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Negli ultimi anni, con lo sviluppo della tecnologia e degli smartphone, si sono diffusi sul mercato strumenti per il cosiddetto self tracking, ovvero per il monitoraggio degli indicatori biometrici, ad esempio legati al fitness, alla nutrizione e alla qualità delle ore di sonno. Era solo questione di tempo che questo monitoraggio si spostasse anche sulla sfera sessuale della nostra vita. Infatti, sono state create applicazioni e strumenti che permettono di avere “tutte” le informazioni riguardo le performance sessuali: quanto e come lo facciamo o il livello di gradimento dell’esperienza.

Il concetto di base di queste app è che più dati raccogli sul passato più ne saprai per migliorarti in futuro. Registrando la velocità, la frequenza o l’intensità del rapporto, collegate al piacere che abbiamo ottenuto, l’analisi di questi dati ci potrebbero rendere degli amanti “perfetti”. Diverse sono le App sul mercato:
– Spreadsheets: questa app non si limita solo a misurare i movimenti durante un rapporto sessuale ma usa anche il microfono dello smartphone per misurare i livelli del suono emesso durante il rapporto. L’algoritmo dell’app, poi, utilizza i dati raccolti per fare un’analisi statistica della performance, restituendo i risultati dei livelli di rumore e durata del rapporto.
– Lovely: un sex toy che fornisce maggiore piacere durante il rapporto e contemporaneamente registra tutti i dati da trasmettere allo smartphone per registrare la propria vita sessuale. L’app ti dirà quante calorie hai consumato, consiglierà nuove posizioni e ti fornirà statistiche sui movimenti, la forza G raggiunta (sì, proprio l’accelerazione gravitazionale!) e sulla durata spronandoti a dare sempre di più.
– Sex Partner Tracker: quest’app fornisce l’opportunità di documentare il numero di partner, la frequenza e la posizione geografica delle attività sessuali. Inoltre permette anche di registrare chi è l’amante con il punteggio più alto nella tua regione.
– Sex Stamina Tester:  chi usa quest’app deve porre il telefono sul letto per misurare la propria resistenza sessuale. La pubblicità incoraggia a condividere i dati raccolti per essere comparati tra coloro che la usano. Quest’app è diretta soprattutto agli uomini, ma anche le donne sono incoraggiate a scaricarla per misurare la resistenza del proprio partner ed identificare il “ranking” con gli altri uomini (Lupton, 2015).

L’utilità di queste nuove tecnologie sarebbe che permetterebbero all’individuo di essere più consapevole del proprio corpo attraverso un continuo tracciamento di informazioni (Ruckenstein, 2014). L’attenzione è posta soprattutto sulla quantificazione di questi dati che sarebbero associati al funzionamento del corpo e quindi incoraggerebbero le persone a percepire se stessi e il corpo come numeri. L’attività sessuale, quindi, viene ridotta a “numero”: quanto dura un rapporto, quanto spesso lo facciamo, l’intensità e il livello dei suoni emessi. La nozione dell’esperienza sessuale meramente prestazionale e l’associazione del sesso ad un’attività per bruciare calorie porta ad una concezione di esso come mera attività fisica, come il correre o il nuotare (Lupton, 2013). Pertanto, queste app rinforzano ideali riduttivi e normativi rispetto a cosa è una buona prestazione sessuale, incoraggiando le persone a quantificare la propria esperienza, e a considerare come normalità specifiche e limitate tipologie di sessualità. Il contenuto di queste app rinforza, spesso, alcuni stereotipi di genere ponendo l’attenzione solo sulla performance maschile comparando obiettivi sessuali, come il numero di partner oppure la frequenza dei rapporti ecc.

Per essere considerato al top della performance sessuale, l’uomo dovrebbe raggiungere le norme imposte dagli algoritmi di queste tecnologie, evidenziando la propria “superiorità sessuale”, promuovendo così una visione competitiva e comparativa della sessualità. Al contrario, quando l’attenzione si sposta sulle donne e sul loro corpo si pone l’enfasi principalmente su app che riguardano la fertilità e l’ovulazione piuttosto che sul piacere sessuale femminile. Nonostante queste app possano essere strumenti utili esse vanno a rinforzare una visione della figura femminile focalizzata solo sulla sua capacità di riproduzione (Lupton, 2013).
In conclusione, bisogna sottolineare come le applicazioni che pongono l’attenzione sulla performance e sulla competizione sessuale hanno il potenziale di aumentare l’ansia e le sensazioni di inadeguatezza. Tutto ciò rispecchia una società attenta a raggiungere standard sempre più elevati, che riduce la sessualità a qualcosa di meramente meccanico, perdendo di vista aspetti fondamentali per l’individuo come l’intimità, la fiducia e la connessione con il partner, spostando l’attenzione dal momento presente e dal piacere che ne deriva.

A conferma di queste mancanze, si può sottolineare come attualmente le nuove generazioni manifestino sempre più frequentemente ansia rispetto alle proprie prestazioni sessuali e rispetto al proprio corpo, concentrando l’attenzione su modelli da seguire molte volte irraggiungibili e poco realistici proposti dal mondo digitale. Quest’ansia, specificamente nella sfera sessuale può, nel tempo, essere un fattore di mantenimento o di rischio di diverse psicopatologie e disfunzioni del funzionamento sessuale.

Tirocinante: Lorenzo Raybaudi Massilia
Tutor: Dott.ssa Fabiana Salucci

Bibliografia
– Lupton, D. (2013). Quantifying the body: monitoring and measuring health in the age of mHealth technologies. Critical public health, 23(4), 393-403.
– Lupton, D. (2015). Quantified sex: a critical analysis of sexual and reproductive self-tracking using apps. Culture, health & sexuality, 17(4), 440-453.
– Ruckenstein, M. (2014). Visualized and interacted life: Personal analytics and engagements with data doubles. Societies, 4(1), 68-84.

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