariati miliardi di dollari. Fra i vari ed innovativi prodotti offerti, le riviste patinate non sembrano aver avuto perdite considerevoli in termini di gradimento. Sulla base delle statistiche fornite da Pornhub[2](primo sito pornografico al mondo) la categoria pornografica più cliccata nel 2017 (che ha visto un aumento spasmodico per il porno delle donne di circa il 1400%) è quella dell’amore saffico “lesbian” seguita da quella “Hentai” sottogenere dei fumetti giapponesi manga (chiamati anche “ero-manga”) e anime (che include videogiochi erotici eroge o H-game, oltre ad una grafica computerizzata Cg-artwork di tipo 2D e 3D utilizzata nello sviluppo di videogiochi e film animati digitalmente) contenenti personaggi sessualizzati e immagini sessualmente esplicite. Tale sezione è stata ulteriormente rinvigorita dalla rappresentazione a cartone animato dei “comics” realizzati a mano: nel paese del Sol Levante[3] questo sostantivo indica ciò che è “sessualmente perverso” o legato alla “perversione sessuale“.

 

La categoria del fumetto Hentai elicita una sessualità esplicita finalizzata a stimolare il consumatore (sebbene, alla pari dei film pornografici, sia oggetto di censura, non mostrando mai le immagini dei genitali),[4][Bacarr, 2004]), rispetto ai manga Ecchi che si ispirano a fantasie erotiche e sottili allusioni senza mostrare la crudezza dell’atto sessuale.

Secondo la psicoterapeuta americana Laurie Betito[5], che ha approfondito gli studi sulla fascinazione di tale particolare sfaccettatura della pornografia: <<… l’Hentai è un modo per le persone di disconnettersi dalla realtà e addentrarsi nel mondo della fantasia totale, nato allo scopo di soddisfare tutti i feticismi possibili >>. Tale dimensione consente di immaginare scene completamente distaccate dalla realtà e dai valori culturali considerati “normali” che sono lo sfogo di ferine fantasie che possono così essere estremizzate.

L’input dell’Hentai, che abbraccia i lettori di tutte le età, (Heimermann & Tullis, 2017) è di esibire il prototipo di una donna appartenente alla società moderna (insegnante, casalinga, infermiera e soprattutto studentessa teenager) che si ritrova coinvolta in un incontro (a volte coercitivo o con soggetti sconosciuti) ed eccitata dallo stesso. In questo modo, i personaggi fantastici disegnati dagli autori passano da una situazione di pudicizia e castità ad una di sensualità e voluttà. In tale dimensione non esistono regole, ed ogni tipo di performance trova senso nella soddisfazione di pulsioni sessuali ataviche e recondite, portando i personaggi ad un abbandono dei sensi.

Fondamentalmente, sono tre le categorie contemplate in tali forme di cartoons[6]:

  • Het, con rapporti eterosessuali;
  • Yaoi, con rapporti omosessuali maschili, dedicati generalmente ad un pubblico femminile;
  • Yuri, con relazioni saffiche tra soggetti di genere femminile.

Il Porno Hentai dimostra di non avere remore ad idealizzare le più intime e scabrose fantasie umane in cui trovano libera espressione numerose parafilie come: feticismo del piede o di seni enormi, coprofilia, urofilia, devotismo, esibizionismo, lattofilia, maiesiofilia, zooerastia, etc; pratiche BDSM o bukkake ( in cui si eiacula in gruppo su una donna sottomessa), rapporti fra soggetti in cui il divario di età crea scandalo per l’opinione pubblica o che si spingono oltre il comune senso del pudore (come nel caso boy × girl), di stupri, morte e overkilling della vittima (Guro), di tipo orgiastico (Harem), di ragazzi/ragazze adolescenti dominate da uomini adulti (Shotacon e Lolicon) o di scene esplicite che rappresentano, metafisicamente, situazioni irreali che spaziano nel campo del sogno e della fantasia (come nel caso degli expansion play, in cui sex toys aumentano a dismisura le parti anatomiche dei soggetti successivamente al loro inserimento negli orifizi). Altri tipi di fantasie riguardano il sesso esplicito con personaggi semi antropomorfi che mostrano fattezze animali o da eroine dei cartoni (come nel caso delle ragazze gatto Nekomimi o di soggetti femminili rimpiccioliti come dei folletti per essere sfruttate sessualmente, chiamate Koonago).

In conclusione, nonostante la censura degli organi genitali che la critica nipponica persiste ad applicare sulla pornografia, non esistono prove empiriche che il consumo della stessa istighi alla violenza sulle donne (Shigematsu, 1999), né che le pseudo-immagini raffiguranti soggetti immaturi possano incitare gli acquirenti ad accostarsi al mondo della pedopornografia (Ost, 125)[7]. Se esiste un universo in cui la sessualità può spingersi oltre la paura di essere perseguiti dalla legge, scevra dai sensi di colpa e da qualsiasi stilla di moralità, questo si incarna nel Porno Hentai che dimostra di detenere il potere di unire sesso e trasgressione, devianza e anomia, comportamenti antisociali e totale assenza del senso del peccato.

 

Tirocinante: Andrea Carbone

Tutor: Fabiana Salucci

 

Bibliografia e Sitografia

Fonte http://www.economywatch.com/world-industries/porn-industry.html

Fonte http://www.fastweb.it/web-e-digital/porno-online-chi-sono-i-consumatori/

Fonte Pornhub – https://www.pornhub.com/insights/2017-year-in-review

[1]Fonte http://www.fastweb.it/web-e-digital/porno-online-chi-sono-i-consumatori/

[2] Fonte Pornhub – https://www.pornhub.com/insights/2017-year-in-review

[3] Il Giappone è fra i cinque maggiori produttori mondiali di pornografia ed il terzo per quanto riguarda i profitti di tali mercato – Fonte http://www.economywatch.com/world-industries/porn-industry.html

[4] Il divieto è stato imposto dal codice penale giapponese a tutela della libertà di espressione – Pagano, U., Procopio, G. (2018) La sessualità giapponese – Uno sguardo sociologico – Ed. Youcanprint.

[5] Betito, L. (2014) The Sex Bible for People Over 50: The Complete Guide to Sexual Love for Mature Couples – Ed. Quiver.

[6] Josephy Hernandez, D.E. (2015) The Translation of Hentai anime. Dalian University, China. Publication from website www.researchgate.com

[7] Josephy Hernandez, D.E. (2015) The Translation of Hentai anime. Dalian University, China. Publication from website www.researchgate.com

 

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