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Quando si parla di abusi sessuali, automaticamente il nostro pensiero va agli abusi sessuali sulle donne.
Questo è dovuto agli stereotipi legati all’idea di uomo come autore di abuso sessuale. Si pensa che l’uomo essendo fisicamente più forte di una donna non possa subire un abuso, o che in realtà in qualche modo abbia acconsentito all’accaduto, perché fondamentalmente “che uomo sei a rifiutare un rapporto sessuale con una donna?”, “Sei un uomo, quindi, fisicamente più forte di una donna!”.

Anche a causa di questi stereotipi gli uomini non denunciano gli abusi subiti, per paura di perdere quella virilità che caratterizza il genere maschile, di perdere la figura del macho.
Capita che le stesse vittime di abusi, a volte, non denuncino e non diano il giusto peso alla gravità dell’accaduto per l’idea che la violenza sessuale maschile sia meno grave di quella femminile.

Da una ricerca ISTAT pubblicata nel 2018 è emerso che gli uomini che hanno subito abusi sessuali nel corso della loro vita sono, solo nel nostro paese, 3 milioni 754 mila (sono il 18,8% del totale), i luoghi dove si consumano spesso gli abusi sono locali come pub, discoteche e bar.

Le violenze sessuali possono avvenire sotto varie forme: violenze sessuali fisiche, come molestie, spinte, graffi, morsi fino anche a stupri, ma anche violenze di tipo psicologico, come lo stalking, molestie verbali e umiliazioni.
Si pensa che l’uomo abbia il pieno controllo dell’erezione e/o eiaculazione e ciò comporta una sottostima degli abusi maschili, una mancanza a livello di supporto e sostegno per le vittime oltre che una mancanza di un risarcimento legale.

L’erezione/eiaculazione viene vista dalle parti coinvolte nell’accaduto, e a volte anche dal sistema giudiziario, come un indicatore di consenso all’atto sessuale subito, come segno di un’esperienza sessuale positiva. Gli effetti fisiologici riguardanti lo stupro anale o riguardo la stimolazione da parte degli aggressori, porta la vittima ad avere un’erezione, ad eiaculare o anche entrambi, durante l’aggressione. Questo effetto fisiologico viene visto come consenso e come forma di piacere della vittima, ma in realtà alcuni studi suggeriscono che l’erezione e l’eiaculazione involontarie si possono verificare anche durante una violenza sessuale non consensuale.

Questo malinteso, nel sistema di giustizia penale, ha reso i tribunali non disposti a fornire sostegno alle vittime di violenza sessuale di sesso maschile, soprattutto se ha avuto un’ erezione/eiaculazione durante l’aggressione (Bullock, Beckson, 2011).

Le vittime di abusi sessuali maschili possono avere diverse reazioni emotive all’abuso.
Tra le possibili conseguenze possiamo trovare:
• Ansia, depressione
• Disturbo da stress post-traumatico
• Dipendenze comportamentali o da sostanze
• Futuri comportamenti sessuali a rischio
• Senso di colpa e vergogna
• Disturbi del sonno
• Scarsa autostima
• Comportamenti autolesionistici e/o suicidiari.

Non dovrebbe succedere che parlare di una violenza di genere vada ad escludere o delegittimare una violenza di un sesso, una violenza non è meno grave di un’altra.
Bisogna parlare della violenza di entrambi i generi, bisogna denunciare, riconoscere una violenza e non vergognarsi, un uomo che subisce una violenza non è meno uomo, ma una vittima di violenza.

Tutor: Fabiana Salucci
Tirocinante: Carlotta Lauteri

Sitografia:

https://www.istitutobeck.com/abuso-uomini-trauma

Bullock Clayton M., Beckson M. (2011). Male Victims of Sexual Assault: Phenomenology, Psychology, Physiology. Journal of the American Academy Psychiatry Law 39:197–205. https://www.researchgate.net/publication/51201435_Male_victims_of_sexual_assault_Phenomenology_psychology_physiology

https://www.istat.it/it/archivio/209107

https://mondointernazionale.com/la-violenza-sessuale-sugli-uomini

 

 

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