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Sin dai primi decenni del Novecento, la ricerca si è interessata ai fattori che contribuiscono al successo di una relazione romantica, nonché alla soddisfazione matrimoniale (Carli et al., 2009). Con il tempo si è visto che, all’interno di una coppia, sono diversi gli ingredienti che alimentano il benessere individuale e interpersonale, ovvero: l’attaccamento, la cura e la sessualità. L’intreccio di questi tre sistemi motivazionali, che assumono pesi differenti lungo il ciclo di vita di una coppia, è fondamentale nella dimensione dell’intimità.

In una prospettiva più ampia, dove la persona è vista sia nelle sue componenti fisiologiche che in quelle psicologiche, la sessualità può essere considerata, non solo come una predisposizione biologica alla riproduzione e alla propagazione genica (Alexander & Noonan, 1979), ma anche come una dimensione centrale in grado di favorire il legame di coppia (Birnbaum & Finkel, 2015; Meston & Buss, 2007; Young & Wang, 2004). Quando si analizzano i benefici del sesso, solitamente, l’attenzione si concentra sulla fase dei preliminari oppure sull’atto sessuale in sé, trascurando il momento che segue l’incontro sessuale, da cui invece si può trarre un senso di benessere che può durare nel tempo.

Un’ interessante ricerca, condotta dalla Dottoressa Andrea Meltzer (2017), si è focalizzata proprio su questa sensazione che, quando si protrae per oltre 24 ore dopo il sesso, prende il nome di un fenomeno ben preciso: il sexual afterglow. Il termine afterglow può essere tradotto come “bagliore residuo” o “sensazione piacevole”. Lo studio ha coinvolto più di 200 coppie, sposate da meno di 6 mesi, provenienti dal nord del Texas e della Florida. Per 14 giorni, ciascun partner era tenuto a compilare un diario giornaliero indicando: la frequenza dei rapporti sessuali, la soddisfazione sessuale che ne seguiva e la soddisfazione relativa al partner e al matrimonio, sia al basale che al follow-up (quattro o sei mesi dopo). Dai risultati è emerso che le coppie (in egual misura sia uomini che donne) erano soddisfatte sessualmente nel giorno in cui facevano sesso e, cosa importante, anche nelle 24 ore e perfino nelle 48 ore successive, in cui invece non veniva consumato alcun tipo di rapporto. Inoltre, è stato visto che, più a lungo durava questo effetto nei partner, maggiore era la soddisfazione coniugale riportata nel tempo.

Dato che, a livello biologico, avere frequenti rapporti sessuali implicherebbe un costo energetico troppo elevato, i ricercatori hanno interpretato questi risultati come la prova che il sexual afterglow sia un meccanismo cognitivo prossimale tramite cui il sesso promuove il legame di coppia. Questo ruolo funzionale è coerente con la scoperta che tale fenomeno sembri durare approssimativamente lo stesso arco di tempo necessario per ripristinare le concentrazioni di picco degli spermatozoi (Carlsen et al., 2004; Levin, 2009), che lo sperma rimanga alla massima vitalità nel tratto riproduttivo femminile (Wilcox et al., 1995) e che intercorre tra un rapporto sessuale e l’altro nella vita coniugale (McNulty et al., 2016; Meltzer & McNulty, 2016).

La ricerca di Meltzer e colleghi (2017) ha il merito di essere stata la prima a misurare la durata del sexual afterglow e ad esaminare i benefici nelle coppie. Anche se non sono state misurate variabili neuro-biologiche, è ben noto che il meccanismo con cui il sesso favorisce il legame di coppia è attraverso il rilascio, nei circuiti di ricompensa cerebrale, dei recettori della dopamina e dell’ossitocina, sostanze neurochimiche determinanti nell’attaccamento fra partner romantici.

In una prospettiva futura, secondo i ricercatori, sarebbe interessante indagare la presenza o meno di una relazione tra la concentrazione di questi neurotrasmettitori e la durata del sexual afterglow. Inoltre, poiché le coppie oggetto di studio erano tutte giovani, sposate da poco e quasi interamente eterosessuali, si potrebbe esplorare tale fenomeno in coppie omosessuali, più longeve e con più primavere sulle spalle. Ad esempio, è stato ipotizzato che i partner più anziani, coinvolti in relazioni a lungo termine e dove la finalità riproduttiva viene meno, possano esperire un bagliore sessuale residuo più duraturo. Infine, un’altra relazione interessante da analizzare, potrebbe essere quella tra la durata del sexual afterglow e l’infedeltà: è infatti ipotizzabile che le coppie che vivono un “bagliore sessuale residuo” più a lungo, e quindi anche una maggior soddisfazione coniugale, siano meno inclini al tradimento.

Tirocinante: Mercy Ponziani
Tutor: Fabiana Salucci

 

Bibliografia
Alexander, R.D., & Noonan, K.M. (1979). Concealment of ovulation, parental care, and human social evolution. In N. A. Chagnon & W. Irons (Eds.), Evolutionary biology and human social behavior: An anthropological perspective (pp.402–435). North Scituate, MA: Duxbury Press.
Birnbaum, G.E., & Finkel, E.J. (2015). The magnetism that holds us together: Sexuality and relationship maintenance across relationship development. Current Opinion in Psychology, 1, 29–33.
Carli L., Cavanna D., Zavattini G.C. (2009). Psicologia delle relazioni di coppia. Bologna: Società editrice il Mulino.
Carlsen, E., Petersen, J.H., Andersson, A.M., & Skakkebaek, N.E. (2004). Effects of ejaculatory frequency and season on variations in semen quality. Fertility and Sterility, 82, 358–366.
Levin, R. J. (2009). Revisiting post-ejaculation refractory time what we know and what we do not know in males and in females. The Journal of Sexual Medicine, 6, 2376–2389.
McNulty, J.K., Wenner, C.A., & Fisher, T.D. (2016). Longitudinal associations among relationship satisfaction, sexual satisfaction, and frequency of sex in early marriage. Archives of Sexual Behavior, 45, 85–97.
Meltzer, A. L., & McNulty, J.K. (2016). Who is having more and better sex? The Big Five as predictors of sex in marriage. Journal of Research in Personality, 63, 62–66.
Meltzer, A.L., Makhanova, A., Hicks, L.L., French, J. E., McNulty, J.K.&Thomas N. Bradbury, T.N. (2017) Quantifying the sexual afterglow: the lingering benefits of sex and their implications for pair-bonded relationships. Psychological Science, 28(5),587-598.
Meston, C.M., & Buss, D.M. (2007). Why humans have sex. Archives of Sexual Behavior, 36, 477–507.
Young, L.J., & Wang, Z. (2004). The neurobiology of pair bonding. Nature Neuroscience, 7, 1048–1054.

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